La politica sperimenta un nuovo media : il web.
In queste settimane pre – elettorali si fa un gran parlare nel nostro paese di “rinnovamento della politica”. Tuttavia in pochi hanno compreso che a cambiare la politica non saranno programmi altisonanti (sempre più prolissi e privi di idee concrete), la presenza di qualche volto nuovo nelle liste; a cambiare le regole del gioco, a riportare finalmente la politica nel suo luogo deputato, ovvero nella polis, tra la quotidianità dei cittadini – elettori è il media più democratico del mondo: il WEB”.
Sta infatti, per tramontare l’era dei comizi in piazza e dei convegni con importanti esponenti politici. Gli esperti nel marketing della politica hanno da tempo compreso che i ritmi frenetici della moderna società impediscono ai cittadini di inseguire i propri rappresentanti, ma che piuttosto deve essere la politica a porsi a disposizione della gente, sempre più bisognosa di un contatto diretto, anche se mediato dal mezzo informatico.
Ovviamente è una rivoluzione silenziosa ma inesorabile; non intendiamo far credere, tanto per essere chiari, che spariranno i “santini”, le efficaci immaginette dei candidati distribuite a pioggia fuori da chiese e supermercati, o che non vedremo più gli “ambulanti” della politica. Tuttavia i nostri candidati ed i loro staff hanno il merito di aver indicato la strada del futuro.
Sarà il WEB, saranno le e – lezioni ad avvicinare i giovani alla politica?
Si tratta di una rivoluzione che ha tanti nemici!
Primo fra tutti, l’ignoranza. La scarsa conoscenza del mezzo informatico non permette a tale strumento rivoluzionario di farsi strada in larghi strati della nostra società. Ed è questa la vera “arretratezza culturale di epoca feudale” che attanaglia la nostra città.
Infine la rivoluzione WEB incontra numerosi nemici poiché oltre ad essere il media più democratico, il WEB è anche il media meno “schierabile” del mondo ed alla portata di tutti.
Non possiamo che sostenere, quindi, i nostri candidati nella loro scelta di sperimentare questo nuovo media, convinti che la crescita della nostra città non può che avvenire con dosi massicce di modernità e che la politica non potrà essere rinnovata se non si cominciano a cambiare prima di tutto i mezzi utilizzati per fare politica.
Michelangelo Montanaro
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