All'incontro parteciperanno l'ing. Giuseppe Deleonibus, con specifiche competenze sui temi ambientali ed energetici, il dott. Pino Raganato del Comitato Contro la centrale a Biomasse di Cavallino (LE), l'ing. Emilio Romani, sindaco di Monopoli, il prof. Giorgio Assennato Direttore Generale dell'Arpa Puglia e l'Assessore regionale alla Qualità dell'Ambiente Lorenzo Nicastro. In apertura dell'incontro, che si terrà presso Largo Fontanelle a Monopoli, nelle vicinanze della Villa Comunale, porteranno il proprio saluto anche Paolo Contini, commissario cittadino IdV di Monopoli, il Capogruppo idv in Consiglio Comunale Giuseppe Ciaccia e l'on. Pierfelice Zazzera, coordinatore regionale della Lista Di Pietro in Puglia.
richieste, così come ben sintetizzato nell’allegato R.0 - Relazione illustrativa - e, pertanto, il Comitato Reg.le di V.I.A. ritiene di poter esprimere parere favorevole di compatibilità ambientale con il rispetto delle seguenti prescrizioni:
✓ vengano rispettate ed effettivamente attuate le misure di mitigazione previste nello S.I.A.;
✓ che, per l’utilizzo del CDR, l’impianto sia effettivamente ed immediatamente dotato dei sistemi per la neutralizzazione, l’abbattimento ed il controllo dei microinquinanti previsti nella relazione integrativa dello S.I.A e
che lo stesso utilizzo del CDR sia preventivamente, con i tre mesi di anticipo previsti, comunicato al Comune di Monopoli all’ARPA ed agli Enti preposti;
✓ che, prima dell’utilizzo effettivo del CDR, sia concordato con l’ARPA Puglia il piano di monitoraggio relativo al periodo di utilizzo delle stesso CDR;
✓ venga realizzato il piano di monitoraggio e controllo così come previsto e che lo stesso venga integrato dalla componente delle acque sotterrane, previa definizione con l’ARPA Puglia, dei punti di prelievo a monte ed a valle idraulica dell’impianto;
✓ che il sistema di rilevamento per i monito-raggi venga implementato di almeno altre tre postazioni di monitoraggio della qualità dell’aria sulle direttrici dei centri turistico/
alberghieri Cala Corvino e Masseria Spina e settore Nord del centro abitato del Comune di Monopoli, previo accordo con ARPA Puglia;
✓ che i suddetti monitoraggi abbiano una cadenza almeno semestrale con modalità e scadenze da concordare con ARPA Puglia;
✓ che vengano resi disponibili anche in rete all’ARPA ed agli Enti preposti tutti i dati di monitoraggio, compresi quelli di specifiche campagne;"
Giuro di dire la verità, tutta la verità, nient’altro che la verità
L’Ital Green Energy è autorizzata a bruciare cdr (combustibile derivato da rifiuti). Può farlo nella misura di 108.000t/a . A decretarlo è stata
Nonostante l’interesse dell’azienda all’autorizzazione ed alle condizioni, a quanto pare, i vertici non hanno alcun interesse ad adoperarlo. Lo giurarono e lo spergiurarono in Consiglio comunale, assumendo un impegno morale per conto dell’azienda:
“La società – ricordano oggi i dirigenti in una nota diffusa alla stampa-ha prestato e tuttora presta fede ad un impegno assunto nei confronti del Comune di Monopoli in cui si conferma il disinteresse dell’utilizzo del cdr”.
Sembra che l’amministrazione e l’intero consiglio comunale allora in carica, trovassero il compromesso logico e fidato, una stretta di mano degna di nota. Soprattutto, è certo che la moralità dei vertici aziendali fosse una vera garanzia. Come dire, un marchio d.o.c. degno di sostituire determinazioni e certificati. Parola d’onore.
Nel novembre 2006 arrivò però qualcuno che dell’ intesa morale tra il Comune e l’Ital Green, non riusciva proprio a fidarsi.
Francesca Palmitessa, ex assessore all’Ecologia in carica nel 2006, prima di lasciare il proprio mandato, nel 2007, ritenne opportuno inviare una nota nella quale si richiedeva la revoca dell’autorizzazione.
“Non mi sono mai fidata dell’impegno morale preso in consiglio comunale- ci confida l’ex assessore- e né tanto meno di quello preso in una delle conferenze di servizi a livello regionale con l’Arpa, il Comune e gli altri enti.”
Nel 2005 infatti la società presentò domanda per un potenziamento degli impianti esistenti. Furono quindi convocate delle conferenze dei servizi.
“In una delle conferenze - ricorda Francesca Palmitessa- il sign. Renna confermava, quasi volesse tranquillizzare i funzionari dell’Arpa che facevano domande puntuali sull’impianto. Voleva rassicurare i presenti per ovviare alcune risposte tecniche proprio sull’utilizzo degli impianti. L’Arpa non ci vedeva chiaro”.
Già, l’Arpa non ci vedeva chiaro, ed era una fase critica per la procedura di VIA (Valutazione impatto ambientale), nella quale i tecnici dell’azienda dovevano integrare documenti.
“In quell’occasione loro volevano consolarci, tranquillizzarci, oppure semplicemente tenerci fermi da parte”, ricorda il perplesso assessore “In seguito a quella conferenza di servizi ho ritenuto opportuno, prima di andare via, di richiedere la revoca delle autorizzazioni a bruciare cdr.”
Anche
“Si lamentava la mancanza di un sistema di raccolta di acque piovane che, attraversando pannelli potevano raccogliere sostanze inquinanti.” Angela Palmitessa è certa. “C’erano dei vuoti, delle mancanze”.
Prima tra tutte i controlli. “La cosa che mi ha sempre insospettito in questa circostanza è che il controllo è unicamente affidato all’autocertificazione delle aziende e ad aziende private. Per conto loro queste aziende possono anche svolgere correttamente il lavoro, ma non danno sicuramente un monitoraggio costante.”
Ed infatti con la nota del settembre 2004, la stessa azienda chiedeva di “non effettuare le analisi degli IPA – diossine, tanto per intenderci- in continuo sui fumi emessi”.
Ad oggi i controlli sono effettuati dalla stessa azienda sui campionamenti indicati, senza alcun controllo esterno. Nessuna verifica a sorpresa. Nessuna certezza indipendente. Nessun impegno da parte delle amministrazioni ad effettuare un monitoraggio costante delle emissioni.
“E’ importante- sottolinea l’ex assessore- che l’amministrazione si ponga in una condizione di distacco, dimenticando le amicizie quando bisogna dare certezze”.
A suo tempo, Angela Palmitessa chiese all’azienda “qualcosa per il territorio”, in modo da equilibrare il famoso accordo siglato in Consiglio comunale. Non solo fiducia per l’azienda, ma anche qualcosa per la città. Un parco, energia.
“Anche qui- conclude- c’era un impegno morale!”
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chiedere qualcosa per la città in cambio di quella che sembra una supina accettazione di una toppa mal cucita su abusi e controabusi di poteri è roba da ridere. Presumibilmente la città ha avuto ed avrà qualcosa, eccome, se ho ben capito. avrà un bel po' di morti per cancro, un aumento delle allergie e dei casi di asma. Spero di sbagliare. Felice di non abitare là ,