Venerdì 18 Maggio 2012
   
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L' AGRICOLTURA LANCIA IL SUO S.O.S

AGRICOLTURA_MORTA












La crisi giunta in città mette in ginocchio i piccoli imprenditori

Siamo preoccupati per il futuro dei nostri agricoltori. La crisi economica che è giunta in ritardo nella nostra città sta mettendo in ginocchio i piccoli imprenditori del comparto agricolo.

Si tratta spesso di piccoli proprietari di terre che a volte non superano l’ettaro di superficie. L’aumento dei costi di produzione, la forte concorrenza estera, una produzione arretrata e l’incapacità di consorziarsi con successo per fronteggiare i forti competitors esteri sono solo alcune delle cause che stanno portando molti agricoltori ad abbandonare le loro terre.

Per fronteggiare i debiti accumulati con lo stato molti imprenditori si vedono oggi costretti a vendere parte delle proprie terre. La dura legge del mercato, in cui il grande mangia il piccolo, comincia a materializzarsi in una triste realtà.

“La crisi che sta attraversando l’agricoltura – afferma il ministro all’Agricoltura, Luca Zaia - non è una crisi che coinvolge esclusivamente il Veneto o la Puglia, ma è mondiale: gli agricoltori sono scesi in piazza agli Champs-Élysées come per le strade di Colonia. Questo perché il momento difficile che sta attraversando il comparto è causato da una emorragia dei consumi che ha tra i suoi effetti quello di far produrre gli agricoltori sottocosto”.

“L’agricoltura deve fare squadra per superare la crisi e vincere le sfide del futuro”. Per Zaia gli agricoltori devono essere consapevoli che per affrontare la crisi ed essere più competitivi è necessario compiere delle vere scelte imprenditoriali.

“Ma in un momento difficile come questo – spiega Zaia – è necessario avere un forte senso di responsabilità verso i nostri agricoltori e non raccontare loro leggende metropolitane”.

Nei prossimi articoli cercheremo di analizzare nel dettaglio le cause della crisi. Siamo aperti al contributo degli addetti al settore.

Michelangelo Montanaro

Commenti 

 
#6 andate a lavorare 2010-04-07 01:06
x io in campagna: Quello delle cassette nuove al mercato e' un piccolo esempio per spiegare quello che ho scritto dopo.
Io credo che molto dipenda da quello.
E' brutto dirlo, ma la nostra categoria e' ignorante ed ha una eta' media che supera i 60anni.
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#5 per la precisione 2010-04-03 16:02
e quando gli agricoltori per decenni hanno preso contributi in e di tutti imodi, pensioni in e di tutti i modi, agevolazioni in e di tutti i modi dove erano quelli che ora parlano di crisi?
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#4 io in campagna 2010-04-03 01:01
x andate a lavorare, la tua soluzione sembra immediata, ma la crisi dei prodotti agricoli non si risolve certamente con le cassette nuove al mercato di Fasano, in quanto la percentuale di prodotto che muove questo è meno dell 1 % di quello prodotto nell'agro di questi comuni, i problemi sono molto complessi e la soluzione passa probabilmente attraverso misure politiche di sostegno e facilitazioni degli adempimenti, rilancio delle piccole aziende mediante... io non credo di avere la soluzione e vorrei che qualcuno avanzi delle proposte.
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#3 Andate a lavorare 2010-04-02 19:12
Per Carlo Ostuni.

Quello che dici e' praticamente impossibile da attuare. Chi decide il costo di produzione? Non tutti hanno le stesse spese, gli stessi metodi, ma sopratutto la stessa qualita'! Percio' se a me un broccolo costa 0,50 e a un altro costa 0,30 credi che uno dovrebbe vendere a 1,00 e l'altro a 0,60? La qualita' non sara' uguale... E chi puo' controllare ogni singolo produttore d'Italia?
In primis c'e' da dire che gli agricoltori, soprattutto i piccoli produttori dell'areale Monopoli-Fasano dovrebbero alzare un po la qualita' del loro prodotto specialmente in SICUREZZA per il consumatore oltre che poi nell'esposizione al pubblico vedi per esempio mercato ortofrutticolo di fasano, prodotti posti in cassette usate forse 180 volte e che hanno subito tutti i tipi di maltrattamenti possibili.Manca una cultura di aggiornamento e modernizzazione e soprattutto la mentalita' di unirsi tra di loro cercando di ridurre i costi alzare la qualita' ed essere piu' FORTI nella vendita dei propri prodotti. Come sempre il primo passo deve toccare a noi, poi e' chiaro che le problematiche sono tantissime ma bisogna cercare di ridurle.
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#2 GM 2010-03-28 17:29
La gravità del momento che attanaglia il settore agricolo, col suo indotto, non deve considerarsi un fatto recente. Mi riservo di esprimere il mio pensiero solo quando avrete, da bravi cronisti, completato la Vostra analisi: spero che non trascurerete i falsi "assiomi", le politiche agricole dei vari "politicanti" e sindacati "parassitari", l'assurda aggressione speculativa del cosiddetto mercato "globale", le trappole della "filiera corta", la politica agricola nazionale ed europea "assistenziale" e ancora quanto di peggio riuscirete ad individuare.
Saluti e buona ricerca.
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#1 Carlo OSTUNI 2010-03-28 17:18
A mio parere basterebbe inserire in quel comparto una semplice norma che potrebbe definirsi Legge del Margine. Cosa intendo? Il prezzo del prodotto dalla produzione alla vendita non dovrebbe essere maggiorato del 300% come oggi avviene. Serve stabilire un esatto margine di costi/guadagno su tutta la filiera della distribuzione con il conseguente monitoraggio di ogni singolo prodotto. In altre parole, il prodotto non dovrebbe vendersi con un margine di guadagno superiore al 50% del costo alla produzione. Ma questa, in epoca di LIBERISMO, mi pare pura utopia. Altro che dazzi... Perchè nostro signore cacciò i mercanti dal Tempio??????? :sad: :sad: :sad:
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