Venerdì 18 Maggio 2012
   
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SCAVI CHIUSI. ORA SARANNO DISTRUTTI

Scavi_piazza_vittorio_emanuele_foto_3_web_crSi conclude il famigerato scavo archeologico,

 che tanto ha agitato gli animi della cittadina monopolitana.

 Il resoconto profuma di storia.

A mostrarci i ritrovamenti è la dott.ssa Miranda Carrieri.

Due edifici importanti, un canale per lo scorrimento delle acque, ed un campo disseminato di sepolture terranee (probabilmente successive alla costruzione degli edifici).


“E’ stato uno scavo pieno di tensioni.” – ci confida la dottoressa Carrieri- “partito a rilento per la mancanza di personale. Quando mi hanno concesso un numero maggiore di operai, sono arrivate le sepolture terranee a frenare i lavori. Sono disseminate ovunque.”


“Avrei voluto allargare lo scavo in un’altra zona, ma è trascorso un mese, i rilevamenti sono stati effettuati. Tutto è stato documentato. Non abbiamo più tempo”
Si coglie nelle parole della dott.ssa Carrieri una nota di dolore, ed a guardare i ritrovamenti, il dolore si acuisce se si pensa che dopo la chiusura saranno distrutti per dare spazio alla fogna bianca.Scavi_piazza_vittorio_emanuele_foto_2_web_cr

L’edificio angolare in muratura (tra l’altro ben rifinito, quindi si tratta sicuramente di una struttura importante) finisce proprio sotto il Bar Smeraldo. Nonostante l’importanza del ritrovamento non è stato quindi possibile allargare lo scavo per esaminarlo.” 

 La Terra ha preservato dal tempo, e restituito a noi, frammenti, testimonianze lontane ed anche qualche antenato.
Ma quello che nessuno potrà mai dare a questo paese è una coscienza storica e culturale, che soccombe di fronte ai meccanismi del commercio e della mondanità.

L’area interessata, è noto, era sin dall’inizio sottoposta a vincolo archeologico, conseguente ai ritrovamenti degli anni ’80. I lavori in questione sono stati concessi perché “lavori necessari di pubblica utilità”. Ma quello che forse è sfuggito è che, propedeutico a questi lavori, doveva essere un programma che comprendesse la previsione dello scavo archeologico. Errore che ha pregiudicato e compromesso lo scavo ed la documentazione del sito (che si è svolto in tempi ristretti, in un clima di tensione e con mezzi tutto sommato carenti) . 

Insomma, i lavori sono stati avviati, sottovalutando o peggio, non valutando la possibilità di ritrovamenti, con una programmazione approssimativa degli interventi.


Negli altri paesi mi chiamano per effettuare degli scavi anche in zone improbabili nella speranza di trovare qualcosa che possa costituire un’attrattiva turistica. Monopoli ha tanto da offrire, ma ancora non si è capito che per creare un turismo culturale è necessaria un’attrazione stabile, non manifestazioni effimere. I tour operator più importanti ti inseriscono nei pacchetti turistici solo se hai questa caratteristica”. Una considerazione dura, quella della dott.ssa Carrieri, che tuttavia aggiunge:

 “Credo che l’Assessore Orciulo si stia muovendo bene in questa direzione”.

Scavi_piazza_vittorio_emanuele_foto_4_web_crI reperti sono stati catalogati e la documentazione raccolta. Ma quello che ora ci domandiamo è: dove andranno a finire? A Monopoli, infatti, non esiste un museo. Ovvero, dopo il vaglio di diversi edifici e la ristrutturazione ancora non è stata individuato un loco.

Tra pochi giorni P.zza Vittorio Emanuele tornerà come siamo abituati a vederla: asfalto e movida.


Chissà se qualcosa è cambiato nella mente dei monopolitani. Se sostando davanti al bar Smeraldo o camminando sulla via penseranno che sotto di loro dormono scheletri ed edifici, che stanno calpestando secoli di storia.

 

 

Commenti 

 
#3 francomuolo 2009-07-09 12:30
Che fine ha fatto il mio commento sugli scavi archeologici al "borgo"?
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#2 Porzia 2009-07-09 03:49
:cry:
I monopolitani non cambieranno mai!!
Apparire prima di tutto. Se no sai spiccicare una parola di inglese per farti capire dai turisti,pazienza, l'importante è vestirsi come Corona&Co. ed esibire l'ultimo modello di cellulare
Correggetemi se sbaglio.
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#1 Franco Muolo 2009-07-06 18:53
Gentilissima dott.ssa Carrieri, rispetto sinceramente la sua nota di dolore, ma non Le sembra che la sua responsabilità più grande sia stata proprio quella di aver ceduto alla richiesta di prosieguo dei lavori? S'aspettava forse che gli odierni amministratori avrebbero privilegiato l'ampliamento della necropoli fermando del tutto l'opera pubblica in corso? Credo che se Lei avesse operato con più autorità, come fece nei primi anni Ottanta sullo stesso sito, deviando il tracciato di un'opera pubblica simile, sicuramente oggi il cantiere privilegiato sarebbe stato quello archeologico e non il contrario.
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