Venerdì 18 Maggio 2012
   
Text Size

ACQUA DI CRISTO: DOV'E' LA MIRACOLOSA SORGENTE?

porto2

Gentile Redazione,

se, come si dice in giro, i prossimi sessanta giorni saranno decisivi per la sopravvivenza del Pug, sarebbe bene lasciar lavorare con la dovuta serenità Regione, Comune e staff tecnici, nella speranza che questo travagliato nuovo strumento urbanistico generale riprenda la retta via. Perciò accetto volentieri il consiglio di alcuni amici di soprassedere alle critiche e di andare a fare un sopralluogo sul nostro bellissimo lungomare. Scelgo, ovviamente, il versante sud della città. Parcheggio in via Quasimodo (ancora a doppio senso!) e, armato del mio Samsung con fotocamera da 3,2 megapixel, mi dirigo da cala Portavecchia.

La passeggiata inizia tranquilla, inalo a pieni polmoni aria iodata, insufflata da un piacevole levantino, e mi concedo la prima sosta appoggiandomi alla balaustra di Cozze: la caletta una volta era ritenuta uno dei posti ideali per la “cura” dei prelibati mitili.

Rovistando nella memoria, vedo la grotta scavata sul costone sud, dove operava d’estate un oste improvvisato che con poche lire invitava bagnanti e passanti che non temevano il tifo a gustare molluschi, ricci, pecorino e vino bianco. Fino agli anni Sessanta, al centro della piccola spiaggia, sgorgava in superficie una vena d’acqua dolce, ghiacciata e leggermente frizzante, chiamata comunemente acqua di Cristo per le sue qualità terapeutiche e digestive. Rigorosamente consigliata di berne in gran quantità direttamente alla sorgente a persone, diciamo così, un po’ deboli di stomaco, che dopo quel benefico lavaggio gastrico ammettevano di sentirsi meglio per continuare a ingerire altri stuzzicanti (oggi proibiti) frutti di mare. Anche la buonanima di mia nonna, quando da ragazzo accusavo dolori di pancia, quasi sempre mi consigliava di andare a fare una buona bevuta all’acqua di Cristo e… di farmi subito dopo il segno di croce. Si scoprì in seguito che il gusto frizzantino di quella sorgente derivava dall’immissione in falda del liquido di raffreddamento dei cilindri del vicino mulino a fuoco di produzione della farina, sito allora sull’attuale via Europa Libera e demolito intorno alla metà degli anni Settanta per farne un fabbricato per civili abitazioni. Se si dovessero asportare un bel po’ di pietre dal centro di quella spiaggetta, penso che la “miracolosa” sorgente potrebbe ritornare alla luce convogliando, questa volta, acqua non più frizzante. Scattata la foto ricordo e messo ordine nei miei pensieri, riprendo la lenta e amena passeggiata pomeridiana. Attraverso la successiva popolare spiaggia Lido Bianco, dal cui grottone si usava fare spericolati tuffi e cal-cass e vado per la sinuosa nuova pista ciclabile. Dopo un po’ mi soffermo definitivamente sul (pericoloso) costone nord di Porto Rosso.

Prima di riprendere il percorso a ritroso, concentro lo sguardo sull’arenile di finissima sabbia dorata, allungandolo man mano sulla battigia e sulle sue acque del tratto di mare fin dove si “mette piede”. Zona rigorosamente adibita a giochi e capriole, scambiata quasi sempre ancora oggi per una piscina. E, sì, lì bisogna stare sempre in “agitazione” perché l’acqua marina in quel punto è gelata, si sente molto sul corpo e non è adatta al bagno delle persone anziane. Anche là, da un’invisibile polla sotterranea defluisce acqua di Cristo, che fa assumere allo specchio acqueo riverberi cristallini. Ora, permettetemi una considerazione. La previsione mai materializzata del porto turistico del vecchio Prg trascurò l’esistenza di quella piccola e innocua sorgente (una pagliuzza), che pure un ruolo l’avrebbe potuto avere: contribuire a tenere pulita l’area portuale. Quello previsto oggi dal nuovo Pug all’esterno della diga di tramontana, non vede affatto l’enorme imboccatura di scarico del pericoloso torrente Ferraricchio (una trave) che, se realizzato, potrebbe essere invaso da acque infide e limacciose.

Cordiali saluti,

Franco Muolo

Commenti 

 
#4 Franco Muolo 2010-05-23 19:15
Il bello di MonopoliTube è che chi legge articoli giornalistici, o lettere di dilettanti come la mia, per esempio, può farsene una propria opinione. E ancora più bello è il fatto che ogni visitatore abbia pure la possibilità di commentare lo scritto associandolo a propri ricordi. Con la carta stampata è più difficile per vari motivi che non sto qui a descrivere: ci vorrebbe molto spazio. Ciò che non riesco a comprendere è perchè i nostri pubblici amministratori, prima di aderire a scelte urbanistiche, diciamo così, dettagliate, non abbiano l'accortezza di andare (a priori) a visitare i luoghi oggetto di trasformazioni ambientali future, e cercare anche loro di imparare qualcosa in loco. Come del resto farebbe qualsiasi cittadino dopo aver appreso, direttamente o indirettamente, le usanze del passato e lo stato attuale dei siti. Magari rendendo anch'essi pubblici commenti. Ma, forse chiedo troppo!
Segnala all'amministratore
 
 
#3 Paolo D. 2010-05-23 13:07
E' un peccato, un vero peccato
Segnala all'amministratore
 
 
#2 tommaso muolo 2010-05-22 22:44
io abitavo proprio di fronte all'acqua di cristo (1954-1959)fin quando hanno cominciato a costruire sugli scogli addirittura,e dalla mia camera non vedevo neanche più il mare!
Segnala all'amministratore
 
 
#1 Minguccio 2010-05-22 21:36
Caro Muolo l'idea di fare il porto turistico in maniera da comprendere lo sbocco del torrente Ferraricchio la dice lunga sulla incapacità progettuale di taluni tecnici.Ma parlando di acqua di Cristo io ricordo di averne , in passato,bevuta di buona anche vicino ad alcuni scogli tra Sabbiadoro e Pantenidd a Losciale.
Ma erano altri tempi; tempi in cui si mangiavano sugli scogli anche le "pagnottelle".Ricordi?
Segnala all'amministratore
 

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI