Venerdì 18 Maggio 2012
   
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LE MANI DELLA MAFIA SULLE ENERGIE RINNOVABILI

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Energie rinnovabili :  pulite a 360 gradi ?

Quanto dichiarato dall’On. Zazzera nella nostra intervista esclusiva apre le porte a più inquietanti interrogativi. Chi o cosa si cela dietro al business delle energie rinnovabili nella nostra regione?

Si propaganda molto il primato della nostra regione nel campo della produzione di energia rinnovabile. Si parla molto poco e non si diffondono dati precisi in merito alle società che si spartiscono la più grande fetta di guadagni connessi a questo allettante business.

Abbiamo visto nell’articolo “Deposito Carburanti : Con API si vola!” come spesso sono le stesse compagnie petrolifere a partecipare al business delle energie rinnovabili.

L’intervista all’On. Zazzera conferma un nostro dubbio. Quale è il ruolo della mafia? Quali i legami con politici ed imprenditorialità locale? I magistrati cominciano ad indagare e pare che vi siano già indagati eccellenti tra i Dirigenti regionali.

Le mani della criminalità organizzata sulle energie rinnovabili. - È il nuovo affare delle cosche, in Calabria come in Puglia e Sicilia. Un pericoloso intreccio fra cosche, uomini politici, bancari e imprenditori-prestanome, per allungare i tentacoli su un business milionario contiguo a quello delle grandi multinazionali dell’energia.

Il sostituto procuratore della Dna Alberto Cisterna, afferma in un intervista per “l’Avvenire”: “In Calabria ci sono molte piccole centrali idroelettriche abbandonate dopo la nazionalizzazione o perché ritenute meno convenienti rispetto alle centrali termoelettriche. Ma ora, dopo le leggi che favoriscono e finanziano le energie rinnovabili, sono tornate convenienti e la ‘ndrangheta ci investe”.

Il business su cui la mafia si è concentrata è la produzione di elettricità da rivendere all’Enel. Un mafioso in un’intercettazione, spiega: “...siccome è rinnovabile, questa energia che si chiama energia verde viene acquistata dalle grandi... Capito... quelli produttrici tipo l’Enel tipo... tipo che ne so la Edison tipo, insomma queste che producono energia con... bruciando carbone, bruciando metano facendo tante cose, però devono avere una produzione di energia che in pratica, una parte deve essere fatta con queste fonti rinnovabili e se non ce l’hanno la devono comprare, una specie di mercato, una specie di borsa capito?”

L’interesse delle cosche sull’eolico in Puglia non è un fatto nuovo. Ed è l’ennesima dimostrazione di come le mafie facciano affari dovunque, soprattutto in settori economici promettenti. Così, sia Cosa Nostra che ‘ndrangheta hanno annusato l’affare, ovviamente più interessate a guadagnarci che a tutelare l’ambiente o il portafoglio dei cittadini.

Non è un caso quindi se nel Rapporto Ecomafia 2009 di Legambiente la Puglia si classifica al quarto posto in Italia (dopo Campania, Calabria e Sicilia) per quanto concerne i reati ambientali.

Michelangelo Montanaro

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