Venerdì 18 Maggio 2012
   
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ITAL GREEN: PARPAIOLA RACCONTA

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Ecco il finale del manoscritto di Franco Parpaiola dedicato alla sua esperienza all’IGE

La parte finale del manoscritto di Franco Parpaiola, collaudatore della caldaia della centrale a biomasse dell’Ital Green Energy  a Monopoli, descrive la sua personale vicenda all’interno dell’impianto.

Alleghiamo il testo in calce al presente articolo affinché tutti possano leggerlo integralmente e trarne le proprie conclusioni nel rispetto del principio della libera informazione.

“I fatti dell’Ital Green Energy con tutte le porcate tecniche che trovai, la vigliaccheria del personale tedesco e l'ottusa tracotante ignoranza dimostrata da diversi dirigenti locali, mi hanno spinto a farne un manoscritto e forse più tardi in un secondo tempo, un libro”, afferma il sig. Parpaiola nell’estratto inviatoci.

Di seguito alcuni passaggi significativi dell’estratto fornitoci al sig. Franco Parpaiola.

“…Dagli appunti del mio collega potei solo capire che verso le tre del mattino l'impianto si era fermato automaticamente. Questo naturalmente era indice di acuto pericolo, sia per l’impianto sia per il personale di servizio.

Un’eventuale esplosione della fornace e conseguentemente della caldaia sotto pressione, non solo avrebbe fatto dei miei ragazzi degli angioletti, ma avrebbe anche svegliato tutta la città di Monopoli e dintorni.

Inoltre, prima di andarsene a casa, come mi avevano già riferito i ragazzi del turno di notte, Napoleone, l'economo del vapore, senza informarmi e senza avere la facoltà di ordinare un intervento simile, e sicuramente anche senza interpellare prima sia il capo cantiere della Siemens sia quello della Wehrle, aveva loro imposto di usare durante la notte solamente la sansa come combustibile.

I ragazzi,  quali dipendenti dell’Ital Green Energy, consci del pericolo di perdere il tanto atteso posto di lavoro,  in una regione avara di attività e possibilità lavorative, non avevano posto obiezioni.

…<<Perché avete eseguito le sue diposizioni?>> chiesi loro di rimando.

<<Franco per favore, noi lavoriamo qui, e non abbiamo tante possibilità di scelta come voi in Germania, qui siamo in Puglia, non nella Ruhr, quand’è che la vuoi capire?>>

<<Appunto. Lavorate qui e credo che voi tutti vogliate continuare a farlo. Nel modo in cui voi lo fate, signori miei, si può anche morire, e dannatamente alla svelta. Napoleone era alle tre di notte a casa, a letto con sua moglie in quel di Bari, proprio mentre voi, qui, rischiavate di andare all’Inferno>> …

…Ogni tanto in quel periodo durante le mie uscite pomeridiane incontravo Lothar, uno dei pochi tecnici veramente capaci,  nato e cresciuto nella Germania Orientale durante il periodo comunista, e più spesso ancora qualcuno dei miei ragazzi del cantiere.

Dai loro racconti capivo che i problemi del bruciatore non erano ancora stati risolti e che tutti gli esperti della Siemens barcollavano al buio senza arrivare a capo di niente.

La stessa farsa la Siemens la viveva a Malchin, una cittadina a nordovest della Germania dove avevano costruito un bruciatore simile a quello di Monopoli, il quale però bruciava solamente residui agricoli …

…A Malchin, il cliente tedesco, come a Monopoli quello italiano, si rifiutava di prendersi in consegna l'impianto…

…Gettai la spugna come già fecero un altro paio di colleghi tedeschi prima di me per il semplice fatto che mi accorsi della mia assoluta impossibilità di poterlo fare.

Mi accorsi di aver perso la partita, ma non perché non sapevo cosa o come fare per almeno arginare i guai futuri a cui l’impianto stava andando incontro a grandi passi.

Oramai per cambiamenti in grande stile mancavano i tempi, i soldi, e i termini di contratto stipulato a suo tempo stringevano e bussavano prepotenti alla porta.

Dovetti gettare la spugna, perché delle necessarie modifiche all'impianto di alimentazione del combustibile della caldaia, quelle indispensabili al buon funzionamento dei filtri per la polvere nei  fumi di scarico e quelle molto importarti per eliminare i  cattivi odori che l’essiccatore della sansa produceva insozzando l'aria di mezza Monopoli, sarebbero costate troppi soldi e nessuno voleva sentirne parlare.

Dovetti gettare la spugna, e lasciare mano libera ai tecnici della Siemens, ma non perché  loro fossero più grandi e più forti di me, non certo per questo; in un’altra nazione, e specialmente in Germania li avrei ignorati e chiamato un paio di semplici Vigili Urbani per fermare temporaneamente tutta la baracca. In Italia, in Puglia, a Monopoli questo non era possibile.

Dovetti gettare la spugna per il semplice fatto che la Siemens a Monopoli aveva degli alleati molto potenti, ovvero un paio di periti dal colletto bianco, i quali si professavano dirigenti tecnici di un impianto che non conoscevano e che non avevano mai visto prima.

Veramente quei poveracci credevano di avere le carte in mano e le dovute qualifiche per poter tenere tecnicamente testa ai tecnici della Siemens in trasferta.

Dovetti gettare la spugna perchè tutta una sfilza di piccoli interessi sia a livello comunale, sia regionale, di piccole e grandi lotte politiche a suon di milioni di euro e di interessi politici, fin su a livello nazionale, erano più forti di me.

Per questo gettai la spugna. Tuttavia non fui io a perdere. Perse la città di Monopoli, non io, e con lei indistintamente, tutti i monopolitani, e questo mi dispiace ancora.

Difatti questa è una delle pochissime volte  in cui  avrei voluto veramente aver torto….!

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Commenti 

 
#20 Jimmo 2010-03-27 21:16
Nessuno dei politici si rende conto dell'importanza della faccenda?
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#19 Gegia 2010-03-27 14:19
Sono concorde con Parpaiola. Le domande sono tantissime, i dubbo pure ma non abbiamo ancora nessuna risposta, nè dal Sindaco nè da chiunque altro ... La storia come andrà a finire? A tarallucci e vino e niente di concreto?
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#18 Partigiano 2010-03-27 11:33
rimango sempre più sconcertato leggendo tali dichiarazioni, non certo frutto di illazioni....
l'omertà regna su questa città:sad:
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#17 Franco Parpaiola 2010-03-26 20:40
Salve.
Nonno, mi dica un po’, ai nostri tempi, quando eravamo cioè giovani e belli, le strade erano polverose, non erano asfaltate.
La documentazione scientifica raccolta dalla dott. Patrizia Gentilini pertanto rientra nel reparto della scienza, anche se alle scuole elementari mi fo insegnato che le nostre narici filtrano la polvere come lo fa la nostra saliva, un Termovalorizzatore se condotto bene inquina meno di un TIR che va da Bari a Milano.
La presuntuosa ignoranza tecnica di certi dirigenti dell'IGE rientra invece nell'ambito dell'ignoranza della criminalità ambientale che inquina per pura e semplice incapacità tecnica.
Qui siamo ora arrivati nel Campo della criminalità ecologica!
Furono riscontrate condutture di fumi abusive che circonvallavano il Filtri della polvere dei funi dai Carabinieri, sì o no?
Guardi che sto parlando di tonnellate di polvere che voi tutti respirate, non io qui a Brema sulle sponde del Fiume Weser non lontano dal Mare del Nord, ok? ok!
Qui si muore di altre cose, ok nonno? OK!
Se a Monopoli siete di fronte ad un crimine ecologico non indifferente, è stata esposta denuncia?
Se no, perche?
Com’è che voi cittadini permette ad una giunta comunale di prendervi in giro in un modo così meschino e barbaro?
Con quale diritto e con quale consegna un Tenente dei Carabinieri si permette di decidere al disopra della magistratura a crimine ecologico compiuto, inteso come condotte abusive?
Tanto per cominciare penso che queste siano tutte domande lecite, o mi sbaglio?
Salutonen.
Franco Parpaiola.



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#16 nonno 2010-03-26 04:26
Per cortesia documentiamoci su quello che è avvenuto in altre località. Collegatevi ai seguenti indirizzi perdendoci un pò di tempo e avremo le idee più chiare: www.youtube.com/watch?v=_zlEU8zIQTM
www.raccolta-differenziata.com/2010/01/lintervista-a-patrizia-gentilini-sugli-inceneritori/
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#15 Giacomo P. 2010-03-25 19:14
Non è il caso di dividersi in fazioni. Qui si tratta di valutare le cose per quello che sono...
Da una parte ci sono documenti e testimonianze (firmate e quindi non anonime). Se valgono le testimonianze dei mafiosi figurarsi quella di un tecnico.
Dall'altra sino ad ora ho visto solo parole e minacce di querela ma fatti e documenti no.
Attendo e voglio capire perchè qua nulla mi sembra ovvio, come affermato dall'assessore Rotondo.
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#14 Io_cisono 2010-03-25 18:17
decibel organizzi tu?
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#13 Addolorata 2010-03-25 17:59
Pensate che paura ho io nel profondo e corrottissimo Lazio. Abbiamo i fumi della centrale elettrica, lo scarico delle petroliere, il mare che puzza di latrina, ma ci dicono che i depuratore è un gioiello, e comunque lo paghiamo come fosse un diamante firmato insieme all'acqua che c viene elargita a carissimo prezzo con le larve e la terra.. ora ci vogliono anche mettere un bel termovalorizzatore dietro l'angolo.

Il tecnico non ha informato? sapete benissimo che se lo avesse fatto, i primi a perdere il posto sarebbero stati quelli che lui chiama " i miei ragazzi", almeno così avviene nel Lazio, se voi siete su un altro pianeta che non si chiama Italia.. beati voi!
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#12 Fra 2010-03-25 17:57
Ora si spiega il risentimento di quest'uomo. Praticamente è stato scalzato da degli ingegneri "colletti bianchi" che sono arrivati dalla germania e lui che doveva essere il responsabile del progetto è stato declassato e probabilmente non ha più lavorato con la simens.

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#11 Partigiano 2010-03-25 17:04
Allora tra l' amministratore delegato ital green è il parpaiola chi dei due è m'briak ....??
l'ital green ha smentito con un comunicato striminzito riportato dal settimanale fax le dichiarazioni del parpaiola definendolo m'briak pertanto ora cos'altro ha da replicare su quanto dichiarato.
Adesso pretendiamo controlli seri visto che nessuno smentisce (con i fatti)il parpaiola..questo significa che quanto esposto è pura verità.
Cos'altro bolle in pentola per quanto concerne le autorizzazioni visto che si tira una certa candidatura regionale ;-) non locale?
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#10 Jimmo 2010-03-25 16:00
Ora si faccia avanti chi vuole chiarezza e chi ha davvero a cuore la salute pubblica. Basta chiacchiere! E' palese. Al via i controlli seri!
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#9 decibel 2010-03-25 15:46
io ritengo che sicuramente qualcosa di vero ci sia nel racconto di parpaiola,altrimenti mai si sarebbe esposto così,davanti a tutti,rischiando una denuncia.
ora ci dovrebbe essere un gruppo di cittadini monopolitani ed onesti che dovrebbero creare una commissione d'inchiesta su questa azienda al fine di verificare la situazione oderna.
ci sarebbero anche gli estremi per una class action.
chiedo ai cittadini onesti di monopoli di farsi avanti!
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#8 Io_cisono 2010-03-25 14:59
ma perché non parliamo dell'amianto nn so che è presente in qualche fabbrica semi abbandonata dle centro?
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#7 X costernato 2010-03-25 14:06
a dire il vero io sono COSTERNATO per te e i tuoi processi mentali, un po sempliciotti.
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#6 TRISTE 2010-03-25 14:02
IO HO PAURA.
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#5 aspetto 2010-03-25 14:01
non vedo l'ora di leggere il commento della signora D.
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#4 incredibile 2010-03-25 13:39
Uagliò incredibile! Incredibile! Incredibile!
Qui si richisa la salute e c'è chi non trova di meglio da fare che screditare chi racconta una storia!
Il bello è che chi scrive rischia la propria di salute!
Io mi chiedo, visto che il pericolo riguarda migliaia di cittadini, ma questo impianto in che condizione è? Chi lo controllerà?
A me sembra l'unica domanda possibile!
Sempre che le domande siano ancora possibili!
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#3 Io_cisono 2010-03-25 12:06
giusto...allora è giustificabile
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#2 Giacomo P. 2010-03-25 11:27
Perchè oggi molti monopolitani cosa fanno? La stessa cosa. Testa sotto terra come gli struzzi!
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#1 costernato 2010-03-25 10:53
diciamo che qualche passaggio del "racconto" non è chiaro... ma come posso dare credito a uno che di fronte alla possibilità che i "suoi ragazzi" potessero morire per la scelleratezza di qualcuno scappa via e se ne va senza denunciare... cos'è adesso? u rimorso? poteva benissimo andare via e denunciare ugualmente! che discorso è dire che tanto non sarebbe servito a nulla!
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