Lunedì 21 Maggio 2012
   
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I DOCENTI DELLA "GALILEI" CONTRO LA RIFORMA

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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Il COLLEGIO DOCENTI dell’ISTITUTO di ISTRUZIONE SUPERIORE “GALILEI” di MONOPOLI,

CONSIDERATO il piano dei tagli disposto dal governo Berlusconi per la scuola secondaria superiore che fa seguito a simili operazioni già effettuate nella scuola primaria e secondaria di primo grado;

CONSIDERATI i mancati finanziamenti che incidono negativamente sul normale funzionamento delle istituzioni scolastiche;

CONSIDERATA la riduzione di stipendio prevista per i prossimi anni in danno degli operatori della scuola penalizzati più di altre categorie della pubblica amministrazione (il taglio colpisce tutti i docenti in servizio e non solo coloro che nel triennio 2011-2013 maturano lo scatto: è come se per tre anni non si lavorasse)

ESPRIME vibrata protesta contro:

-         la riduzione del monte ore curriculare, che non riforma ma impoverisce la qualità dell’offerta formativa;

-         le incertezze e i ritardi che hanno accompagnato la definizione degli Obiettivi Specifici di Apprendimento (per i Licei sono cambiati il 25 maggio a libri di testo già adottati);

-         l’aumento degli alunni per classe che isterilisce il rapporto culturale, educativo ed umano tra docente e discente;

-         la riduzione degli insegnanti di sostegno che vanifica i diritti costituzionalmente protetti sia dei disabili che dei normodotati;

-         la riduzione dei posti in organico (130.000 in tre anni) che va a totale carico delle speranze di stabilizzazione dei precari, i quali hanno comunque garantito in passato il regolare svolgimento delle attività didattiche;

-         la mortificazione dunque della scuola di Stato che invece, unitaria sul territorio nazionale, sola può valorizzare le intelligenze dell’Italia.

RICORDA che il Consiglio d’Europa nella sua recente riunione di Lubiana ha sottolineato l’importanza della scuola nella costruzione di società democratiche e inclusive, invitando i governi dei 47 Stati membri ad impegnarsi per assicurare che la professione dell’insegnamento goda del giusto riconoscimento sociale, commisurato all’importanza del compito da svolgere.

 

 

INVITA l’opinione pubblica e il governo a riflettere sul fatto che una scuola mal gestita e senza investimenti è la tomba delle ambizioni di un Paese.

Commenti 

 
#16 Antonio Alba 2010-07-10 23:50
Il ricordo di una persona onesta, soprattutto sotto il profilo intellettuale. La giovinezza e trasparenza del linguaggio, dei modi, dei rapporti con gli studenti. Il farsi voler bene e odiare per la giusta severità di una PERSONA di scuola. Questo è in somme e sincere parole il MIO ricordo di studente liceale del prof. Paolo Testone. Ed è un bel ricordo.
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#15 Paolo Testone 2010-07-10 16:52
In quanto componente del Collegio Docenti che ha approvato il documento in oggetto mi astengo da qualsiasi difesa di categoria: sarebbe inutile, oltre che ridicolo, dato il livello delle considerazioni proposte. Ma vorrei invitare i severi critici della classe insegnante qui intervenuti a riconoscere le loro affermazioni per quello che sono. Quando si sostiene, per esempio, che un insegnante lavora solo 18 ore alla settimana o è pagato anche se fa sciopero, si dicono cose che forse rientrano, almeno in questo caso, in una categoria diversa da quella delle semplici bugie (chi mente lo fa intenzionalmente e conoscendo la verità). Potrebbe trattarsi, piuttosto, di espressioni tipiche di coloro che, secondo il filosofo del linguaggio americano Harry Frankfurt, non si interessano della verità: "Una persona che mente - dice Frankfurt - sta reagendo alla verità, e almeno in questo la rispetta. Quando una persona onesta parla, dice solo ciò che ritiene vero; e per un bugiardo è parimenti indispensabile sapere che le proprie affermazioni sono false. Il contaballe, per canto suo, non se ne interessa: non è né dalla parte della verità né da quello della menzogna. La sua attenzione non è rivolta ai fatti come lo è quella dell'onesto e del bugiardo, se non nella misura strettamente necessaria al suo scopo di far credere a ciò che dice. Non gli importa se le cose che racconta descrivano più o meno correttamente la realtà: si limita a sceglierle, o ad inventarle, per perseguire i propri scopi". Come definire queste affermazioni? Frankfurt ha scelto la parola gergale "bullshit" ("On Bullshit" è il titolo originale del suo libro). L'editore Rizzoli ha tradotto in italiano con "STRONZATE".
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#14 enzo 2010-06-24 13:26
Se alcune persone non comprendono che scuola e università sono il motore del paese il problema è loro. sono stanco di ascoltare gente che non so con quali titoli "giudica" il lavoro altrui.
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#13 OpinionMaker 2010-06-24 04:11
Colpire la scuola significa colpire l'anello debole, il piú vulnerabile. Colpire i ragazzi, svuotare il cruciale impatto che ha la scuola su di essi.
Queste dottrine orribili sui Maestri ladri le ho sentite per una vita da mio padre che di anni ne ha oltre 60, sono dottrine da gente frustrata ed ignorante che "non sa" e non arriva ad immaginare l'importanza che ha l'educazione sul futuro (e sul presente) di una societá. La responsabilitá che ha un docente é immensurabile.
Mi dispiace, che i commenti di alcune persone raggiungono il livello dei commenti sul Mondiale di Calcio. Mi dispiace ancor di piú per i nostri maestri, loro additati come ladri con 1200 euro al mese, mentre i politici da nostrani con doppio-triplo stipendio sono santificati ed applauditi.
Per certa gente rimane ancora la vergogna ed il disprezzo?
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#12 scusa 2010-06-23 22:55
@ novello
continuo a non capire.
Dovresti proporre queste tue iniziative alla ministra per portare la scuola a 11 mesi di insegnamento. Non c'entrano i docenti se la scuola termina ed inizia in determinati periodi.
Per quanto riguara le 18 ore provo a fare un ragionamento: ogni classe fa 5 ore al giorno (lasciamo quelle che ne fanno anche 6 o 7) moltiplicato 6 giorni son 30 ore settimanali, mettiamo che un istitruto abbia 20 classi abbiamo un totale di 600 ore di insegnamento. Per fare 38 ore a testa un docente dovrebbe lavorare anche la domenica altre 8 ore. Resterebbero i compiti da correggere, le lezioni da preparare, i colloqui con i genitori ed altre attività scolastiche che alcuni docenti svolgono.
Gliinsegnanti devono essere presenti nel plesso fino al 31 luglio e riprendere il 1 settembre, chi fa il contrario è fuori legge come qualsiasi altro lavoratore.

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#11 novello 2010-06-23 18:12
No, voglio una scuola dove tutti gli addetti lavorino 38 ore settimanali e 30 gg di ferie all'anno, non natale, pasqua, e 2 mesi d'estate, e poi ci si lamenta pure.
Inoltre se non hai capito, basta leggere rispettando punteggiature e virgole, vedrai che si apre il messaggio cifrato.
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#10 scusa 2010-06-22 23:53
@ novello
non si capisce cosa tu voglia dire sarai forse un docente di quelli che insulti?
Le cose dette sono tante ma giusto per farti capire che un prof non lavora 18 ore se hai frequentato una scuola avrai notato che i docenti svolgono attività anche a casa correggendo compiti, preparando lezioni, andando a colloqui con genitori, parecchi dei quali sono ccome te, che non vogliono sentisi dire che il proprio figlio è maleducato, che non vuole studiare, ecce ecc.
Senza scuola e senza una buona cultura non si va da nessuna parte. Guarda gli altri stati che investono di più in scuola, formazione e ricerca, così costruisci un domani migliore per tutti. certo va rivisto il sistema, giusto essere più severi bocciando di più.
Se la scuola è quella che vuoi tu allora avremo un futuro da far paura
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#9 novello 2010-06-22 20:47
Per Sig.ra Maria: l'ignoranza è diversa dalla stupidità, la scuola può fare e deve fare, ma.... ma..... i professori si lamentano di cosa? dello stipendio che resta fermo? bene, allora lo stato che deve tenere i conti in ordine, può solo alzare le tasse, però può, invece che alzare le tasse, che sono già TROPPO alte, per chi ha qualcosa e che se l'è sudato e ha sacrificato viaggi e cene, ridurre la spesa, facendo come stà facendo oppure e sarebbe ancora meglio, secondo me, mandare, come fanno tutte le aziende, molti dipendenti in cassa integrazione oppure ancora meglio, licenziare per riduzione di personale dovuto all'impossibilità di tenerli tutti.
SI LAMENTANO? E quelli che vanno a casa da un giorno all'altro cosa dorebbero fare?
GLI STATALI solo per la garanzia del posto a vita che hanno dovrebbero avere GLI STIPENDI TAGLIATI DELLA META', altrimenti devono essere trattati come tutti gli altri, in casi come questi, da 10 insegnanti con 15 alunni si dovrebbe passare a 5 con 30 alunni, e chi vuole imparare impari, è interesse degli stessi alunni.
E poi qualcuno sà quante ore fanno i professori a scuola?
E' CERTO CHE NON FANNO 38 ORE COME TUTTI, se non sbaglio ne lavorano solo 18 con stipendi simili a chi ne lavora 38, e SI LAMENTANO?????????
Su questo punto mi sento di dire : BRAVISSIMO GOVERNO BERLUSCONI.
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#8 decibel! 2010-06-22 19:47
grande maria!
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#7 Rossella 2010-06-22 19:19
Chiaramente chi parla come i primi commentatori non si rende conto che i primi a pagarne le spese saranno i propri figli. La scuola è un bene di tutti, anche se troppo spesso si crede riguardi solo i prof di turno che manifestano in piazza perchè il prossimo settembre lavoreranno chissà dove, frustrati e mal pagati. Sarebbe bello far vivere l'esperienza del prof precario un pò a tutti!!!
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#6 Andrea Brescia 2010-06-22 18:24
Antonio Alba, lei è docente? Penso di sì, dato che conosce alla perfezione i meccanismi sociologici presenti dietro il binomio docente-discente. Il suo acume dialettico dovrebbe spingerla verso la docenza se già così no fosse. Magari, così facendo, metterebbe a disposizione degli studenti il suo scibile, contribuendo al miglioramente della scuola europea.
La scuola è politica, guai se così non fosse.

Se così non fosse, se non esistessero licei ed istituti di destra, piuttosto che di sinistra, saremmo tutti ignavi (per non dire ignoranti).

Gli altri interlocutori non meritano risposta, non essendo nemmeno meritevoli della mia indifferenza.
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#5 maria 2010-06-22 14:15
x i due qui sopra: I prof hanno perfettamente ragione! Questo governo vuole distruggere la scuola pubblica , altro che riformarla , e sapete xchè? Ci vogliono tutti ignoranti come voi xchè il popolo non deve capire ma deve solo obbedire come nelle dittature xchè li' stiamo andando a finire, piano piano ma ci stiamo andando!
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#4 PARTIGIANO BLU 2010-06-22 14:11
infatti
si lamentano sempre

politicizzati all'ennesima potenza
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#3 Antonio Alba 2010-06-22 14:07
Tanto i professori si lamentano sempre. Si lamentavano con berlinguer, con prodi, ovviamente con "SATANA" (BERLUSCONI). Vanno in piazza a scioperare mantenendo lo stipendio anche per quel giorno.
Per quanto riguarda la riforma, mai una così dura e decisa ad abbattere il velo di ipocrisia che ricopre la scuola superiore italiana. Basta leggere uno dei punti della protesta:
l’aumento degli alunni per classe che isterilisce il rapporto culturale, educativo ed umano tra docente e discente; questo punto fa RABBRIVIDIRE. Da quando il numero degli studenti provoca un blocco sociologico all'interno delle aule. La verità è sempre quella, molti professori non hanno la capacità di migliorare e aggiornare il loro metodo di insegnamento.
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#2 Antonio 2010-06-22 11:46
Scuola notoriamente fra le più POLITICIZZATE d' Italia!
Pensate a fare gli esami di Stato!
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#1 MA CHE COSA 2010-06-22 11:30
PROFESSORI .....
A LAVORARE .......
E NON VI LAMENTATE DELLO STIPENDIO CHE PRENDETE: PER QUELLO CHE FATE E' PURE TROPPO ....
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