Siamo preoccupati per il futuro dei nostri agricoltori. La crisi economica che è giunta in ritardo nella nostra città sta mettendo in ginocchio i piccoli imprenditori del comparto agricolo.
Si tratta spesso di piccoli proprietari di terre che a volte non superano l’ettaro di superficie. L’aumento dei costi di produzione, la forte concorrenza estera, una produzione arretrata e l’incapacità di consorziarsi con successo per fronteggiare i forti competitors esteri sono solo alcune delle cause che stanno portando molti agricoltori ad abbandonare le loro terre.
Per fronteggiare i debiti accumulati con lo stato molti imprenditori si vedono oggi costretti a vendere parte delle proprie terre. La dura legge del mercato, in cui il grande mangia il piccolo, comincia a materializzarsi in una triste realtà.
“La crisi che sta attraversando l’agricoltura – afferma il ministro all’Agricoltura, Luca Zaia - non è una crisi che coinvolge esclusivamente il Veneto o la Puglia, ma è mondiale: gli agricoltori sono scesi in piazza agli Champs-Élysées come per le strade di Colonia. Questo perché il momento difficile che sta attraversando il comparto è causato da una emorragia dei consumi che ha tra i suoi effetti quello di far produrre gli agricoltori sottocosto”.
“L’agricoltura deve fare squadra per superare la crisi e vincere le sfide del futuro”. Per Zaia gli agricoltori devono essere consapevoli che per affrontare la crisi ed essere più competitivi è necessario compiere delle vere scelte imprenditoriali.
“Ma in un momento difficile come questo – spiega Zaia – è necessario avere un forte senso di responsabilità verso i nostri agricoltori e non raccontare loro leggende metropolitane”.
Nei prossimi articoli cercheremo di analizzare nel dettaglio le cause della crisi. Siamo aperti al contributo degli addetti al settore.
Michelangelo Montanaro
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Commenti
Io credo che molto dipenda da quello.
E' brutto dirlo, ma la nostra categoria e' ignorante ed ha una eta' media che supera i 60anni.
Quello che dici e' praticamente impossibile da attuare. Chi decide il costo di produzione? Non tutti hanno le stesse spese, gli stessi metodi, ma sopratutto la stessa qualita'! Percio' se a me un broccolo costa 0,50 e a un altro costa 0,30 credi che uno dovrebbe vendere a 1,00 e l'altro a 0,60? La qualita' non sara' uguale... E chi puo' controllare ogni singolo produttore d'Italia?
In primis c'e' da dire che gli agricoltori, soprattutto i piccoli produttori dell'areale Monopoli-Fasano dovrebbero alzare un po la qualita' del loro prodotto specialmente in SICUREZZA per il consumatore oltre che poi nell'esposizione al pubblico vedi per esempio mercato ortofrutticolo di fasano, prodotti posti in cassette usate forse 180 volte e che hanno subito tutti i tipi di maltrattamenti possibili.Manca una cultura di aggiornamento e modernizzazione e soprattutto la mentalita' di unirsi tra di loro cercando di ridurre i costi alzare la qualita' ed essere piu' FORTI nella vendita dei propri prodotti. Come sempre il primo passo deve toccare a noi, poi e' chiaro che le problematiche sono tantissime ma bisogna cercare di ridurle.
Saluti e buona ricerca.