DA IL SECOLO XIX.IT
Il ministro Giancarlo Galan, dice basta «alle ipocrisie» che sottostanno all’entrata in vigore - ufficialmente da oggi - delle nuove regole europee per una gestione più sostenibile dell’attività di pesca nel Mediterraneo. Regole che danno un giro di vite alla possibilità di pescare vicino alla costa per alcuni tipi di imbarcazioni, mettendo al bando certi strumenti di pesca non più accettabili.
A Merida, dove si è concluso oggi il Consiglio informale dei ministri dell’Agricoltura dell’Ue dedicato al futuro dell’agricoltura europea dopo il 2013, Galan è ritornato sul tema delle nuove regole per la pesca e ha detto senza mezzi termini: «Sto cercando di fare pulizia delle ipocrisie. Che questi divieti sarebbero entrati in vigore si sapeva da quattro anni. Nel corso degli ultimi due anni era il caso di prepararsi. Adesso è inutile incatenarsi ai pescherecci. Ora bisogna affrontare una situazione che è ormai un dato di fatto».
Cosa fare? «Bisognava - dice Galan - accantonare un po’ di risorse per rendere più dolce il passaggio. Sappiamo come siamo messi a risorse». E aggiunge: «Non facciamo gli ipocriti con l’Europa fino alla fine. I divieti sono legati a tradizioni alimentari che però dai più sono già state abbandonate». E porta alcuni esempi: «In Spagna c’era la tradizione di mangiare le cieche, le neonate delle anguille, e se la sono tolta. Anche sulle coste francesi molto tempo fa e poi sulle coste ligure c’era l’abitudine di mangiare il musciame, cioè la parte centrale del filetto del delfino, hanno cessato di farlo. In Croazia c’era l’abitudine di mangiare i datteri di mare, e di spaccare tutte le coste calcaree, anche in quel caso hanno messo fine a quel consumo».
Quanto alla battaglia in corso per la difesa del bianchetto e del rossetto Galan lancia una provocazione: «Adesso non sarà una forma di civiltà mangiare il neonato delle sardine e delle acciughe per fare i rossetti e i bianchetti e sterminare migliaia di neonati per fare una frittata, quindi ci si adatta. Del resto, nel caso delle telline - rassicura il ministro - si pescano anche al di fuori della battigia e quindi si continueranno a mangiare. Sarà più difficile prenderle ma ce ne saranno molte di più perché potranno riprodursi».
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Commenti
In piu' dal nord a sud dell'adriatico il settore della pesca è primario.
State pur certi che quei prodotti non mancheranno sulle nostre tavole perchè continueranno ad essere importate dalla cina, e lei sign maria continuerà a vedere in vendita la schiuma di mare.
In questo caso nessuno si lamenta tutto tace compreso il sig ministro.
P.S. @v.alba
la frase in riferimento è veritiera ed è riportata anche su testate giornalistiche nazionali.
gent. maria
le associazioni di categoria dov'erano?
cos'hanno fatto?
e tutti i "paladini" che hanno chiesto è ottenuto voti dai pescatori a cosa pensavano in questi anni?
non è che essi hanno aspettato ad arte per cavalcare la tigre della protesta a proprio vantaggio e sulla pelle dei pescatori?
petromilli ha ragione e questa domande dovrebbero far riflettere tutti, pescatori compresi.
intervistato su uno scambio tra presidenza della regione e un ministero rispose «Lei si è definito "una rogna", perché in cambio non accetta nulla, né un ministero né una presidenza. "Questa è la cosa che mi ha dato più fastidio: pensare che io mi accontenti di una specie di baratto. Fesserie. Io non voglio diventare una merce di scambio. È il Veneto che non lo merita. Questa terra esige rispetto».
Anche i pescatori meritano rispetto ma cosa vi aspettate di piu' da un ministro che smentisce se stesso ;-);-)