Gentile Redazione,
va benissimo osservare (e spesso anche apprezzare) l’arte dei pittori di strada, consumata pure sulle pareti interne del sottopassaggio pedonale ferroviario, che collega via Roma al nostro eccellente ospedale S. Giacomo. Ma credo che non abbia più motivo di esistere un ascensore, originariamente fissato al muro per i cittadini diversamente abili, subito scassato dai soliti (sicuramente inconsapevoli) mascalzoni, ma mai riparato dall’Amministrazione competente, e che ora debba addirittura impedirne anche il normale passaggio per via di una sbarra metallica rimasta lì in bilico (v. foto). 
Certo, chiunque si trovi a transitare da quelle parti, sia in auto che a piedi durante il mese di maggio, è portato ad ammirare lo splendore del roseto disposto a ridosso dell’ingresso/uscita superiore e, giustamente, a dare atto che finalmente l’ufficio comunale addetto abbia provveduto ad una bella sistemazione dell’area circostante.
So che la legge sull’abbattimento delle barriere architettoniche obbliga i Comuni a dotare le infrastrutture urbane di rampe e altre idonee attrezzature per agevolare il transito pedonale, e che un altro plauso andrebbe fatto all’Assessore al ramo per l’ascensore installato presso la scuola media G. Galilei. Ma è pur vero che una speciale costante manutenzione andrebbe effettuata in eguale misura sia sulle strutture interne “protette” che su quelle esterne alla mercé dei vandali. Non credo che, tollerando un montacarichi rotto pensando di stare a posto con la legge suddetta e, contestualmente, infrangere di fatto le più basilari norme sulla sicurezza di tutti i cittadini, si possa stare con la coscienza tranquilla nel momento che dovesse succedere un eventuale sinistro. Magari cinicamente pensando che, tanto, l’ospedale è vicinissimo!
Cordiali saluti,
Franco Muolo
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Commenti
bravo finalmente qualcuno che dice le cose come stanno.
Oggi purtroppo Monopoli è questa, città dove regna anarchia, chi vuole sfascia senza che accada nulla, chi vuole parcheggia dove gli è più comodo senza che accada nulla, spesso fregandosene dei pochi parcheggi a disposizione per i disabili, bar e tra breve locali a mare che non rispettano orari ed ordinanze senza che accada nulla, i preposti al controllo che fanno finta di non vedere quando per caso passano senza che accada nulla, chi vuole (amministrazione compresa) affigge manifesti fuori dagli spazi previsti, dove meglio gli sembra senza che accada nulla.
Monopoli è rappresentata anche da quei ragazzi e ragazze che han fatto a gara a farsi fotografare con fabrizio corona, invitato e pagato da qualche commerciante e imprenditore (vedi block shaft in fiera del levante) sotto processo ed intanto già condannato in primo grado a qualche anno di carcere.
Monopoli però è fatta anche di cittadini come chi ha scritto l’articolo che non vuole accettare questo degrado e che prova a smuovere le acque scrivendo ad una testata, forse l’unica, che ha il coraggio di provare a fare bene il mestiere di giornalista, senza guardare in faccia a nessuno.
so scoppiata a ridereeeeeeeeeeee bellissimo