Lunedì 21 Maggio 2012
   
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PUGLIA STYLE PARLA MONOPOLITANO

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Il periodico regionale in edicola con «Sette» del Corriere della Sera:

il protagonista è il Sud, con tante storie fuori dal comune.

Questa settimana, in abbinamento con il magazine del Corriere della Sera «Sette» di giovedì scorso, è uscito in edicola il periodico «Puglia style». Racconta la regione Puglia che cresce sui sacrifici, nonostante la crisi, e consegna storie eccellenti attraverso le persone e le imprese, le arti e la cultura, restituendo un’immagine dinamica della nostra regione, lontana dalla cronaca ordinaria e dalle oleografie.

Tra le storie made in Puglia, nella pagina delle Innovazioni, merita una menzione speciale quella di “Monopoli, l’università che va a idrogeno”, sul centro ricerche tutto italiano che punta in soli 5 anni ad alimentare – al 100% – sia auto sia auto sia barche, rivoluzionando tutto il panorama mondiale dei due settori. Infatti, il barese Nicola Conenna, presidente della Fondazione per l’Università dell’idrogeno, è proiettato al futuro. In un angolo del villaggio vacanze monopolitano Cala Corvino, divenuto famoso per la serie tv “Professione Vacanze” registrata in loco e in giro per Monopoli verso la fine degli anni ’80 da Mediaset, e riproposta puntualmente ogni estate, è stata allestita una casetta dell’energia per produrre idrogeno.

Con due pannelli fotovoltaici e una piccola pala eolica – spiega Conenna nell’intervista – catturiamo l’energia che con l’aggiunta di acqua distillata è trasformata da un particolare macchinario in idrogeno. Dobbiamo ricordare che il nostro Centro dell’Idrogeno è uno dei pochi al mondo ad avere come obiettivo quello di far uscire l’economia energetica del pianeta dalla dipendenza ossessionata dal petrolio e indirizzarla in una via di sviluppo ecosostenibile. Una nota che qualcuno avrà dimenticato nel corso dei secoli è che l’unica fonte pulita esistente al mondo di cui ci serviamo ogni giorno è il sole, che fornisce energia a tutto il pianeta e ci permette di vivere. Il sole è principalmente una massa d’idrogeno. nicola_conenna_web

C’è da ricordare che questo polo scientifico è mantenuto economicamente grazie ai contributi provenienti dal Ministero dell’Ambiente e dalla Regione Puglia, e a farla da padrone nel suo agire quotidiano ci sono tre comandamenti: informare, formare e ricercare. La ricerca che è effettuata a Monopoli non è fine a se stessa, ma ha un interesse per la collettività a livello mondiale. S’instaurano sempre nuove relazioni con imprese che operano in diversi settori di riferimento, interessate a una diretta industrializzazione e commercializzazione dei prototipi sviluppati. Per questo motivo sono stati già siglati molti accordi di collaborazione per distribuire sia idrogeno e miscele metano- idrogeno, sia veicoli a idrogeno e idrogeno-metano. Una delle innovazioni più tecnologicamente avanzate mai realizzate al mondo è data da imbarcazioni a idrogeno e a metano- idrogeno.

Il fiore all’occhiello di questo centro ricerche è la prima e unica Fiat Multipla (che è presente nella foto collegata all’articolo), che funziona a Idrogeno Full cell, (vuol dire funziona al 100 %), e un distributore mobile di idrogeno allestito in un camion. Conenna e i suoi collaboratori fanno il pieno alla Multipla con la sola energia prodotta in due ore dal distributore. Un’interessante novità di questo centro ricerche monopolitano è l’inizio dello studio sulla realizzazione di una barca a idrogeno, che sarà concluso prima della fine dell’estate. Il dottor Conenna ha terminato l’intervista dicendo: Sono ancora pochi gli imprenditori disposti ad investire su tale progetto costruendo un capannone dove fare nuove ricerche o per costruire un’abitazione che funzioni totalmente con energia pulitaInfatti – ha proseguito Conenna – come ci insegna la legge della domanda e dell’offerta, i prezzi diminuirebbero sensibilmente. Oggi per convertire una vola a idrogeno servono 200 mila €. Mentre il mondo continuare a compiere ricerche petrolifere e a inquinare, a Monopoli si guarda al futuro. Non ci resta che sperare che questo piccolo laboratorio sia il punto di partenza per dare ai giovani nuove opportunità di lavoro, in una città che vive quotidianamente il problema della disoccupazione. Un problema che speriamo, in futuro, di poter dimenticare.

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