Venerdì 18 Maggio 2012
   
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LE MIE "VACANZE" PASSATE NEGLI OSPEDALI.

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Ho dovuto trascorrere, per più di un mese, tutte le mie “vacanze” di Natale in ben quattro strutture ospedaliere del circondario, a causa d’improvvisi malanni e alcune operazioni chirurgiche, per fortuna minori, occorsi contestualmente all’ottanta per cento dei componenti della mia famiglia. Un soggiorno comune a contatto diretto con medici, chirurghi, infermieri e personale ausiliario interno ed esterno che, tutto sommato, è passato grazie alle loro cure e all’amorevole assistenza prodigataci. E, soprattutto, senza ricorrere a qualsivoglia superiore raccomandazione per, come si suol dire, conquistare il fatidico posto letto. Contrariamente a quanto ci dicono, o ci fanno supporre, le notizie che stiamo leggendo in questi giorni su tutti i giornali a proposito di una nuova parentopoli e della corruzione ospedaliera emergente.

Tornati tutti a casa, e visitando sul sito internet della regione Puglia la scheda personale del prof. Tommaso Fiore, assessore alla Salute in carica da circa un anno, sono rimasto basito dalla notevole quantità di titoli universitari conseguiti nella sua pregressa attività di valente e insigne medico chirurgo prestata nel Policlinico di Bari. Senza contare le altre innumerevoli attività didattiche, assistenziali, scientifiche, istituzionali e di ricerca, svolte durante la sua carriera in quella megastruttura e fuori. Per questo, prima ancora di compiacermi per i suoi grandi pregi, non riesco ad accettare il fatto che ancora non sappia se è stato “lì dentro a governare un sistema criminale oppure no”. Non solo egli avrebbe diritto a pieno titolo, ma anche il dovere, di parlare, nel caso avesse scoperto concorsi banditi con procedure distorte o acquisizioni di materiali e strumentazioni medicali in assenza di regolari gare d’appalto, o somministrazioni di servizi e prodotti logistici a mezzo di ordinazioni dirette. Va da sé che la rivelazione di una conduzione malavitosa, eventualmente operante all’interno di quella o di altre aziende ospedaliere della regione, resti esclusivamente di competenza delle forze dell’ordine e della magistratura. Mentre ogni attività residua, diciamo così, di ordinaria raccomandazione, tendente a rafforzare la “casta” con la moderna parentopoli operante all’interno del Policlinico, ancorché di quelle emergenti anche in altre strutture sanitarie, credo che andrebbero estirpate direttamente con una più decisiva azione dell’esecutivo della regione Puglia. Come già ha dovuto fare proprio un anno fa il governatore in carica rinnovando la sua giunta. Senza strumentalizzazioni politico-elettorali che tengano.

Franco Muolo

 

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