Venerdì 18 Maggio 2012
   
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"PER UN PAESE SOLIDALE. CHIESA E MEZZOGIORNO"

chiesa_e_mezzogiorno FOTO DI PINO MIRIZZI










La nota pastorale dei Vescovi italiani discussa

in un convegno cittadino con il Senatore Giacovazzo



Vent’anni dopo la nota pastorale della C.E.I. dal titolo “Sviluppo nella solidarietà. Chiesa italiana e Mezzogiorno”, la Conferenza Episcopale italiana ha elaborato un nuovo documento sulle criticità e i problemi del Mezzogiorno . Si tratta della nota pastorale “Per un paese solidale. Chiesa italiana e Mezzogiorno” discussa a Monopoli presso la Chiesa di S. Domenico in un’iniziativa del Movimento cristiani per la città guidato da Angelo Giangrande, mercoledì 28 aprile scorso.
Al convegno erano presenti il Sindaco Emilio Romani, il coordinatore della serata e membro del Movimento locale Michele Fanizzi, il Vescovo della Diocesi Conversano – Monopoli Domenico Padovano e il Senatore Giuseppe Giacovazzo. Un convegno che espone le linee guida del documento dei Vescovi e le possibili soluzioni che lo possono far uscire dalla condizione di arretratezza in cui si trova storicamente. Per questo il Sindaco Romani ha parlato del Federalismo fiscale come la vera opportunità, se concepito con i parametri della solidarietà e dell’unità nazionale, che può dare al Sud la giusta leva per una crescita duratura nel tempo. Romani tuttavia, ha anche ricordato come il vero protagonista del riscatto del Mezzogiorno sia proprio il sud se valorizza sempre piu’ le sue potenzialità e non si limita ad attendere i contributi assistenzialistici del nord o dello Stato centrale.
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Certo non si può dimenticare, come sottolinea la nota dei Vescovi italiani, che i problemi del Mezzogiorno siano addebitali ad una condizione storica man mano consolidatasi nel tempo. Lo ricorda il Vescovo Padovano nell’intervento successivo con l’excursus storiografico sulle origini della condizione di arretratezza del Mezzogiorno, non perdendo contestualmente il «seme della Speranza che ci permette di guardare al Sud anche come opportunità e risorsa di esemplarità di tutto il paese». Secondo Padovano «il sud ha bisogno di solidarietà ma anche di valorizzare a pieno le sue enormi potenzialità perché – ha sottolineato con le parole di Giovannni Paolo II – le genti del sud sono responsabili del loro riscatto». Da qui il ruolo della Chiesa, vitale e prezioso per il documento dei Vescovi e ripreso da Mons. Padovano perché per «cambiare il sud é necessario risolvere insieme i problemi che l’affliggono con lungimiranza e creatività». Certo, secondo il Vescovo della nostra Diocesi, la Chiesa non è immune da problemi perché pur essendoci fede e pratiche devozionistiche dei fedeli, in particolare durante le feste religiose, «non vengono meno stili di vita in contrasto con i valori della fede come l’illegalità diffusa, i favoritismi, le corruttele e la delinquenza. Il rischio è – ha continuato Padovano – che la religiosità rimanga un insieme di ritualismi fini a sé stessi che non convertono in profondità i cuori tanto da cambiare davvero gli stili di vita e seminare la Speranza nuova che nel sud s’invoca».
Per Giacovazzo invece, lo spunto piu’ interessante da cui nasce la nuova nota pastorale della Cei è «nel clamoroso silenzio sulla questione meridionale. Un Mezzogiorno, secondo Giacovazzo, visto come soggetto di particolari attenzioni politiche ma mai oggetto della risoluzione dei problemi che lo contraddistinguono». In questo allora una responsabilità particolare l’ha anche la Chiesa italiana poiché, secondo Giacovazzo, «non ha inciso nella crescita del Mezzogiorno in vent’anni di cammino dalla prima nota dei Vescovi. Basta guardare ai limiti delle parrocchie che ormai svolgono soprattutto l’amministrazione dei Sacramenti avendo perduto una piu’ approfondita cultura spirituale». Allora Giacovazzo cita Antonio Gramsci per dire che «il nord mantiene ancora una direzione spirituale che al sud non c’è piu’»  e cita anche Don Luigi Sturzo per aggiungere che «il problema principale del sud è la sua miopia che non permette a chiunque lo abiti di guardare oltre il ristretto confine dei propri interessi». Quindi, per il noto senatore, risolvere i problemi del sud significa stabilire nel loro rapporto «il primato della morale sulla politica, in mancanza del quale si ha una classe politica che invece di governare la cosa pubblica si occupa preferibilmente dei propri interessi, ingigantendo, a distanza di anni le proprie mancanze e responsabilità». I rimedi e le soluzioni a questi problemi sono nel ritrovare lo spirito di dono che dovrebbe animare la politica. Giacovazzo lo definisce piu’ chiaramente come «il ritorno della politica al riferimento al Vangelo che consente di far parlare il dolore di un essere umano e di saperlo ascoltare. Occorre passare da una pastorale difensiva e conservatrice ad una creativa e profetica che rimanga povera e promuova il dialogo come senso di compenetrazione nell’altro». Ricorda Don Lorenzo Milani per dire in conclusione che per risolvere la questione del Mezzogiorno «occorre riproporre una nuova azione cioè l’organizzazione della speranza cristiana».
Al convegno sono state rese note le risposte al questionario, sottoposto a tutte le realtà della nostra città. Tra queste l’esigenza di fare rete per rispondere insieme ai problemi del Mezzogiorno, l’incapacità della politica locale di dare risposte concrete alle esigenze dei cittadini e di valorizzare rappresentanti del territorio e non esterni, il troppo individualismo e clientelismo, il Federalismo fiscale come opportunità se inteso in senso solidale e giusto, l’esigenza di dar vita a un progetto educativo e di rilanciare con iniziative concrete il convegno odierno. Proposte e sollecitazioni che trovano d’accordo Mons. Padovano che ha dato priorità al progetto educativo con dei corsi di formazione alla vita sociale e politica per imparare i valori della Dottrina Sociale della Chiesa e poter costruire così la Speranza di cui parlano i Vescovi. Lo stesso per Michele Fanizzi che ha sottolineato l’importanza per il prossimo futuro di unire le forze per creare sviluppo e la nascita di una mentalità diversa per incentivare anche al sud il bene comune.

Commenti 

 
#4 Il solito 2010-04-30 15:56
Le legittime ragioni del mondo laico sono profondamente screditate da simili considerazioni dall'imbarazzante grado di puerilità, attinte dalla propaganda laicista più becera.
Per fortuna è dato imbattersi in argomenti e posizioni di gran lunga più pregnanti e ragionevoli del solito ciarpame da scuola dell'infanzia.
P.S.
Persino glI odiati democristiani, se a schierati a sinistra, diventano d'un colpo, dopo decenni di dure contrapposizioni e lotte laceranti, ideali compagni di viaggio rispecchiando la migliore cristianità impegnata.
Chiara trasposizione del solito ed ingiustificato complesso di superiorità.
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#3 ..... 2010-04-30 14:20
mettendo insieme vescovo e quiz, siamo alle solite, la chiesa in sostanza dice: fate come dico, non fate come faccio... con la tradizionale coerenza e autorevolezza... ridicoli!!!
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#2 Quiz 2010-04-30 12:26
In un paese solidale bisognerebbe ricordare all'esimio S.E., Don, Santità, Monsignor Padovano gli uomini come lui che stanno distruggendo la chiesa, alcune semplici domande:
1 perchè non essere solidali con i/le divorziate quando vogliono la comunione e gli viene invece negata?
2 perchè essere solidali con berlusconi che si comunica pur essendo pluridivorziato
3 perchè questa chiesa è schierata con i più forti (attingono contributi in denaro)?
4 perchè non essere solidale con quei ragazzi violentati all'interno delle chiese da preti che poi vengono sempre coperti?
5 perchè non essere solidali con quei preti che vorrebbero sposarsi?
6 perchè non essere solidali con le donne che vorrebbero diventare preti=
Per Romani
1 perchè parlare di solidarietà e poi far parte di un partito e di una coalizione di destra che non accetta gente che arriva sulle nostre coste, titendole tutte delinquenti, senza domandarsi se lì in mezzo ci sono profughi che scappano da guerre o da caresie o dittature?
2 perchè parlare di solidarietà e poi far parte di un partito e di una coalizione di destra che non fa mangiare a scuola in mensa bambini i cui genitori non hanno soldi?
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#1 si, vabbè... 2010-04-30 12:20
si, vabbè...
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