Lamentele, guasti e ritardi. In città una sanità che fa acqua!
E’ senza dubbio il periodo nero della sanità a Monopoli. Una crisi quella della sanità cittadina che ricalca il dissesto della sanità a livello regionale, travolta dagli scandali, dagli sprechi, dalle tangenti, dai nepotismi e dalle baronie in corsia.
Dopo il caso della morte sospetta di Paolo Greco, il periodo nero del sistema sanitario monopolitano raggiunge il massimo clamore quando pochi giorni prima delle elezioni regionali ci si accorge che cade acqua piovana dal soffitto della sala operatoria di otorinolaringoiatria.
La situazione non migliora e dopo poche settimane la cronaca locale si riempie di casi di malasanità.
Sabato 10 Aprile, muore l’autotrasportatore, 53enne, Arcangelo Miglietta, colto da infarto nella stazione di servizio AGIP di Viale Aldo Moro, a seguito dei ritardi nei soccorsi da parte del 118.
Da prima di Pasqua il servizio di ecografia dell’ospedale di Monopoli è interrotto a causa dell’usura delle sonde dell’ecografo che attendono una sostituzione.
Le apparecchiature del reparto di radiologia sono usurate a seguito di un’operatività ultratrettennale.
Permangono irrisolti i problemi del centro trasfusionale, con i donatori costretti a sopportare ore di attesa prima che venga effettuato il prelievo.
A completare il quadro si aggiungono le polemiche recenti in merito ai disservizi del servizio di assistenza domiciliare integrata (ADI) avviato dal Comune di Monopoli.
Una situazione avvertita con disagio dagli stessi operatori sanitari che lamentano spesso fenomeni di nepotismo e clientelismo politico in corsia che determinano turni di lavoro massacranti per alcuni a vantaggio di altri.
Da tempo la politica si interroga su quale sarà il futuro della sanità cittadina. Un tema che, siamo certi, diventerà ancor più pressante nel prossimo futuro se saranno confermate le voci che vogliono un depotenziamento degli investimento nell’ospedale monopolitano a vantaggio di presidi ospedalieri limitrofi, maggiormente vicini ai bacini elettorali di qualche consigliere di maggioranza in Via Capruzzi.
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Commenti
Il nostro dovere è avvisare con 48 ore di anticipo per non incorrere in sanzioni.
Il loro qual'è^
non ho capito chi sei.
ti saluto cordialmente
la riduzione dei posti letto conseguente al riordino, non ha portato benefici economici, anzi, chi ha bisogno di ricovero fa il giro della puglia in autolettiga.
il nostro "san giacomo" è un esempio di spreco straordinario, non è mai stato un ospedale ma un convento, tuttavia si continua ad investire cifre astronomiche per ristrutturare una struttura al centro della città , addossata alla ferrovia e quindi raggiungibile solo in elicottero.
quando saranno soddisfatti tutti gli appetiti della politica e delle aziende da essa foraggiate dagli appalti, tutti si accorgeranno dell'inadeguatezza del "san giacomo".
solo allora si metterà in cantiere un vero ospedale che nel giro di qualche secolo e a costi iperbolici, sarà realizzato per poi essere consegnato, già obsoleto, ai contribuenti e ai tanti volenterosi ed eroici operatori della sanità pubblica che in maggioranza subiscono la degenarazione della politica sanitaria e solo una piccola parte del personale gode dei "baronati" e degli "amici degli amici".
Se ,ad esempio, vi trovate a dover utilizzare l'ambulatorio di ortopedia, vi troverete a dover combattere fisicamente per far valere i vostri diritti.
Non c'è alcuna disciplina per far rispettare le file e le precedenze.
Vige la legge del più furbo.
Vi auguro di non dover avere bisogno di tale ambulatorio.