
Nonostante i rilievi dell’Ufficio parchi della Regione la politica non demorde
Ore intense per gli strateghi del nuovo piano urbanistico generale. Dopo le contestazioni della Regione si cercano soluzioni in grado di salvare il piano e gli interessi economici di cui è portatore.
Nei giorni scorsi abbiamo registrato un insolito via vai di politici ed amministratori presso l’ufficio tecnico comunale, visitato anche dagli agenti della guardia di finanza.
Intanto l’Ufficio parchi della Regione ha rilevato la presenza di ulivi secolari tutelati dalla legge regionale n. 14/2007 nella zona in cui, secondo il nuovo PUG, dovrebbe estendersi la zona industriale della città. Un problema già ampiamente previsto e prevedibile (ricordiamo le numerose segnalazioni di Franco Muolo in merito) che i politici locali avevano in passato ignorato e che ora saranno costretti a risolvere.
La scelta di prevedere l’ampliamento della zona industriale all’interno della circonvallazione, soffocandola in un perimetro ristretto e contiguo al centro abitato era apparsa sin da subito un’opzione cervellotica; tanto più in considerazione della presenza in loco di ulivi secolari. Senza dubbio un connubio singolare!
Mentre continua il rimpallo di responsabilità tra destra e sinistra, sembra farsi strada l’ipotesi di prevedere uno sbocco della zona industriale anche al di fuori della circonvallazione al fine di compensare le aree che saranno presumibilmente sottratte a seguito del riconoscimento del vincolo ambientale. A questo punto si fa largo un sospetto : perché non si è prevista l’espansione della zona industriale oltre la circonvallazione sin dall’inizio, disegnando una vasta area verde di separazione tra il centro abitato e la zona industriale proprio dove attualmente sono presenti gli ulivi secolari?
Intanto gli ambientalisti sono sul piede di guerra. “E’ strano che si discuta di ulivi secolari e non dell’incompatibilità per conflitto di interessi con il PUG di ben 17 consiglieri comunali!”, afferma il presidente cittadino dei Verdi, Giuseppe Deleonibus.
A questo punto riteniamo opportuno ricordare ai lettori quanto segue :
LA LEGGE SUL CONFLITTO D’INTERESSE
L’articolo 78 del D.Lgs 267/2000 afferma che i consiglieri devono astenersi dal prendere parte alla discussione ed alla votazione di delibere riguardanti interessi propri o di loro parenti od affini sino al quarto grado.
Facciamo notare che un conflitto d’interesse non sussiste solo in caso di proprietà di terreni ma anche nel caso di ulteriori interessi e legami economici (in questo campo è possibile dar libero sfogo alla fantasia).
CONCLUSIONE
Il conflitto d’interesse in questi casi è una violazione gravissima!
Se alcuni consiglieri autodichiaratisi in conflitto d’interessi, pur non partecipando alle votazioni hanno preso parte alla discussione (anche con la sola presenza in aula), chiunque potrebbe impugnare il piano e farlo decadere.
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Commenti
gli ulivi simboli della nostra civiltà , solo per dare spazio a qualche azienda cge nella migliore delle ipotesi fallirà per colpa della crisi!!??
abbiamo perso già una grossa realtà come la tognana, la eco leather ha un destino in forse, rivoli chissà !a presto.
Concordo politici e tecnici cambiassero mestiere.
non mi soffermo sul p.u.g., ho già dato, ricordati che quegli ulivi sono creature formate e custodite dagli agricoltori, nei secoli, solo gli agricoltori e non le leggi possono continuare a custodirle ancora per secoli.
essi però sono ormai esausti, al limite estremo, tanti sono stati già falcidiati dal disinteresse di tutti, nessuno escluso, se loro, se noi agricoltori, ci arrendiamo con noi anche quegli ulivi sono condannati.
ciao amico mio.