Venerdì 18 Maggio 2012
   
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LA PUGLIA VISTA DA NEW YORK

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Chi alla ricerca di un impiego stabile e redditizio, chi all'inseguimento della donna o dell'uomo amato, chi semplicemente alla ricerca di avventure più emozionanti della solita birra fra amici al sabato sera. Sono 208.328  gli iscritti nel registro Aire, l'Anagrafe Italiani Residenti all'Estero e 374.760 nelle Anagrafi consolari (dati MAE aggiornato al febbraio 2009). Ciò fa della Puglia la terza regione italiana per numero di emigrati all'estero. La Provincia con il maggior numero di emigrati è Bari con 92.794 iscritti all'Aire, seguita da Lecce (77.454), Foggia (57.097) Brindisi (22.495) e Taranto (17.249).

(Fonti: www.puglianelmondo.com, www.istat.it e www.pugliesinelmondo.net)

Il regista pugliese Sergio Rubini, anch'egli fuggito dalla sua terra di origine ma residente a Roma,  ha dichiarato in più occasioni che la Puglia diventa “un luogo della mente”. La descrive come un luogo fermo al limite fra la realtà e la fantasia. Come vedono la bella regione adriatica i pugliesi che vivono negli Stati Uniti? E cosa fanno per mantenere sempre vivo il contatto con la vecchia e sempre amatissima?

In questo delicato periodo che precede le elezioni per il presidente della Regione, abbiamo fatto queste ed altre domande a due persone di diverse generazioni, rispettivamente presidenti di due importanti associazioni.

John Mustaro aveva i nonni di Altamura, in provincia di Bari, ma è nato negli Stati Uniti, da genitori nati anch'essi in America. Vive ad Astoria, un quartiere di New York City al di là dell'East River e presiede la United Pugliesi Federation, una federazione che raccoglie circa 20 diverse associazioni di pugliesi residenti nello Stato di New York e del New Jersey. Porta avanti con grande forza d'animo e orgoglio molte iniziative tese, appunto, a promuovere il territorio e a diffondere agli emigrati e, soprattutto, ai figli degli emigrati la cultura pugliese. “L'immigrazione dei pugliesi qui si è fermata” racconta il signor Mustaro nella sua camicia a quadri tipica americana, gesticolando alla maniera italiana. “Nel 1920 sono venute qui 2 milioni di persone dal sud Italia. Dopo la seconda ondata migratoria, cioè dopo la Seconda Guerra Mondiale, la migrazione è diminuita moltissimo. È ripresa fra gli anni settanta e ottanta, ma ora è quasi ferma. Ciò non toglie che ci sono circa 25.000 persone di Mola di Bari. Hoboken (città del New Jersey che si trova esattamente di fronte lo splendido skyline di Manhattan)  ha una grande comunità di molfettesi e da Altamura si contano almeno 3.000 persone. La comunità pugliese, a differenza di quella siciliana, per esempio, non è molto unita ma in compenso è molto attiva culturalmente”. Infatti il presidente elenca alcuni eventi in programma per i prossimi mesi: il 22 febbraio vi sarà un incontro per ricordare lo statista Aldo Moro, il 16 marzo il chirurgo tarantino Cataldo Doria, premiato  chirurgo dell’anno dall’American Liver Foundation, incontrerà i suoi conterranei e il 28 marzo il famoso musicista Guido Arbonelli proporrà in concerto un repertorio di musiche pugliesi dell'800. “La Federazione di cui sono presidente tenta di fare qualcosa per promuovere il territorio” aggiunge con orgoglio. “Per esempio quando organizziamo dei concerti, degli spettacoli o altri eventi, alla fine proponiamo sempre un rinfresco con dei prodotti tipici pugliesi come il vino, il miele, i formaggi. Io credo che non c`è molta promozione turistica del nostro territorio né dei prodotti tipici, a differenza di quanto fanno altre regioni italiane qui, come la Sicilia e la Campania. Ma ci differenziamo delle altre associazioni regionali cercando di non fermarci al banale torneo di bocce o alla cena sociale, ma organizzando eventi culturali anche di un certo rilievo”.

Luciano Lamonarca è un giovane e affermato tenore. Andato via giovanissimo dalla sua terra di origine, ha da poco fondato una nuova associazione, la Puglia Center of America. Luciano sostiene che “la nostra regione non sia abbastanza rappresentata negli Stati Uniti d'America. Ci sono molte associazioni e federazioni, ma queste cercano di mantenere le tradizioni all'interno della comunità Pugliese. La Puglia Center of America guarda un po' oltre, aprendosi alla possibilità di interagire e promuovere la Puglia ad una comunità americana ed internazionale, in particolar modo a New York”. L'obiettivo principale, dunque, è quello di diffondere lingua e cultura di origine, perché “purtroppo i figli di genitori italiani in genere, non solo pugliesi, spesso non conoscono la loro lingua d'origine. Questo è dovuto al fatto che purtroppo quasi tutti gli immigrati italiani e pugliesi che si sono recati qui in America diverse decine di anni fa, non conoscevano la lingua italiana in maniera corretta al momento del loro arrivo. Infatti molti di loro usano forme dialettali miste alla lingua italiana. Così è difficile che i genitori possano tramandare la lingua ai loro figli, per altro totalmente immersi nella cultura americana”. Infatti i primi eventi promossi dalla Puglia Center of America, dove ad esibirsi saranno per lo più artisti pugliesi, saranno un concerto che si terrà a maggio al Lincoln Center per celebrare il quindicesimo anniversario dell'Enrico Caruso Museum of America, e un concerto di supporto all'Unicef , a ottobre presso la Carnegie Hall.la Puglia Center of America. Il tirocinio potrà essere richiesto dalle singole Province della Puglia e dalla Regione Puglia. “Siamo nati da poco, ma abbiamo serie intenzioni per il futuro” dichiara  con fierezza il tenore. Inoltre, dal prossimo anno sarà data la possibilità ai ragazzi laureandi della Puglia di eseguire tirocini presso

Lamonarca vive in America da due anni e mezzo ma ha l'opportunità di tornare in Puglia abbastanza frequentemente, per via dei vari progetti artistici che ha avviato tra la Puglia e gli Stati Uniti d'America. La ragione per cui Luciano è andato via, è perché la Puglia, a sua detta, non aveva molto da offrire: “Ero molto giovane quando ho preso la decisione di andare prima a Roma. Poi per caso la vita mi ha portato a Palermo e infine a New York. Qualora la Puglia, e l'Italia in genere, potranno offrire valide opportunità di lavoro per i giovani, apprezzandone le qualità ed in qualche modo le competitività, solo allora si potrà chiedere ai giovani di andare contro tendenza e cioè di rimanere nella propria terra d'origine”. Anche Luciano, come già Mustaro, sostiene che l`immigrazione dalla Puglia verso gli Stati Uniti è molto diminuita: “Entrare negli Stati Uniti d'America è diventato molto più difficile dopo l'11 settembre”. Ma Luciano lascia anche uno spiraglio di speranza: “Gli Italiani negli States ricoprono ruoli importanti e riescono a stabilirsi qui solo grazie alle loro capacità. Per questo secondo me continuano ad essere richiesti”.

A proposito delle elezioni regionali che si terranno in Puglia il prossimo 28 e 29 marzo, il signor Mustaro confessa: “Non sono d'accordo con l'ideologia di Vendola ma devo riconoscere che è stato l'unico a preoccuparsi dei pugliesi che vivono negli Stati Uniti, a differenza di tutti i presidenti precedenti. Tanto è vero che Vendola ha dato dei finanziamenti (con un Piano 2008 degli “Interventi in favore dei pugliesi nel mondo” L.R. 23/2000, Art.li 10 e 11) e appoggio alla nostra federazione. Dal punto di vista pratico ha fatto molto, anche se non è mai venuto personalmente qui”.

Anche il tenore confessa di essere poco avvezzo alla politica: “Personalmente non m'intendo molto di politica, essendo un artista. Tra l'altro la Puglia Center of America è nata dalla mia idea ed attualmente non conta sul supporto di nessun contributo regionale o provinciale. Spero solo che nel caso in cui Vendola dovesse vincere nuovamente, si guardasse sempre un pò più alle possibilità che altri stati come l'America possono offrire”. Poi continua: “Sarei felice se finissero i provincialismi, dove ognuno guarda al proprio vicino solo per rimarcare il fatto di aver ottenuto più o meno successi. Penso che quando si parla di Puglia, si parla di regione ma anche di sei province e le lascio solo immaginare la forza che da esse potrebbe scaturire se solo si unissero tutte insieme in un pacifico sforzo di cooperazione. Mi auguro realmente che questo possa accadere al più presto possibile. Un esempio di dialogo per tutti: il Presidente degli Stati Uniti d'America, Barack Obama. Il miglior esempio di dialogo per la nostra generazione.”

Infine Luciano si abbandona alla confessione di un suo desiderio, che è un po' il desiderio di molti pugliesi (e non solo): “Credo che in Puglia manchi la volontà di stare ad ascoltare chi, provenendo da terre tecnologicamente e qualitativamente più evolute, suggerisce cambiamenti e propone cose interessanti per la promozione della nostra cara amata terra. Si potrebbero migliorare tante cose, ma sono ottimista. Qualcosa si sta facendo. Basta guardare qualche regione limitrofa per rendersi conto di ciò. Mi auguro non cambino e non vengano mai modificate le nostre bellezze, sia architettoniche che naturali. Troppo spesso la mano dell'uomo ha causato il deturpamento delle nostre innumerevoli ed imparagonabili bellezze”.

E sulla possibile installazione della piattaforma petrolifera a largo delle coste pugliesi, il tenore afferma: “Non ne avevo mai sentito parlare prima d'ora ed ho avuto modo di leggere l'articolo da lei gentilmente suggerito. Non è facile trarre conclusioni da un articolo, da un' affermazione o da una dichiarazione lasciata dall'attuale presidente della Regione Puglia. Sono d'accordo quando si vogliono usare altre fonti 'naturali' per produrre energia (per esempio eolica, solare, ecc...) e penso seriamente che non si sia fatto abbastanza da questo punto di vista.

Dovrei sapere in maniera dettagliata per valutare la situazione. Ma sulla volontà del governo di installare questa piattaforma proprio sulle coste di Monopoli sono contrario”. Anche il signor Mustaro si è dichiarato contrario a questo scempio, senza nascondere una certa preoccupazione. Ha promesso di organizzare una conferenza a New York per informare i tanti pugliesi ignari di quello che sta accadendo qui. Addentando l'ultimo pezzo di pizza, conclude la chiacchierata con una piccola smorfia di soddisfazione e ironizza: “Eh eh, forse ha ragione mio cugino a dire che l'America è in Puglia”.



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