Venerdì 18 Maggio 2012
   
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DEPOSITO CARBURANTI: CON API SI VOLA!

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La compagnia petrolifera chiamata in causa

dall’interrogazione dell’ On. Zazzera.

LA PREMESSA

Nella sua interrogazione parlamentare l’On. Zazzera sostiene che “nella relazione tecnica del 4 dicembre 2008 a firma del Maggiore Sergio Vidinich e del Tenente Colonnello Rocco Leuzzi, al punto 2, veniva riportata tra le attività future la valutazione di possibili sinergie con società petrolifere private atte a consentire il reperimento dei fondi necessari alla ristrutturazione del deposito carburanti di Monopoli.

Nella citata relazione si fa menzione di un sopralluogo effettuato anche dalla società Anonima Petroli Italiana spa (API) per valutare l'eventuale interesse all'utilizzo del deposito carburanti di grande capacità di Monopoli. Si fa presente che il deposito carburanti potrebbe costituire una base logistica interessante per la società non solo per le capacità di stoccaggio delle scorte d'obbligo ma anche quale base operativa nell'attesa dell'ampliamento del deposito API di Barletta previsto nei prossimi cinque anni”.

IN MERITO ALL’ API  RISULTA CHE …

L’API (cui fa capo anche la rete di distribuzione IP) è oggi uno dei principali players italiani nel settore della raffinazione e commercializzazione di prodotti petroliferi .

Chi crede che energie rinnovabili e petrolio siano settori distinti resterà deluso in quanto oggi i principali investitori in energie rinnovabili sono le stesse compagnie petrolifere, che reinvestono nel rinnovabile i lauti proventi del petrolio. Infatti l’API fa capo alla API Holding spa, società operante anche nel settore delle energie da fonti rinnovabili.

Il Gruppo si approvvigiona di greggi e semilavorati che vengono destinati sia alla raffinazione che alla rivendita. Il principale centro di raffinazione è quello di Falconara Marittima (ANCONA).

La società dispone di un’importante struttura logistica sulla fascia Adriatica dedicata alla ricezione, allo stoccaggio ed al trasporto di prodotti petroliferi.

LA STORIA INSEGNA !

  1. 1939 : L’API costruisce a Falconara Marittima un deposito costiero di forte rilevanza strategica in virtù della sua ubicazione.

1950/59 : Entra in produzione la raffineria di Falconara Marittima

1970/79 : Viene messo in opera un oleodotto sottomarino di 16 chilometri collegato con una piattaforma che consente l’ormeggio di petroliere di grandi dimensioni

1990/95 : La raffineria di Falconara Marittima si trasforma in un polo energetico integrato e nel 1992 nasce API – Energia da una joint venture con il gruppo ABB per la realizzazione di uno dei primi impianti europei a ciclo combinato (IGCC) che utilizza le frazioni pesanti derivanti dal ciclo di raffineria per la realizzazione di energia elettrica e vapore

1996/99 : Nel 1996 la raffineria realizza il primo impianto in Europa per lo stoccaggio di GPL interrato e migliora costantemente il mix produttivo.

Alla luce di quanto affermato dall’On. Zazzera nella sua interrogazione e sulla scia di quanto da noi brevemente riassunto ci permettiamo di formulare un’ipotesi.

L’API raffina il proprio petrolio quasi esclusivamente nell’unica raffineria di proprietà sita in Falconara Marittima. In un’ottica di sviluppo del business e diversificazione territoriale potrebbe essere Monopoli la soluzione ideale per la realizzazione di una nuova raffineria? Le analogie con quanto accaduto nel passato a Falconara Marittima sono notevoli.

Occorre valutare ora il ruolo del gruppo Marseglia in questo ipotetico (neanche tanto) scenario.

Un dato è certo : la Puglia, prima produttrice di energia da fonti rinnovabili in Italia, è al centro degli appetiti delle multinazionali dell’energia sia per le risorse petrolifere che per le occasioni di sviluppo nel settore delle energie rinnovabili.

Il governatore Vendola fa bene a pubblicizzare i successi ottenuti dalla Regione nel settore delle energie rinnovabili. Quello che non dice è chi sta traendo i principali benefici dallo sfruttamento di tali fonti energetiche! Non vorremmo trovarci davanti ad una partita di giro in cui sono le stesse compagnie petrolifere che gestiscono il business del rinnovabile.

Quale il ruolo della politica in tutto questo? Subalterno come sempre!

Seguiranno a breve ulteriori approfondimenti.

Commenti 

 
#5 cittadino 2010-01-20 00:37
Tutti noi parliamo di energie pulite, di auto ecologiche alimentate ad elettricità, di energie alternative. Ma sappiamo che l'energia elettrica che utilizza la nostra piccola vettura è prodotta con il carbone o altre fonti fossili o nucleari e l'accumulo in batterie e il successivo utilizzo porta a delle enormi perdite, con un rendimento bassissimo, ed inoltre una vettura elettrica è dotata di circa 300 Kg. di batterie, rifiuti speciali inquinanti ..... FATE VOI !!!
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#4 Bosco 2010-01-19 23:18
Sinceramente sono in totale disaccordo con quanto afferma Francesco Maiellaro.... Chi ci garantisce che l'interesse delle grandi holding del petrolio verso le energie rinnovabili, non sia quello di stroncare sul nascere questo mercato? Non avrebbe senso spingere sull'energia pulita e continuare a massacrare l'ambiente cercando nuovi pozzi petroliferi in giro per il mondo.... Per quanto riguarda Vendola, io credo che abbia responsabilità più grandi rispetto ai sindaci in quanto presidente della Regione. La NP ha inviato tutta la documentazione alla Regione Puglia già nel 2007, ricevendo come risposta l'invito ad interpellare i comuni interessati dal progetto, cosa che la NP ha fatto. Ora mi chiedo: data l'importanza e la delicatezza dei documenti, perchè la Regione non ha preventivamente informato i sindaci della posta in arrivo? E poi, una volta constatata l'inerzia dei comuni, perchè la Regione non ha sollecitato le varie amministrazioni affinchè si esprimessero in merito alla vicenda? Una telefonata del Presidente Vendola avrebbe potuto far comprendere prima ai nostri tecnici comunali che quella documentazione meritava di arrivare sul tavolo del sindaco Romani....
P.S.: se è vero, come dice il Sindaco Romani, che il plico della NP è stato consegnato direttamente all'uffico tecnico in quanto comunicazione di un privato, è possibile sapere cosa hanno prodotto i nostri tecnici? Hanno dormito? Ne hanno dato notizia all'assesore di riferimento? E al Sindaco hanno comunicato qualcosa?
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#3 curioso 2010-01-19 19:25
Perchè allora l'energia pulita non parte? Con tutti i soldi che hanno!
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#2 Francesco Maiellaro 2010-01-19 19:19
se anche le aziende petrolifere si convertono in aziende "pulite" non vedo il problema! L'Eni, ad esempio, è la principale azienda italiana e sta investendo tanto in ricerca di rinnovabili, perchè hanno capito che li sta il futuro. Non vedo il problema.
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#1 curioso 2010-01-19 19:02
Scusate, ma Vendola infondo cosa ha fatto per evitare questa cosa? Diciamo che ci ha fatti arrivare al Tar agli sgoccioli piuttosto che bloccare sul nascere la cosa
Diciamo che il decreto è passato e che lui già sapeva dato che queste cose risalgono a molto prima del 2009. Diciamo anche che la Regione ha risposto in prima fase. Quindi? Ora è una celebrità. Ma è lui responsabile prima dei comuni.

Ora, "il ruolo subalterno della politica" significa che ci hanno mangiato?
A me sembra di si!
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