Venerdì 18 Maggio 2012
   
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FOCUS: PETROLIO CAUSERA' CRISI FINANZIARIA?

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L’economia mondiale dipende dalle energie fossili : vi spieghiamo il perché.

Dall’inizio del XX secolo, l’umanità ha fatto un uso massiccio di idrocarburi (petrolio e gas naturali). In questa campagna elettorale si sta dibattendo molto di energia. Perché?

Al di là delle strumentalizzazioni politiche un dato è incontestabile : la crescita economica è impossibile senza energia!

Per come è strutturato l’attuale sistema economico mondiale non si può in alcun modo fare a meno delle risorse petrolifere e dei gas naturali. Se per assurdo le risorse petrolifere del pianeta dovessero terminare oggi, andremmo incontro ad una crisi sistemica di portata apocalittica.

Il petrolio ed i gas naturali sono energie esauribili e non rinnovabili.

Le domande che dovremmo porci sono le seguenti :

Avremo ancora risorse petrolifere sufficienti per i prossimi anni, in modo da disporre del tempo sufficiente per pensare ad una valida alternativa?

Siamo caduti in un circolo vizioso. Le multinazionali dell’energia devono continuamente cercare nuovi giacimenti per aumentare i profitti da reinvestire in ricerca (negli articoli precedenti abbiamo visto come siano le stesse compagnie petrolifere a gestire il business dell’energia alternativa). Tuttavia i profitti aumentano solo con l’aumento della disponibilità energetica. Poiché la domanda mondiale di petrolio e gas naturali continua ad aumentare ad un ritmo di crescita superiore rispetto alle quantità di nuove risorse che vengono scoperte, per riuscire a mantenere una posizione di mercato competitiva rispetto alla concorrenza, le multinazionali dell’energia devono estendere il proprio controllo su sempre maggiori quantità di giacimenti petroliferi. Se le risorse petrolifere scarseggiano, occorre cercare il petrolio a tappeto. Anche piccoli giacimenti come quelli presenti nei nostri mari diventano importanti. (E’ questa la mia risposta ai dubbi del Sindaco di Monopoli che si chiedeva quale fosse l’utilità di una piattaforma petrolifera al largo delle nostre coste quando il petrolio estraibile sarebbe stato sufficiente a coprire il fabbisogno energetico nazionale per un solo anno).

Ma il circolo vizioso è proprio in questo! I costi di esplorazione aumentano vertiginosamente e conseguentemente si riducono i guadagni. Meno guadagni comportano meno risorse da investire nella ricerca di fonti energetiche alternative.

Il PETROLIO SCARSEGGIA ?  ANALIZZIAMO I DATI

Jeroen  Van der Veer, amministratore della “Royal Dutch Shell” afferma in un’intervista rilasciata al Finacial Times il 24/01/2006 :  “ … il petrolio “facile” è entrato in fase calante”.

James Woolsey, ex direttore della CIA, in un articolo intitolato “Il nuovo petrolio”, scritto per la rivista Foreign Affaire del gennaio – febbraio 1999, ammetteva che : “ … il fine nascosto delle forze ONU durante la prima Guerra del Golfo, che ha coinvolto 500.000 soldati americani, era quello di assicurare un accesso continuo e senza complicazioni ai giacimenti petroliferi”.

Il Times di Londra , l’11 dicembre 2004 afferma che “… la diminuzione delle riserve di gas nel Mare del Nord e nel Mare d’Irlanda … fanno prevedere che la Gran Bretagna fino al 2015 dovrà importare il 75% del suo fabbisogno di gas”.

L’IHS Energy, la più importante agenzia di consulenza del mondo, in uno studio del 2003 afferma che, per la prima volta dagli anni 20, non vi è stata una scoperta di risorse petrolifere che andasse oltre i 500 milioni di barili

L’ATTUALE CONTESTO ECONOMICO- I comportamenti degli operatori economici spesso sono più eloquenti delle stesse dichiarazioni. I prezzi del greggio sono raddoppiati, a partire dal 2001, ma nonostante ciò solo poche compagnie hanno aumentato gli investimenti per scoprire nuovi giacimenti. Le raffinerie lavorano quasi al massimo della propria capacità ma non viene realizzato alcun nuovo impianto, anzi alcune vengono addirittura chiuse (ragion per cui si fa improbabile la realizzazione di una nuova raffineria a Monopoli!).

Non solo, le compagnie petrolifere stanno riducendo i propri investimenti per la ricerca di nuovi giacimenti petroliferi.

Perché avviene tutto questo? Perché sanno che non vi sono ulteriori riserve di petrolio da scoprire? Maggiori investimenti nella ricerca di petrolio non comporta automaticamente il successo dell’attività di ricerca. Certamente comportano maggiori costi che finiscono per erodere gli utili.

QUALI LE CONSEGUENZE ? - Le recenti crisi finanziarie (dall’esplosione della bolla della new economy, all’esplosione della bolla immobiliare attuale) hanno spinto gli investitori a rifugiarsi nei titoli di stato. La corsa ai titoli di stato è stata in buona parte agevolata dalle politiche miopi adottate dalle Banche Centrali nell’ultimo decennio. La politica dei bassi tassi d’interesse ha garantito molta liquidità sul mercato finanziario e fatto sì che i prezzi dei bond (in Italia i BPT e BOT) crescessero nonostante gli Stati fossero sempre più indebitati ed a rischio default (quello che sta accadendo in Grecia, Spagna e Portogallo è il sintomo della nuova malattia che sta per colpire la nostra economia).

La bolla speculativa dei bond è tuttora in corso.

Nel 2004 la “Federal Reserve” pensava che questa tendenza sarebbe cambiata, una volta cominciato l’aumento dei tassi, cosa che non è accaduto.

Se il prezzo del petrolio dovesse riprendere a salire potrebbe provocare un nuovo processo inflazionistico che investirebbe inevitabilmente la bolla speculativa dei bond ed alla quale gli Stati, pesantemente indebitati, non potrebbero sopravvivere.

Una pesante svalutazione colpirebbe il dollaro. Uno dopo l’altro gli Stati Europei e gli USA seguirebbero la sorte dell’Argentina.

Michelangelo Montanaro

Commenti 

 
#1 albanese 2010-02-11 12:31
Sono d'accordo su questo articolo,rispecchia la realta,e parlo con l'esperienza di lavoro maturata durante i miei 45anni di lavoro svolto sulle navi e costruzione di impianti industriali,purtroppo causa una miopia voluta x fini elettorali la nostra casta politica,cavalca una protesta che viene alimentata x uso personale coinvolgendo giovani che non avendo nessuna conoscenza in materia prendono x oro colato,loro nn hanno colpa,oggi e importante trovare energie alternative ,ma non illudiamoci con le famose pale eoliche e solare ,allo stato attuale essi sono solo un palliativo,ci vorranno anni e molti investimenti prima che essi siano efficienti dal punto energetico atto a soddisfare la sempre crescente domanda di energia,ecco perche conviene essere realisti e iniziare a valutare tutte le soluzioni possibili e non dire no a ogni cosa,(VEDI I FAMOSI AMBIENTALISTI)del nucleare si puo fare a meno ma oggi con le centrali a ciclo combinato turbogas con il recupero dei gas di scarico si possono alimentare due turbine al costo di una,e su quella strada che si deve investire in attesa che la tecnologia trovi una valida soluzione alternativa.
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