Venerdì 18 Maggio 2012
   
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IMPIANTO ITAL GREEN: PIU' TERMO CHE VALORIZZATORE!

biomasse











Cosa ci guadagnamo? La scheda tecnica.

 

Data la grande confusione relativa a termini ed alle funzioni degli impianti presenti a Monopoli, abbiamo deciso, con il supporto tecnico dell’ing. Deleonibus (che ha trattato l’argomento approfonditamente, arrivando anche in Giappone per un brevetto), di chiarire gli aspetti fondamentali.

Suffissi a parte- L’uso di suffissi quali bio o termo, oltre ad essere scorretto da un punto di vista tecnico, può anche essere considerato forviante per l’effettiva comprensione. Chiamiamo dunque le cose con il loro nome.

Secondo la direttiva 2000/76/CE “sono «impianti di coincenerimento»: qualsiasi impianto fisso o mobile la cui funzione principale consiste nella produzione di energia o di prodotti materiali e che utilizza rifiuti come combustibile normale o accessorio o in cui i rifiuti sono sottoposti a un trattamento termico a fini di smaltimento.

Se il coincenerimento avviene in modo che la funzione principale dell'impianto non consiste nella produzione di energia o di prodotti materiali bensì nel trattamento termico dei rifiuti, l'impianto è considerato un impianto di incenerimento ai sensi del punto 4.”

Quindi, secondo la normativa europea, l’impianto Ital green sarebbe un impianto di coincenerimento (può utilizzare CDR come combustibili accessori e produce energia).

Qual è la differenza con un termovalorizzatore? In realtà la dicitura è sbagliata per motivo: questi impianti non “termovalorizzano” i rifiuti… semmai inceneriscono.

E’ vero infatti che attraverso il processo di combustione producono energia, ma a costi insostenibili. Per la messa in moto e la combustione, l’impianto consuma molta più energia di quella prodotta.

Non solo.

Per una tonnellata di immondizia, in seguito alla combustione, si  producono circa dai 280-300 Kg di ceneri pesanti. Oltre le ceneri vengono prodotte circa 30 kg di ceneri volanti che sono sottilissime e cancerogene, 25 kg di gesso e 650 kg di acqua calda e sporca.

Come mai?

Bruciare è un processo chimico di ossidazione. Per far avvenire qualsiasi ossidazione serve ossigeno, che ha una sua massa. Per motivi tecnici occorre anche aggiungere acqua, ammoniaca, carbonati, calce. Per cui a una tonnellata di immondizia si deve aggiungere una tonnellata di altro materiale. In pratica abbiamo raddoppiato la massa iniziale dei rifiuti. All’uscita troveremo due tonnellate di materiale.

E’ chiaro che per depositare quei 280-300 kg di ceneri devono per legge finire in discarica e queste ceneri sono immensamente più tossiche rispetto a una normale discarica.

Cosa si guadagna?- Se per il funzionamento di un impianto di coincenerimento occorre più energia di quella prodotta e se nell’incenerimento produciamo più rifiuti di quelli prodotti…cosa ci guardagnamo? Noi niente, in effetti.

Ma il gestore dell’impianto si.

In Italia questa modalità di produzione è considerata come "da fonte rinnovabile" alla stregua di idroelettrico, solare, eolico e geotermico. Pertanto chi gestisce l'inceneritore può vendere all'Enel la propria produzione elettrica ad un costo circa triplo rispetto a quanto può fare chi produce elettricità (vendendola all'Enel) usando metano, petrolio o carbone. I costi di tali incentivi ricadono naturalmente sulle bollette. Infatti i cittadini pagano il cosiddetto CIP6 : un sovrapprezzo del 6-7% del costo dell'energia elettrica, che viene addebitato direttamente in bolletta.

In pratica, siamo noi a retribuire i gestori (Marseglia compreso).

Da notare che per questa “interpretazione” della normativa, L'Unione Europea ha inviato una infrazione all'Italia per gli incentivi dati dal Governo per produrre energia bruciando rifiuti inorganici e considerandola come "fonte rinnovabile" (ovviamente i cittadini pagheranno anche quella!)

Polveri e filtri- Sicuramente un coinceneritore non produce vapore acqueo. E’ bene chiarirlo! Questi impianti sono responsabili della diffusione di idrocarburi aromatici policiclici, di policlorobifenile (PCB), di metalli pesanti, quali piombo, zinco, rame, cromo, cadmio, arsenico, mercurio e di furani; inoltre, come qualsiasi processo di combustione, rilasciano
nell’aria polveri sottili, la cui quantità emessa aumenta al crescere della temperatura (specialmente il particolato ultrafine PM<2,5). Dal momento che brucio, oltre le particelle solide, produco inevitabilmente sostanze gassose quali ossidi di azoto, di zolfo, ammoniaca e gas organici e altro in base a ciò che si sta bruciando. Questi gas espulsi in atmosfera incontrano altri gas come ossigeno, vapore acqueo, radicali liberi che sono parti di molecole molto reattive. La luce solare funge da catalizzatore e le sostanze iniziali si trasformano in polveri secondarie. Queste polveri secondarie sono come massa, dalle sei alle otto volte superiori a quelle primarie con la particolarità che si formano lontane da dove avviene la combustione. Ad esempio per un inceneritore queste polveri si formano anche a km di stanza. Quanto si effettua una valutazione d’impatto ambientale per qualsiasi impianto inquinante non si tiene mai presente questa “variabile”. Le particelle secondarie sono anche degli ottimi trasportatori di diossine.

Mercurio: A proposito di mercurio, la maggioranza degli studiosi sostiene che è pressoché impossibile escogitare sistemi efficaci per abbatterne con sicurezza l’emissione; ricordiamo che il mercurio provoca gravissimi danni al sistema nervoso centrale.

Polveri fini PM2,5 ed ultrafini (da PM2,5 a PM0,1): Va innanzitutto detto che non esistono filtri efficaci, per cui un limite alla loro emissione non sarebbe attuabile al momento, se non vietando il funzionamento degli impianti di incenerimento. Le nanopolveri o particolato ultrafine, cioè quelle a PM<2,5, sono responsabili, secondo dati Oms del 2005, di un calo di vita medio di 8,6 mesi in Europa e di 9 mesi in Italia (morti cardiovascolari e respiratorie). Le micro polveri (pm 2 fino a pm 0,1) derivanti dall’incenerimento se inalate dai polmoni giungono al sangue in 60 secondi e in ogni altro organo in 60 minuti

Queste polveri sono capaci di entrare nel nucleo delle cellule, senza ledere nè la membrana cellulare, nè la membrana nucleare, come se avessero una chiave per entrare in una porta e giungere al DNA. Interagendo con il DNA sono capaci di scombinarlo in modo imprevedibile. Scombinare si intende cambiare il “libretto d’istruzioni” di una cellula la quale una volta alterata non è più in grado di riprodursi normalmente. In genere una cellula danneggiata ha la capacità di autoeliminarsi. Questo processo si chiama apeptosi. Può accadere però che alcune cellule possono perdere la proprietà biologica dell’apeptosi per cui anziché autoeliminarsi si riproducono in modo anomalo. Queste col tempo le masse anomale diventano cancri.

Policicli e policlorobifenile- Noti anche con l'acronimo IPA o PAH nell’acronimo inglese, sono idrocarburi costituiti da due o più anelli aromatici, Pur essendo lo studio di queste miscele particolarmente complicato, è stato comunque dimostrato che l’esposizione alle miscele IPA comporta un aumento dell’insorgenza del cancro.

Cadmio- Questo ha mostrato un danno genotossico da stress ossidativi con accumulo nel sistema nervoso centrale, renale ed epatico e inoltre è causa di malformazioni fetali e cancerogenesi a carico di diversi tessuti. Naturalmente nel corso degli ultimi vent’anni sono stati fatti molti passi avanti, nel tentativo di rimuovere i macroinquinanti derivanti dall’incenerimento e presenti nei fumi (ad es. ossido di carbonio, anidride carbonica, ossidi di azoto e gas acidi come l’anidride solforosa) e di abbattere le polveri.

Diossine- Le diossine sono prodotti organici, relativamente pesanti che cadono al suolo velocemente anche a parecchi km di distanza dagli inceneritori o dalle fonderie che sono ottimi produttori di polveri secondarie. Gli inceneritoristi sostengono che il problema delle polveri è risolto con l’utilizzo di filtri di ultima generazione.
Qui occorre fare una premessa. Le polveri primarie che si formano dove avviene la combustione si distinguono in polveri filtrabili e polveri condensabili. Le prime passano attraverso il filtro, le seconde condensabili oltrepassano il filtro come gas e si formano come polveri oltre. I filtri di ultima generazione, in realtà hanno efficacia solo sulle polveri primarie filtrabili mentre non hanno nessuna efficacia sulle primarie condensabili e sulle secondarie.
Le polveri filtrabili primarie sono le più grossolane, per cui le meno nocive. Considerando anche che i filtri catturano circa il 5% di queste polveri primarie, una volta catturate dove le metto? Ritornano in ambiente.
Le patologie derivanti dall’inalazione sono: cancro, malformazioni fetali, Parkinson, Alzheimer, infarto ed ictus. Lo comprovano migliaia di studi scientifici.
L'Institut de Veille sanitaire francese ha infatti pubblicato di recente i risultati allarmanti, passati sotto silenzio, di uno studio sull'incidenza del cancro in prossimità di cosiddetti “termovalorizzatori”: si è riscontrato un aumento dal 6 fino al 22% di diverse patologie neoplastiche.

La soluzione ideale- Il problema dei rifiuti è fortemente sentito e l’incenerimento è il modo più efficace per toglierli dalla strada (e portarli dentro l’uomo).

Cosa fare?

In realtà la strada è già ben indicata nelle direttive europee: riduzione, raccolta differenziata e  riciclaggio, recupero energetico senza  combustione (fermentazione anaerobica della frazione organica) e, solo per ultimo, il recupero energetico con combustione.

Un esempio positivo ci arriva da due città enormi come Los Angeles (quattro milioni di abitanti) o San Francisco (850 mila abitanti). Queste città non hanno inceneritori. Hanno coinvolto
ragazzi disoccupati istruendoli con corsi di merceologia. I ragazzi prendono i materiali differenziati forfettariamente dai cittadini e li raffinano ulteriormente. Ad esempio, una bottiglia di plastica la suddividono in varie parti. La bottiglia che è fatta di poleitilenpersalato segue un percorso. Il tappo che è fatto di polietilene un altro, la carta intorno la bottiglia viene separata. Il tutto viene rivenduto. I tappi venduti come rifiuto vengono 60 centesimi di euro al kg, mentre noi li bruciamo. Le lattine delle bibite sono fatte di alluminio che è già stato estratto dalla miniera di bauxite per cui, se la riciclo, non devo più estrarre da altre miniere, consumando materia prima ed energia. Vendo quell’alluminio a chi fa biciclette o infissi, con un guadagno. Tutto il putrescibile, anziché portarlo in discarica o in inceneritore lo portano fuori città. Uso finale è compost da prato che vendono a caro prezzo anche a noi. Chi gestisce tali impianti offre  lavoro a molte persone e trae profitto semplicemente rivendendo rifiuti senza inquinare. Se Brescia fosse trattata come San Francisco, senza inceneritori la stessa quantità di immondizia darebbe lavoro a 3000 persone, contro le circa 80 che lavorano nel termovalorizzatore di Brescia, dove tra l’altro gli italiani spendono alcune centinaia di migliaia di euro per mantenere l’inceneritore. La stessa quantità di immondizia riciclata avrebbe prodotto un reddito netto di 2.800 mila euro creando 3000 posti di lavoro. Senza inquinare!

Commenti 

 
#9 bosco 2010-03-13 21:27
Non credo che sia un problema elettorale e neanche che si voglia creare allarmismi, ma piuttosto che ci sia la volontà di vederci chiaro, perchè vede sig. Davide rifiuti o biomasse, sarebbero comunque inquinanti e pericolosi per la nostra salute. A questo punto vorrei dare un piccolo pratico contributo alla scheda tecnica chiara ed esaustiva dell'ing. De Leonibus: abito in un condominio con annesso giardino condominiale, di via arenazza. Già lo scorso anno abbiamo comprato due compostiere organiche con l'intento di raccogliere tutta la frazione organica dei nostri rifiuti. In questo modo abbiamo ridotto la quantità di rifiuti che finirà in discarica e in più, semplicemente permettendo alla natura di fare il suo corso, avremo un concime naturale, di qualità, ECOLOGICO ED ECONOMICO.
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#8 Sam 2010-03-13 20:53
Sono sicuro che oggi non bruciano rifiuti! Il problema è che lo potrebbero fare domani! Anche se bruciassero biomassa il problema non cambierebbe. Anche la biomassa diventa cenere ed inquina!
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#7 davide 2010-03-13 17:59
Prima di creare allarmismi, siete sicuri che vengono bruciati rifiuti invece di biomassa? Non è solo un problema elettorale?
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#6 Cancro 2010-03-13 16:33
Quesito del giorno: la salute di che partito è?
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#5 CHE SCHIFO 2010-03-13 13:56
sono di POLIGNANO e ho sempre avuto dubbi sui monopolitani.
in particolare l'episodio dello scoglio dell'eremita (la legenda vuole che i monopolitani lo attaccassero con delle corde tirate da asini e nell'operazione si dicessero tra loro compiaciuti "tir tir che u ciocc ven de a parta nost!")
ha molta somiglianza con questa storia.
GRAZIE A TUTTI I MONOPOLITANI PER AVERCI REGALATO QUEST'ALTRA STORIA con la loro indifferenza e ovviamente un grande grazie al Gruppo M. emblema e orgoglio di tutti i cittadini e ovviamente del sindaco!!
spero che facciate qualcosa.
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#4 BAIONE 2010-03-13 13:47
INTERESSANTE SAPERE DI CHE MORTE MORIREMO... POSSIAMO NON PAGARE PIù LA BOLLETTA ALMENO?
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#3 maria 2010-03-13 12:30
questi ci avvelenano e nessuna fa niente! bisognerebbe andare in massa li' sotto e occupare l'impianto se non fossimo tutti dei conigli.sig Deleonibus xchè non organizzare sta cosa a costo di essere caricati dalla polizia come ormai usano fare qui in italia io sarei la prima ad aderire.
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#2 Sandy 2010-03-13 12:21
Perchè non facciamo come a San Francisco? Perchè la Regione non ha fatto nulla per creare un sistema simile? Altro che bollenti spiriti! Sai quanto lavoro? Potevamo risolvere il problema della disoccupazione a Monopoli! Credo che dietro i termovalorizzatori vi siano interessi di imprenditori (desiderosi di facili guadagni), di politici desiderosi di cibanza, della mafia e di chi gestisce oggi il ciclo dei rifiuti.
Questo è un problema più grave della piattaforma petrolifera perchè è attuale e forse ci stanno già inquinando tutto e non ce ne accorgiamo!
Ora speriamo che i politici facciano un ravvedimento operoso lunedì. Grazie Monopolitube per la diretta!
Pensare che ci mandavano le scuole in quell'impianto. Ma che fesserie gli raccontavano? Come è finita in basso la scuola!
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#1 Giovanni. 2010-03-13 11:41
Complimenti alla redazione e a Deleonibus, meglio tecnico che politico.
Invito gli organi di stampa locale (Fax, l'Eco, 7News, Report, la Gazzetta del Mezzogiorno ecc. ecc.) a pubblicare questa relazione integralmente!
Sono curioso di vedere chi risponderà all'appello. Abbiamo un esercito di concittadini giornalisti, redattori, capo redattori, editori e diversi presentatori di TG: chi pubblicherà o divulgherà lo scritto? Ci sono radio ed antenne locali. Chi informerà i suoi concittadini dei rischi alla salute che corrono? Staremo a vedere!
Mi auguro che la redazione faciliti la diffusione di questa relazione.
Bravi!
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