Venerdì 18 Maggio 2012
   
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CHIESE, ISTITUTI RELIGIOSI ED ONERI DI URBANIZZAZIONE.

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Preoccupati dello stato di degrado e di abbandono in cui si trovano alcune chiese e istituti religiosi del centro storico (Chiesa del Purgatorio, di S. Giuseppe ed Anna, S. Angelo, S. Salvatore, Casa Santa, Orfanotrofio Palmieri, etc.), abbiamo cercato fra le leggi regionali quella più confacente alla bisogna e, con grande meraviglia ed anche soddisfazione, abbiamo scoperto che, in base all’art.3 della Legge Regionale n.4 del 4 febbraio 1994, avente per oggetto. “ Norme in materia di edilizia di culto e utilizzazione degli oneri di urbanizzazione”, gli edifici di culto e le opere,

annesse e destinate allo stesso esercizio, possono essere finanziate dai Comuni. L’art.3 della suddetta legge regionale consente ai Comuni, entro il 31 marzo di ogni anno, di devolvere alle competenti autorità religiose una somma non inferiore al 7% (sette per cento) dei contributi loro spettanti per gli oneri di urbanizzazione secondaria. Il programma di interventi, trasmesso annualmente dai soggetti beneficiari (Vescovo e Curia), dev’essere corredato da un progetto di massima di singole opere, redatto da un tecnico abilitato, che contenga un preventivo di spesa da sostenere, i termini di inizio e di fine dei lavori.
Naturalmente per concedere i finanziamenti i Consigli Comunali interessati dovranno approvare un apposito Regolamento.

Le tipologie di intervento, ammesse al contributo, sono quelle relative alla manutenzione ordinaria, straordinaria, alla ristrutturazione, al restauro, al risanamento conservativo, all’ampliamento ed adeguamento di locali e di strutture pertinenti agli edifici di culto e alle opere annesse e destinate allo stesso esercizio.
Alcune di queste opere recuperate potrebbero essere anche utilizzate per attività educative, culturali, sociali, ricreative e di ristoro che non abbiano fini di lucro, di cui la comunità monopolitana ne ha grande bisogno.
Pertanto ora spetta al Comune e alla Curia Vescovile di attivarsi, per quanto è di propria competenza, in modo che la città non solo possa recuperare nel tempo le chiese e gli istituti, oggi in stato di degrado e di abbandono, ma anche possa disporre di nuovi spazi per la socializzazione dei
cittadini di ogni età.

Prof. Walter LAGANA’

Sindaco due volte di Monopoli

Commenti 

 
#15 Lella 2010-02-15 14:21
Ma le autostrade non dovrebbero avere un'alternativa? Ossia una strada più o meno parallela per chi percorre quel tratto giornalmente,magari per lavoro, e non potesse pagare. Inoltre i residenti delle contrade a sud di Monopoli dovrebbero pagare anche per andare a fare la spesa? Ma no.... è ovvio ...non potrebbero usarla, neanche volendo, perchè dovrebbero raggiungere il casello...A questo punto penso che il parere dei monopolitani non può essere che, assolutamente, negativo!
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#14 arturo 2010-02-15 11:00
Egregio Lacitignola, come dicevo nel mio intervento precedente, sono contrario a una norma come quella di cui discutiamo, che obbliga i comuni a un contributo, privandoli della facoltà di fare delle scelte pienamente consapevoli relativamente alle proprie risorse, per cui avrei preferito una formula tipo "possono devolvere" e non "devolvono". Quanto ai comodati, la situazione di S. Maria della Zaffara da te citata, forse è molto più illuminante di qualsiasi considerazione: infatti, il comune non sa cosa farsene, per cui è evidente che il comodato, come del resto tu stesso dici, è stato stipulato solo per dar corso a un finanziamento, ma senza avere per nulla chiaro quale potesse essere l'interesse del comune, e quindi della collettività locale, nell'operazione. Sarei curioso di conoscere gli importi in gioco, in particolare quanto è stato speso e quanto sarebbe stato ineludibile devolvere per effetto della norma 7%, di cui parliamo: se qualcuno fosse in grado di fornire questi dati, potremmo capirci ancora qualcosa. Cordialità.
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#13 lacitignola giovanni 2010-02-12 20:03
..Che strano appena si parla di novità di applicazioni di leggi vigenti il primo sospetto che scatta ...che c'è del marcio.Penso che l'abilità di un amministratore sia anche nell'immettere un pò di "fantasia" nel pianificare gli atti amministrativi.Per maggiore chiarezza,
i comodati ventennali o trentennali vengono decisi in base all'importo del finanziamento necessario all'opera per il suo recupero strutturale.Non dimenticando la valenza storico affettiva (anche imprenditoriale) che può avere sul territorio il recupero di questi immmobili.Per questo Santa Maria della zaffara ristrutturata con un finanziamento europeo adesso è nell'utilizzo comunale...che non ha deciso ancora che destinazione dare...Nel frattempo è chiusa in un lento deperimento strutturale.Giovanni lacitignola
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#12 arturo 2010-02-12 17:58
Egregio "Giovanni a.", mi sono reso conto del mio errore e mi sono corretto prima della pubblicazione del suo cortese ultimo messaggio, ponendo peraltro qualche domanda aggiuntiva relativamente alla scelta del comodato invece della via prevista dalla legge.
Ammetto la mia avversione verso norme che innegabilmente concedono benefici giuridico-economici a confessioni religiose, per quanto non sono in disaccordo con lei riguardo a decoro urbano e attrattiva turistica; tuttavia, resto contrario a una norma come quella di cui discutiamo, che obbliga i comuni a un contributo, privandoli della facoltà di fare delle scelte pienamente consapevoli relativamente alle proprie risorse. Insomma, avrei preferito una formula tipo "possono devolvere" e non "devolvono". Ancora un saluto.
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#11 arturo 2010-02-12 13:03
Ho letto il testo della legge regionale in questione che parla di limite MINIMO del 7%, quindi, in quanto tale, superabile. Di conseguenza, diversamente da quanto ho erroneamente affermato finora, non esiste la necessità di trovare escamotage per aggirare al rialzo quel limite. Allora perchè fare i comodati? Forse per garantirsi come comune la possibilità di fruire dei beni restaurati per finalità pubbliche, come suggerisce il prof. Laganà nel suo intervento (garanzia però non del tutto certa, dato che il comodante, la curia, potrebbe chiederne la restituzione di fatto in quasiasi momento)? Oppure per schermare politicamente la concessione di contributi comunali al di là del 7% minimo? O ancora per far ricadere sulle strutture comunali anche qualche costo indiretto connesso alla realizzazione delle opere? Sarebbe interessante capirci qualcosa in più.
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#10 Giovanni a. 2010-02-12 12:46
Egregio Arturo
la legge consente di ".... devolvere alle competenti autorità religiose una somma NON inferiore al 7% (sette per cento) dei contributi loro spettanti per gli oneri di urbanizzazione secondaria". Quindi nessun limite aggirato. Monopoli ha solo seguito una diversa e legittima procedura. Bisogna ricordare che quei luoghi sono luoghi intimamente percepiti come propri dall'intera collettività. Sono luoghi di storia e tradizione comune. E al di là di ciò, nn foss'altro per decoro urbano, è utile intervenire per restaurare un patrimonio artistico di grande pregio che potrebbe costituire nella sua peculirità attrattiva turistica.
Mi scusi se sbaglio ma quando si parla di chiesa forse ci si fa prendere da una certa frettolosa e pregiudizievole ostilità.
Con cordialità.
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#9 arturo 2010-02-12 11:44
Egregio "Giovanni a.", premetto che potrei avere inteso male le parole di "Lacitignola" (ed eventualmente me ne scuso fin d'ora con entrambi), le quali tuttavia sembrerebbero fare intendere che, constatata la sostanziale impossibilità per la curia di restaurare a proprie spese alcuni edifici religiosi, essi sarebbero stati dati in comodato al comune, che a quel punto, in quanto conduttore, ha potuto dare corso ai lavori necessari impegnando risorse comunali anche al di là del limite del 7% fissato dalla legge. In altre parole, si sarebbe trovata una forma fittizia per aggirare una norma cogente. Per inciso, aggiungo che probabilmente gli immobili in questione sono ancora in comodato al comune, il quale quindi ha il diritto/dovere di deciderne l'impiego. Un saluto a tutti.
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#8 Giovanni a. 2010-02-11 19:49
Io invece vorrei capire dove sarebbe la truffa, o meglio, perché si rasenterebbe la truffa. Grazie.
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#7 Partigiano 2010-02-11 18:54
Una Legge del 1994 ben tenuta nascosta nei cassetti comunali come spesso accade, a 16 anni di distanza pretendiamo la sua applicazione dopo che il vostro caro Capo di Governo ha eliminato l'Ici della prima casa senza distinzione di reddito impoverendo i bilanci comunali ma arricchendo in altro modo la protezione civile spa per i suoi fini.........
Questa lettera mi sa tanto che sia uno dei soliti spot elettorali in vista delle regionali...prepariamoci ad un altro candidato ;-)
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#6 Piero 2010-02-11 18:27
dov'e' il mio commento mandato molto prima di quello di arturo??

Potete pubblicarlo grazie?
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#5 arturo 2010-02-11 17:29
però... e poi diamo alla diocesi anche i proventi del concerto della ricciarelli (azione che io stesso ho approvato in considerazione dell'esiguità della somma e della fruibilità pubblica dei beni cui essa era destinata)... quanto ai comodati d'uso, se ho ben capito il meccanismo, saremmo ai limiti della truffa e del danno erariale, mentre non capisco, sicuramente per mia ignoranza, perchè sia l'amministrazione a dover decidere l'uso di S. Maria della Zaffara: sarei grato a chi me lo spiegasse (magari lo stesso Lacitignola)
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#4 Piero 2010-02-11 16:02
Sig. Gigi,

l'amore e l'impegno profusi dal Prf. Lagana' per la citta' sono immensi. Purtroppo un grande uomo con buone idee diventa "nessuno" in politica. Ti mangiano vivo, non ti lasciano far niente.

La sventura per i monopolitani e' la gente come lei, senza rispetto e riconoscenza con chi realmente ama la propria citta' e ci ha provato, ma come le ripeto e' stato mangiato vivo!
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#3 lacitignola giovanni 2010-02-11 14:07
Una volta tanto la nostra città(Curia e Diocesi) potrebbero dare lezioni ad altri...infatti sono andati ben oltre questa legge vista l'impossibilità di restaurare autonomamente immobili di pregio, facendo accordi di "comodati d'uso" alcuni immobili sono stati recuperati con finanziamenti pubblici vedi S. maria della zaffara,(sic!sic! chiusa perchè questa amministrazione non ha ancora deciso che uso farne) vedi in itinere San Giovanni e la nostra speranza è che a presto anche San Salvatore possa andare a buon fine.
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#2 gigi 2010-02-11 14:04
al già due volte sindaco (per sventura di monopoli)perchè non lo hai fatto tu?????????????
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#1 Franchino 2010-02-11 11:16
E che dire delle scuole? Ci sono alcuni istituti, dove i nostri figli ci vivono per parecchie ore, che versano in condizioni pietosi. Non sarebbe meglio investire di più (e meglio) nell'edilizia scolastica?
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