Sabato 13 febbraio a Locorotondo è stato firmato atto costitutivo e statuto
Alla presenza degli amministratori dei Comuni di Alberobello, Cisternino, Fasano, Locorotondo, Martina Franca e Monopoli, i giovani operatori ecomuseali, decimati rispetto agli incontri di qualche mese addietro, apponendo la propria firma sull´Atto Costitutivo hanno di fatto sancito la nascita dell´associazione Ecomuseale di Valle d´Itria, l´organismo chiamato a gestire la formazione e la progettualità di uno dei più grandi, se non il più grande degli ecomusei europei.
In attesa di chiarimenti in merito al contestato statuto redatto dall’Arch. Eugenio Lombardi, coordinatore del progetto ecomuseale, i giovani del comune di Cisternino hanno deciso di non firmare, mentre quelli dei comuni di Monopoli e Martina Franca, inizialmente decisi a non firmare, loro malgrado hanno apposto la firma.
L’assessore regionale uscente, Angela Barbanente, ha garantito che presto la stessa Regione sarà chiamata a promuovere una legge sugli Ecomusei, al passo con altre regioni italiane e altre nazioni europee.
Domenica 28 febbraio alle ore 17 a villa Mitolo, Locorotondo, prima della manifestazione con cui la sezione ecomuseale locale si presenterà alla cittadinanza, l´assemblea generale dei soci fondatori ratificherà la nomina del proprio coordinatore ed eleggerà il Consiglio Direttivo, chiamato subito dopo a nominare il Presidente, il vice-Presidente ed il Segretario della neonata Associazione Ecomuseale di Valle d´Itria.
UNA CERIMONIA NON SENZA POLEMICHE
I giovani operatori ecomuseali superstiti chiamati a firmare l’atto costitutivo e lo statuto del nuovo ente immaginavano di costituire una cooperativa (come era stato pubblicizzato nei bandi di concorso) organizzata attraverso autonome sezioni locali. Tuttavia in corso d’opera si optava per la forma dell’ Associazione Culturale senza scopo di Lucro Non Riconosciuta con sede legale in via Morelli, 28, 70010 Locorotondo.
I giovani operatori ecomuseali, chiamati all’ennesima forma di volontariato, facevano rilevare che :
1) L’art. 2 dello statuto dispone che l’associazione abbia una sede legale in Locorotondo e sedi operative collegate in ogni Comune partecipante. Sul punto non è previsto nello Statuto nessun elemento relativo al funzionamento delle sedi distaccate, alla loro rappresentanza e coordinamento e, di conseguenza, in merito alla loro eventuale dotazione patrimoniale e all’autonomia gestionale di fondi rinvenienti da finanziamenti pubblici e privati.
2) L’art. 11 della bozza di statuto in questione conteneva tra gli obblighi dei soci il divieto di aderire ad altre associazioni che perseguano scopi simili ed esplichino una “attività concorrente” a quella dell’Ecomuseo. Tale prescrizione, oltre che non comprensibile per un’associazione non profit, risultava poco praticabile se si considera che gran parte degli operatori Ecomuseali sono ad oggi impegnati in associazioni locali.
3) Il punto più controverso per un ente non profit è quello fissato nell’art. 20 che prevede che :
“Al Coordinatore viene riconosciuto un compenso mensile, inizialmente indicato nel protocollo d’intesa sottoscritto dai sindaci in € 1.000,00 lordi fino al 31 marzo 2011 ed in seguito proporzionale alle risorse dell’Associazione e all’impegno svolto per la stessa.
Percepirà una percentuale, concordata con il Consiglio direttivo, dei finanziamenti che sarà riuscito ad ottenere per l’Associazione. In ogni caso il coordinatore ha diritto al rimborso delle spese documentate sostenute per lo svolgimento della sua attività secondo le modalità concordate con il Consiglio direttivo e che siano state preventivamente valutate e concordate entro tetti massimi stabiliti dal regolamento interno”.
A questo punto ci chiediamo se una clausola di questo tipo, molto garantista nei confronti delle pretese economiche del coordinatore del progetto, sia compatibile con la natura non profit dell’ente e soprattutto come potrà superare il vaglio dei rigidi requisiti richiesti per l’iscrizione nell’albo regionale. E’ giusto che ai giovani dei diversi comuni si chieda uno sforzo volontaristico mentre il coordinatore viene tutelato così prepotentemente? Perché lo stesso trattamento non è previsto per le altre cariche associative?
Ci è sembrata una clausola ad personam ed abbiamo chiesto lumi all’arch. Eugenio Lombardi, che tempo fa aveva minacciato querela contro un nostro commentatore, reo di aver dichiarato che l’architetto era retribuito dai comuni per il lavoro svolto. Lo stesso ha aggirato la richiesta di spiegazioni, alterandosi visibilmente.
COSA AVEVA DICHIARATO L’ARCH. EUGENIO LOMBARDI ?
“...NON HO PRESO UN EURO, MA MI SONO PAGATO TUTTE LE SPESE SOSTENUTE. AD OGGI, NON C'E' UNO STRACCIO DI ACCORDO CON I COMUNI ECOMUSEALI CHE MI CONSENTA ALMENO DI RECUPERARE LE SPESE, POICHE' QUANDO DEFINITO ANDRA' A COPERTURA DEL LAVORO DEI PARTECIPANTI”
Riponiamo la massima fiducia nei giovani che affrontano questa nuova esperienza ed auguriamo buon lavoro al nuovo Ecomuseo pur con il suo statuto che rappresenta per molti aspetti un unicum nel panorama giuridico italiano.
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Commenti
1) Da quando in qua le cooperative sono a numero chiuso?
2) infatti parla di conteneva e non contiene;
3) ti pare poco?
A dire il vero è stato l'arch. Lombardi a stizzirsi per primo!
C'è sempre chi spera nei miracoli!
1).in merito all'art. 2 si è comunemente concordato in una revisione che sarà poi ratificata.
2).l'art.11 è stato modificato, perciò prima di riportare dati, sarebbe opportuno verificare.
3).tutto questo è il problema?
in merito alla presunta aggressione nei confronti del vostro " commentatore" beh, io c'ero.. e non è partito nulla da Lombardi , mentre è stato proprio il commentatore ad inziare ad inveire ed urlare. non sono certo qui a difendere l'architetto, anche perchè non è il mio compito e potrebbe, eventualmente farlo per proprio conto; ma prima di scrivere articoli o quant'altro è opportuna la chiarezza e l'attendibilità delle fonti, da un lato e il riscontro dall'altro.