Lunedì 21 Maggio 2012
   
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WATERFRONT. SCRIVO NULLA... E PORTO ZERO!

porto2_cr Gentile Redazione,

a proposito di “Una nave da crociera attracca a Monopoli” ricordo che, percorrendo la banchina Solfatara nel periodo delle votazioni regionali 2005, notai una scritta a mano, fatta con vernice nera, che imbrattava una barriera di cemento per la protezione delle operazioni di carico e scarico delle navi. Vi si leggeva: “Contro ogni muro, vota Vendola”. L’invito a votare il candidato governatore della Puglia trovava lì la sua forza e faceva presa su tutti quegli elettori indecisi che vedevano (come lo vedo io ora) il nostro porticciolo sempre più bistrattato e superaffollato.

La Regione ha speso fior di quattrini (25miliardi delle vecchie lire) per un prolungamento di 250metri in mare aperto della diga di Tramontana (inutile per uno specchio acqueo così piccolo), senza aver deciso quali attività portuali preferire, e senza avere programmato la necessaria escavazione dei fondali. Forse un transennamento simile lo vedremo a breve, a causa dei lavori di sistemazione (un milione di euro) di quella stessa banchina. Un waterfront urbano che, tradotto in politichese, significa: area demaniale destinata a spazi collettivi; utili a chi o per che cosa non si sa.

Cala Porto Vecchio forse continuerà a essere occupata dai variopinti pescherecci, a causa dell’invocato fermo biologico. Com’è noto, i nostri incazzatissimi pescatori non possono prendere pesci piccoli con reti dalle maglie troppo larghe. E’ il risultato di un miope Regolamento europeo, che non tiene conto delle dimensioni del pescato nelle acque del Mediterraneo. Cala Batteria, come si sa, è utilizzata dalla Pro-Monopoli come scalo per canoe e imbarcazioni sportive, il “rimessaggio” forzato dei grandi natanti della marineria locale e il parcheggio dei mezzi in dotazione all’Ufficio circondariale marittimo. Cala Fontanelle è invasa dai cantieri navali e da una miriade di barche per diportisti e pescatori dilettanti colà ormeggiate.

Cala Curatori è bloccata dalle attività della Lega Navale. Dopodiché potremmo ritrovarci con un porto blindato, con divieto di transito persino a pesci e gabbiani. Le navi da crociera e i grandi mercantili sono costretti ad attraccare sulla “baionetta” della nuova diga, vale a dire a sostare pericolosamente sull’imboccatura del porto. Per questa ragione esse fanno rotta su Bari o su Brindisi. Mi domandai, in quel lontano 2005, quale destino avrebbe avuto il porto nel caso Nichi Vendola avesse vinto le elezioni. Le vinse, e ha stravinto di nuovo oggi, ma quella breve frase scritta su quella barriera aveva la spiegazione logica del perché in questa città si trattino con superficialità i gravi problemi del porto, rimandandoli sempre ai posteri. Anzi, demandandoli (incautamente) tre anni fa all’Autorità portuale del Levante, senza aver capito la destinazione prevalente del nostro scalo, visti i suoi bassi fondali. All’orizzonte non si vedono finanziamenti consistenti a favore dei porti satelliti dall’Autorità barese. E sia!

Ma credo che ci sia moltissimo da preoccuparsi quando leggiamo che a Bari (San Cataldo) si sta progettando un approdo per la nautica da diporto, charter velico, mini crociere e maxi yacht di lusso. E, come se non bastasse, ancora sviluppo per il megaporto centrale per passeggeri. Infine, la colmata di Marisabella, prima ancora del suo completamento, sarà concessa a uno skipper barese per farvi un approdo di barche a vela e motoscafi. Iniziative per Monopoli? Nulla di nulla! Come dire: tutti per uno… e basta! Così al danno si unisce la beffa. Ricordo a tutti, però, che altre realtà costiere non sono cadute nella “rete” dell’Autorità: Mola, Molfetta e Polignano, avendo avuto le idee chiare, si sono attivate da sole nella costruzione d’infrastrutture portuali, senza aspettare finanziamenti dall’alto. Intanto qui da noi è bloccata dalla Regione anche la circolazione sulla radice della diga di Tramontana, sognando un adiacente porto turistico sullo sfocio del torrente Ferraricchio. Non vorrei che si finisse per insabbiarlo completamente il nostro approdo.Come fecero i Normanni, che colmarono l’antico porto canale che si estendeva fino all’attuale caserma dei carabinieri. Stretto e intasato di velieri, esso presumibilmente finiva per essere – anche a quei tempi – d’intralcio alla mobilità urbana e… all’edilizia residenziale spontanea.

Cordiali saluti.

Commenti 

 
#13 Delia 2010-06-28 13:11
Per Muolo Franco.
Sull'ultimo numero dell' ECOSUDEST c'è proprio una fotografia che mostra un esempio di rigenerazione urbana che ha salvato una ciminiera.
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#12 Franco Muolo 2010-06-24 21:30
Caro Petrosillo, forse tu hai letto una mia lettera di qualche anno fa, quando scrissi che le due ciminiere della cementeria bisognava non abbatterle, ma dipingerle rosso e blu per attirare l'attenzione di qualche navigante sceicco di passaggio per indurlo a investire nel nostro porto?
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#11 Petrosillo 2010-06-24 19:09
Caro Muolo,se abbbattono la cementeria, non sarebbe il caso di salvare le ciminiere? Oramai fanno parte del nostro cityline. Compaiono anche nel Portolano come il Campanile .Restauriamole e rivalutiamole!
Esprimiti.
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#10 Ribery 2010-06-23 18:16
Ormai diritto acquisito.E chi glielo toglie?
Addio cala!
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#9 Franco Muolo 2010-06-22 20:12
Potrebbe, se dopo la "sdemanializzazione" definitiva della aree portuali il Comune deciderà una volta per tutte cosa farne dello scalo in generale, tenuto conto delle negatività descritte nella mia lettera.
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#8 Lino 2010-06-22 12:43
Va bene Muolo, ma tu che sei un tecnico,ci puoi dire se quella assegnazione è a titolo definitivo? Potrà cioè il Comune ritornare in possesso della cala?
E comunque hai constatato anche tu che dalle "casette" si è passati alla intera cala. Come dire che gli hanno dato la mano e si sono presi anche il braccio.
Rimane una vergogna per i nostri amministratori ,passati o presenti che siano.
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#7 Franco Muolo 2010-06-21 22:53
Beh! Cari Marco L., 2013 e Lino, se proprio lo volete sapere, non sono stato io ad autorizzare la Lega Navale ad invadere cala Curatori, ma il Genio Civile per le OO.MM. a concedere le "casette" a suo tempo, con il contestuale assenso delle autorità regionali dell'epoca. Non dimentichiamo che il porto era classificato di 3^ classe negli anni Ottanta. Il Comune poteva soltanto opporsi all'approvazione del Piano regolatore portuale specifico e non l'ha fatto. Anzi, non fatto nulla nemmeno quando era il momento di far rispettare le previsioni di quel particolare strumento pianificatorio e programmatico che, ripeto, era di esclusiva competenza del Demanio Marittimo.
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#6 Lino 2010-06-21 18:22
La PRO MONOPOLI (ad esempio) utilizza una cala ed un pontile ma non occupa in esclusiva aree portuali.Inoltre è lì da più di 100 anni senza scopo di lucro.Si può dire le stesse cose della Lega Navale?
E allora!
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#5 2013 2010-06-21 17:29
Concordo con Marco L.
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#4 Franco Muolo 2010-06-21 14:09
Caro Marco L., io sarò pure un ingenuo. Ma Lei si rilegga attentamente la mia lettera e vedrà che la questione consiste nel decidere responsabilmente sul futuro del porto e non nella condanna di questa o quella attività secondaria, peraltro non attribuibile all'attuale (nè alla precedente) civica amministrazione.
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#3 Marco L. 2010-06-21 12:21
Caro Muolo, Lei però è un po' ingenuo.Il beneficio della comunità di cui lei parla è inferiore ad altri benefici....
E comunque la incapacità dell'Amministrazione Comunale ad utilizzare i propri beni non giustifica una strisciante alienazione.
Se giustifichiamo questo subdolo modo di agire,dove andremo a finire?
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#2 Franco Muolo 2010-06-20 21:45
Caro Marco, magari avessi il potere d'indagare! Posso soltanto rassicurarti che, fino a quando la classe politica continuerà a non decidere il ruolo principale del nostro porto, quello della Lega Navale ritengo sia il male minore. Anzi, meno male che lì vi opera in maniera intelligente a beneficio della collettività, perchè se non ci fosse nessuno a tenere la "cura" di quella cala bassa e pietrosa (una volta infestata da enormi pantegane a causa della presenza di uno scarico di acque non chiarissime) non si saprebbe mai che "pesci" prendere.
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#1 Marco L. 2010-06-19 22:12
A proposto della cala Curatori, bisogna fare qualche precisazione non politically correct.
La Lega Navale si è insediata in quella cala e l'ha resa un'area privata in maniera subdola. Cominciarono ad utilizzare una casupola esistente, poi misero qualche boa, poi qualche passerella, poi le boe aumentarono ,le casupole si allargarono, gli spazi acquei riservati crebbero come le dimensioni dei natanti ospitati.
Ma io mi chiedo : a quale titolo una associazione privata si è impadronita di una delle cale più caratteristiche del nostro porto.
Esiste una concessione? E' temporanea o definitiva?
E se esiste, chi aveva il potere di assegnarla? E' mai possibile che un bene pubblico diventi privato e addirittura commerciabile?
Caro Muolo, indaghi e ci faccia sapere.
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