Replica alle critiche mosse da una nostra lettrice
L’intervista a Franco Parpaiola, tecnico conduttore delle caldaie Ital Green Energy, ha riscosso un grande successo. Non sono mancate le critiche da parte di alcuni lettori, in particolare di Donatella Lacitignola.
Lacitignola replicava così al sign. Parpaiola:
“Buongiorno sig. Franco.
Punto 1)Mi piacerebbe sapere cos'hanno importato precisamente dalle foreste subtropicali? Non mi e' mai parso di vedere sul porto tronchi di vegetazione fitta proveniente da oltreoceano o addirittura la nostra agricoltura colpita da "INSETTI NOCIVI".
Punto 2) E' molto comodo accorgersi , dopo aver incrementato i pasti e le birre (non mi sembra lei abiti in un posto dove la birra non e' poi tanto gradita, quindi e' piaciuto anche a lei berla qui)tornarsene al suo paesello..
Punto 3) Con tutto il rispetto parlando, lei ora ha 70 anni, penso che quando ha iniziato la sua carriera era giovanissimo, esattamente come lo erano i "manager" dell' Ital Green, quando i colossi della Siemens sbattevano questi principianti oltre le loro scrivanie.
Punto 4) Questa bella lettera, se proprio ci teneva a salvare Monopoli, perchè non l'ha inviata direttamente al sig. Marseglia o a chi per lui…vede col senno di poi tutti sanno puntare il dito, ma prima di arrivare al "poi" nessuno fa niente.
Punto 5)Un consiglio a tutti ...provate a fare un po’ di Jogging costeggiando Pantano sino ad arrivare oltre la Giannoccaro se ci riuscite...e poi provate a farlo sulla zona industriale...e fatemi sapere dove l'aria a dispetto di tutto e' più respirabile.
Punto 6) L'ambiente e' il bene che tutti dobbiamo salvaguardare, ma non possiamo avere la botte piena e la moglie ubriaca...bisogna solo, oggi come oggi limitare i danni. E se c'e' qualcuno che vuole mettere in piedi un'azienda a discapito di un albero di ulivo...beh di alberi di ulivo ce ne sono tanti, di posti di lavoro no.
Con ciò non voglio assolutamente dire che le parole del sig. Parpaiola siano fasulle, e' il suo mestiere, chi meglio di lui, ma noto fra le sue righe un certo risentimento nei confronti dei pezzi grossi della Ital Green e non sicuramente per quello che bruciano, altrimenti , come detto prima , avrebbe fatto notare questi suoi giustificati disappunti a chi di dovere.
Avevo detto giaà ieri che non mi sarebbe piaciuta, e infatti puzza anche questa di bruciato.
Scusate la franchezza.
Saluti a tutti.”
Ecco la risposta Franco Parpaiola, giunta ieri in redazione:
"Salve.
Vede cara Donatella Lacignola, con il signor Marseglia a suo tempo parlavo giornalmente. Lui sa esattamente come la penso e questo lo sanno anche tutti gli operatori e dipendenti Ital Green di allora, su questo non ci piove.
Sanno perchè brandivo una spada tratta contro la Siemens, ma anche contro certi colletti bianche dell’Ital Green.
A quel tempo lavoravo per una Ditta Tedesca indipendente dal Consorzio che costruì l’Impianto, e le posso assicurare che quando mi accorsi come lavoravano gli “esperti” Siemens, andai subito sulle barricate. Per capire tutta la storia però, dovrà attendere la pubblicazione del libro, che ora cerco di tradurre in Italiano, per poi pubblicare con un editore o autonomamente.
Solo allora forse capirà cosa intendo dire con “tirar per i capelli dall’altra parte della scrivania”, mi permetta ora d’aggiungere “in modo bestiale”, o lo avevo già detto?
Le posso anche garantire che cominciai da giovane a lavorare come garzone, non certo come “manager”, di cose che non avevo mai visto prima.
(E con questo non intendo certo il sig, Marseglia che reputo un industriale capace.)
L’idea del bruciatore è sana e necessaria. E’ l’uso che se ne fa poi e come si conduce che conta, e a quanto sembra qualcosa a Monopoli non funziona.
Non sono un patito ecologista, bensì un tecnico, che sa esattamente che i bruciatori se condotti bene non sono nocivi. So anche che è anche suo dovere informarsi sulle emissioni di quel bruciatore di Monopoli e sulla qualità e consistenza del biocombustibile.
In fin dei conti quella è casa sua e un domani forse alleverà i suoi figli, non Le pare?
Per quanto riguarda il cospicuo incremento della Birra al Caffè Roma, alla Nave, alla pizzeria al Gallo Nero e al Kiki, durante il mio soggiorno nella vostra bella città, le posso garantire che spero di poter rifare gli stessi giri d’allora, per un paio settimane, ma questa volta d’autunno, non in piena estate.
Vede, sarei rimasto volentieri a Monopoli, questo posso giurarlo. Quando però uno è abituato alle latitudini nordiche di Bremen, e non ha più vent’anni, il troppo caldo non gli fa certo bene, mi creda.
Se non mi crede, provi a sedersi verso mezzogiorno con +45° di temperatura, sbuffando e fumando come una vecchia vaporiera- come facevo io- sotto l’ombrellone del Caffè Roma vicino al botteghino del Lotto, quando Monopoli era a pranzo, e bersi un paio di birre, magari tre, forse quattro … e capirà perchè sono tornato al paesello.
Pensi un po’, dal Caffè Roma alla mia tana d’allora c’erano poche decine di metri... faceva così caldo che per forza di cose dopo il Caffè Roma era costretto a ripararmi dal caldo, al Kiki, e per forza di cose bermi un altro paio… di birre.
Lo so, la vita a volte è veramente dura e crudele, roba da matti.
Dovetti ritornarmene anche se a malincuore al “paesello”, ma per capire, come dicevo dovrà attendere l’uscita del mio secondo libro, e poi vedrà il tutto sotto un altro aspetto.
Spero veramente rilegga - come già vedo che altri lettori Le hanno consigliato di fare- la mia intervista, e vedrà che non ho mai parlato di tronchi d’albero provenienti da foreste tropicali. Diedi semplicemente del pazzo a quello scellerato, (non era il sig, Marseglia) che mi assicurò che in caso di necessità, avrebbe importato biocombustibile dall’America del Sud. Tutto lì.
Rilegga attentamente quando dissi e capirà.
Può anche cercare se vuole sul bolg di Marista Urru, www.marista urru.com una mia presa di posizione del 06 01 20010, riguardo al bruciatore di Monopoli in seguito ad un post della cara Marista che parlava di Beppe Grillo. Le posso anche garantire che ne parlai già nel 2007 (o nel 2006, non ricordo), sul Blog di Marcello Foa “Il cuore del Mondo” che troverà su Il Giornale.
E non dimentichi mai una cosa cara Donatella Lucignola, il buon funzionamento di un qualsiasi termovalorizzatore, non importa dove esso sia, nasce sempre dal sacchetto di rifiuti di casa nostra.
Un cordiale saluto a Lei e a tutti i lettori di Monopolitube.
Di nuovo, un grande in bocca, la lupo ai miei “ragazzi” di allora.
Franco Parpaiola.
www.worldlive.de/franco, questo per chi di voi parla il tedesco.
Lacitignola replicava così al sign. Parpaiola:
“Buongiorno sig. Franco.
Punto 1)Mi piacerebbe sapere cos'hanno importato precisamente dalle foreste subtropicali? Non mi e' mai parso di vedere sul porto tronchi di vegetazione fitta proveniente da oltreoceano o addirittura la nostra agricoltura colpita da "INSETTI NOCIVI".
Punto 2) E' molto comodo accorgersi , dopo aver incrementato i pasti e le birre (non mi sembra lei abiti in un posto dove la birra non e' poi tanto gradita, quindi e' piaciuto anche a lei berla qui)tornarsene al suo paesello..
Punto 3) Con tutto il rispetto parlando, lei ora ha 70 anni, penso che quando ha iniziato la sua carriera era giovanissimo, esattamente come lo erano i "manager" dell' Ital Green, quando i colossi della Siemens sbattevano questi principianti oltre le loro scrivanie.
Punto 4) Questa bella lettera, se proprio ci teneva a salvare Monopoli, perchè non l'ha inviata direttamente al sig. Marseglia o a chi per lui…vede col senno di poi tutti sanno puntare il dito, ma prima di arrivare al "poi" nessuno fa niente.
Punto 5)Un consiglio a tutti ...provate a fare un po’ di Jogging costeggiando Pantano sino ad arrivare oltre la Giannoccaro se ci riuscite...e poi provate a farlo sulla zona industriale...e fatemi sapere dove l'aria a dispetto di tutto e' più respirabile.
Punto 6) L'ambiente e' il bene che tutti dobbiamo salvaguardare, ma non possiamo avere la botte piena e la moglie ubriaca...bisogna solo, oggi come oggi limitare i danni. E se c'e' qualcuno che vuole mettere in piedi un'azienda a discapito di un albero di ulivo...beh di alberi di ulivo ce ne sono tanti, di posti di lavoro no.
Con ciò non voglio assolutamente dire che le parole del sig. Parpaiola siano fasulle, e' il suo mestiere, chi meglio di lui, ma noto fra le sue righe un certo risentimento nei confronti dei pezzi grossi della Ital Green e non sicuramente per quello che bruciano, altrimenti , come detto prima , avrebbe fatto notare questi suoi giustificati disappunti a chi di dovere.
Avevo detto giaà ieri che non mi sarebbe piaciuta, e infatti puzza anche questa di bruciato.
Scusate la franchezza.
Saluti a tutti.”
Ecco la risposta Franco Parpaiola, giunta ieri in redazione:
"Salve.
Vede cara Donatella Lacignola, con il signor Marseglia a suo tempo parlavo giornalmente. Lui sa esattamente come la penso e questo lo sanno anche tutti gli operatori e dipendenti Ital Green di allora, su questo non ci piove.
Sanno perchè brandivo una spada tratta contro la Siemens, ma anche contro certi colletti bianche dell’Ital Green.
A quel tempo lavoravo per una Ditta Tedesca indipendente dal Consorzio che costruì l’Impianto, e le posso assicurare che quando mi accorsi come lavoravano gli “esperti” Siemens, andai subito sulle barricate. Per capire tutta la storia però, dovrà attendere la pubblicazione del libro, che ora cerco di tradurre in Italiano, per poi pubblicare con un editore o autonomamente.
Solo allora forse capirà cosa intendo dire con “tirar per i capelli dall’altra parte della scrivania”, mi permetta ora d’aggiungere “in modo bestiale”, o lo avevo già detto?
Le posso anche garantire che cominciai da giovane a lavorare come garzone, non certo come “manager”, di cose che non avevo mai visto prima.
(E con questo non intendo certo il sig, Marseglia che reputo un industriale capace.)
L’idea del bruciatore è sana e necessaria. E’ l’uso che se ne fa poi e come si conduce che conta, e a quanto sembra qualcosa a Monopoli non funziona.
Non sono un patito ecologista, bensì un tecnico, che sa esattamente che i bruciatori se condotti bene non sono nocivi. So anche che è anche suo dovere informarsi sulle emissioni di quel bruciatore di Monopoli e sulla qualità e consistenza del biocombustibile.
In fin dei conti quella è casa sua e un domani forse alleverà i suoi figli, non Le pare?
Per quanto riguarda il cospicuo incremento della Birra al Caffè Roma, alla Nave, alla pizzeria al Gallo Nero e al Kiki, durante il mio soggiorno nella vostra bella città, le posso garantire che spero di poter rifare gli stessi giri d’allora, per un paio settimane, ma questa volta d’autunno, non in piena estate.
Vede, sarei rimasto volentieri a Monopoli, questo posso giurarlo. Quando però uno è abituato alle latitudini nordiche di Bremen, e non ha più vent’anni, il troppo caldo non gli fa certo bene, mi creda.
Se non mi crede, provi a sedersi verso mezzogiorno con +45° di temperatura, sbuffando e fumando come una vecchia vaporiera- come facevo io- sotto l’ombrellone del Caffè Roma vicino al botteghino del Lotto, quando Monopoli era a pranzo, e bersi un paio di birre, magari tre, forse quattro … e capirà perchè sono tornato al paesello.
Pensi un po’, dal Caffè Roma alla mia tana d’allora c’erano poche decine di metri... faceva così caldo che per forza di cose dopo il Caffè Roma era costretto a ripararmi dal caldo, al Kiki, e per forza di cose bermi un altro paio… di birre.
Lo so, la vita a volte è veramente dura e crudele, roba da matti.
Dovetti ritornarmene anche se a malincuore al “paesello”, ma per capire, come dicevo dovrà attendere l’uscita del mio secondo libro, e poi vedrà il tutto sotto un altro aspetto.
Spero veramente rilegga - come già vedo che altri lettori Le hanno consigliato di fare- la mia intervista, e vedrà che non ho mai parlato di tronchi d’albero provenienti da foreste tropicali. Diedi semplicemente del pazzo a quello scellerato, (non era il sig, Marseglia) che mi assicurò che in caso di necessità, avrebbe importato biocombustibile dall’America del Sud. Tutto lì.
Rilegga attentamente quando dissi e capirà.
Può anche cercare se vuole sul bolg di Marista Urru, www.marista urru.com una mia presa di posizione del 06 01 20010, riguardo al bruciatore di Monopoli in seguito ad un post della cara Marista che parlava di Beppe Grillo. Le posso anche garantire che ne parlai già nel 2007 (o nel 2006, non ricordo), sul Blog di Marcello Foa “Il cuore del Mondo” che troverà su Il Giornale.
E non dimentichi mai una cosa cara Donatella Lucignola, il buon funzionamento di un qualsiasi termovalorizzatore, non importa dove esso sia, nasce sempre dal sacchetto di rifiuti di casa nostra.
Un cordiale saluto a Lei e a tutti i lettori di Monopolitube.
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Franco Parpaiola.
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Commenti
paragona una piattaforma o una centrale biomasse a ristoranti come La Scogliera o Porto Bianco che secondo lei inquinerebbero il mare con calameretti fritti....ma mi faccia il piacere....!!!!
mi sà tanto che non gradisce a paranza...(le fa male la frittura? usi extra vergine d'oliva doc)
le auguro una rampante carriera ma fuori da Monopoli, io preferisco la paranza del nostro mare senza petrolio e respirare aria pura non nociva proveniente dalle sue sponsorizzate centrali biomasse:-);-);-)
p.s. si ricordi una cosa nella vita nessuno è onnipotente ed intoccabile siamo tutti "giornalai";-)
Scusatemi, ma....... "se sarebbe" si dice "se fosse".
Saluti
Per quanto riguarda il futuro dei miei figli,(e non sono ancora mamma) nel mio piccolo mi adopero personalmente affinché i danni siano limitati, e lo faccio in prima persona perchè non credo nei miracoli, non credo che qualcuno dei piani alti si alzi dalla sua bella scrivania e inizi a lavorare seriamente per il bene del paese. Al contrario, davanti ad una bella mappa geografica,si studiano a tavolino quale posizione sarebbe ideale per collocare una piattaforma.
Sig. Parpaiola , spero il suo libro esca presto, sono curiosa di leggerlo. La ringrazio per il suo intervento.
Saluti
Innanzitutto Ammiro il fatto che abbia risposto alle mie critiche, il mio intento non era questo e francamente non immaginavo lontanamente sarebbe accaduto.
Il riferimento ai "tronchi sul porto" , e' stato un paragone semplicistico. Ovvio che se sarebbe successo, in ogni caso quei "tronchi"non li avrebbe mai visti nessuno comunque.
Scontato e', anche il fatto che nella sua intervista non si riferiva al sig. Marseglia.Convengo con Lei che e' un' ottimo imprenditore.
La mia rabbia, nasce dal fatto che ora tutti puntano all'inquinamento che produce (visto che ora lo si da' per scontato)solo l' Ital Green, e non parliamo quindi di un piccolo giornalaio, sperando che a qualcuno arrivino le nostre voci. Nessuno mai pensa alle varie attività collocate sulle SCOGLIERE quali Porto Bianco,addirittura Hotel di lusso come La Peschiera ecc. ecc., che scaricano in mare di tutto e di più. E sa perchè? Perchè a Lido Bianco si mangia il pesce buono, e quale monopolitano vi rinuncerebbe? Alla Peschiera va Raoul Bova...guai a toccarla. Auguro a questi imprenditori, che le loro attività siano sempre più floride, ma mi auguro anche che qualcuno con controlli di routine tenga d’occhio le varie situazioni, non e’ bello farsi una nuotata insieme a calamaretti fritti.
...fai bene...
e poi, adesso come fai con tutte queste persone che parlano di te e continueranno a farlo?
ciao caro, auguri