E' CORSA CONTRO IL TEMPO, DAL PRIMO GENNAIO LE NUOVE RETI A 52 MILLIMETRI.
Si prevede una perdita del - 40% di pescato
LE PROPOSTE DI ROMANI PER CONTRASTARE L'ENTRATA IN VIGORE
I PESCATORI: "Ricorreremo a qualsiasi mezzo. La colpa è delle associazioni!"
I pescatori appendono le reti al chiodo, si sentono vessati e trattati da delinquenti, non ce la fanno più e minacciano di essere disposti a ricorrere a qualsiasi mezzo, pur di contrastare la crisi e i provvedimenti del regolamento europeo: la deroga entrerà in vigore dal primo gennaio.
Stamani la sala Terre Parlanti era gremita e rovente. La solidarietà da parte delle istituzioni e dei politici presenti al tavolo non si è fatta attendere, ma di tutta questa vicenda, come ha fatto notare anche il
sindaco Romani, salta fuori un aspetto inquietante che getterebbe nell’occhio del ciclone le associazioni di categoria.
I PROVVEDIMENTI - I marinai sono stretti nelle maglie soffocanti del nuovo regolamento. Oltre al caro gasolio, i provvedimenti sempre più stringenti impongono le reti a maglia di 52 millimetri che farebbero perdere ingenti quantità del pescato. Tutti i pescatori adesso puntano il dito contro quelle associazioni di categorie che avrebbero dovuto rappresentarli al meglio.
Il regolamento europeo 1967 risale al 2006. I nuovi provvedimenti, tra cui quello della rete, entreranno in vigore dal primo giugno 2010. Lo sdegno di Romani appare incontenibile: “E’ possibile che i regolamenti della comunità europea vengano portati a conoscenza solo ora, dopo tre anni? Possibile che si parli adesso di un regolamento che entrerà in vigore dal primo giugno? Pensiamo di poter ridurre il dialogo a trenta giorni dalla scadenza della deroga? Con chi ce la dobbiamo prendere?”.
"Con le associazioni di categoria! Queste cose le abbiamo sempre delegate a loro" - ripetono i marinai come una litania disperata. Le associazioni sapevano del nuovo regolamento e della deroga, ma per motivi da approfondire hanno taciuto. “La cattivissima informazione che vige in questo paese, e che poi gestiscono i sindaci senza avere i poteri, perché non è delega dei sindaci quella di decidere o di pianificare quali sono le attrezzature con cui esercitare un’attività produttiva!” – accusa il sindaco – “è il classico modus operandi all’italiana, come ridurre le cose all’ultimo minuto”.
LA PROPOSTA: 'COLLAUDO IN MARE SUBITO' - Il primo cittadino, di concerto con l’assessore Munno, i rappresentanti provinciali Franco Caputo e dirigente regionale Giuseppe Leo, ha avanzato una proposta per uscire senza troppe figuracce da questo pasticciaccio.
“Voglio contare i giorni che ci separano dalla deroga. Se guardiamo indietro, scorreranno più velocemente”. Per Romani sarà una corsa contro il tempo, per il dirigente Leo è una battaglia difficile: “Sono in grossissima difficoltà, mai come in questo momento”.
Spinosa propone di “scendere in mare” venerdì prossimo e riceve il beneplacito anche dal dirigente regionale. Ma bisogna battere sul tempo la data di scadenza della deroga. “Con la regione e la provincia – spiega Romani – bisogna concordare al più presto l’unico elemento che potrebbe riaprire questa partita. L’idea è quella di fare subito un collaudo tecnico e produrre un verbale con documentazioni anche foto e video da proporre alle istituzioni europee. Dobbiamo mettere in piedi una commissione che riguardi tutte le istituzioni preposte a poter dialogare in maniera autorevole con l'istituzione europea. Se è vero che questo sistema di pesca secondo il regolamento funziona, dobbiamo allora anticipare la deroga e metterlo in pratica subito, già da domani. Se diremo alla comunità europea di non esserci accorti del regolamento, allora ci prenderanno per deficienti.”
'SOSPENDIAMO IL REGOLAMENTO' - In altre parole, si tenterà la simulazione di una battuta di pesca con le reti da 52 millimetri per mostrarne così le defaillance. In verità dei dati consultabili già esistono, e sono quelli del GNR: la normativa europea che introduce i provvedimenti farebbe perdere di circa il 40% il totale del pescato, con il rischio di tagli pesanti tra il personale addetto e la riduzione drastica delle vendite. “Sarebbe un colpo alla nuca per la pesca italiana” – protesta Nicola Parente (foto in basso) molese e rappresentante di categoria, che propone invece una sospensione del regolamento. “La sospensione può essere finalizzata a questa verifica, al collaudo – gli fa eco il sindaco, che invita ad accelerare i tempi. La battuta di pesca potrebbe tenersi già la settimana prossima. La commissione dovrebbe riunirsi a giorni.
In ogni caso, una richiesta di convocazione della commissione consultiva regionale era stata già inoltrata il 23 aprile scorso dal presidente dell’ANAPI, Giuseppe Spinosa, all’assessore regionale Dario Stefàno.
COLLAUDI GIA' NEL 2004 - “Sono in grossissima difficoltà perché come tecnico devo far applicare la legge”. Il dirigente regionale Leo svela che nel 2004 erano stati già condotti degli studi con le nuove maglie e ci sono le prove che il regolamento piegherebbe il settore come non è mai accaduto in passato: “Con quelle reti il reddito scende provocando danni irreparabili nella categoria. Spinosa suggerisce di scendere in mare venerdì, io ci sto, sono con i marinai. Personalmente sono innamorato di questo settore che ho l’onore di dirigere. Dico solo che la speranza è l’ultima a morire.”


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Commenti
l'obiettivo del provvedimento: tutelare le specie a rischio e il nutrimento dei pesci adulti, imponendo limiti ai metodi e ai confini dei territori di pesca. Non meno di 1,5 miglia, per le reti gettate sotto costa.
Queste proteste sembrano un replica di quelle contro la "blu box", anch'essa osteggiata dai pescatori che non gradiscono controlli e regole: ritengo che le loro proteste sono assolutamente non condivisibili.
quei soggetti che dovrebbero tutelare gli interessi dei propri iscritti e che invece tutelano solo gli interessi del proprio apparato, rappresentando se stesse e non i chi dovrebbero rappresentare, io li chiamo "tesserifici".
nel caso degli agricoltori, la confagricoltura, la coldiretti e la c.i.a., sono diventati degli esattori al soldo dello stato contro gli agricoltori, contribuendo in maniera determinante all'agonia delle aziende agricole e dell'agricoltura tutta.
sia noi agricoltori che gli amici pescatori dovremmo sottrarci al giogo e al gioco dei tesserifici.
bisogna fare tabula rasa delle attuali rappresentanze di categoria e ripensarne di nuove, che siano più lontane dalla politica e più vicine ai propri assistiti, che tornino insomma a fare quello per cui sono state create.
Per questa via, alla fin fine si tutela non solo l'ambiente, ma anche la pesca, che così verrebbe obbligata ad abbandonare la logica del tutto e subito, per adottarne una più lungimirante.
Quindi, queste regole non mi sembrano dettate contro la pesca, ma solo contro un certo tipo di pesca, quella predona, spregiudicata, dannosa e suicida.
Per non parlare di tutti i contributi pubblici riservati al settore, che ormai sarebbe ora che ottenessero da esso una contropartita in termini di rispetto delle risorse naturali, alla cui salute peraltro esso stesso dovrebbe essere il primo interessato.
Vedere tutti questi pescatori legati al mare con cuore passion e spirito e poi vedere le istituzioni che dovrebbero sostenere il settore e questa passione per la pesca che poi anche grande motore per l`economia locale e per il turismo.
Gianni Comes
Monaco di Baviera