In crescita il fenomeno delle sette sataniche in Puglia. E a Monopoli?
Di seguito vi proponiamo il testo integrale dell’inchiesta (con alcuni inediti) che potete leggere sul mensile REPORT in edicola questo mese.
I crimini satanici sono in espansione in tutto il mondo. Nella nostra società il satanismo è un fenomeno in crescita di cui pochi hanno voglia di parlare. Se n’è discusso recentemente a Monopoli in un incontro realizzato presso la parrocchia Sant’Antonio a cui ha partecipato don Aldo Buonaiuto, animatore generale del servizio antisette dell'Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII. Dall’incontro è emerso unanime un inquietante interrogativo: il fenomeno delle sette occulte interessa da vicino anche la nostra comunità locale?
Nel rapporto 2010 su satanismo, magia e gioco d’azzardo realizzato nell’ambito dei progetti finanziati dalla regione Lazio, relativi all’Osservatorio regionale antiplagioEuropean Consumers è emerso che in Italia sono attivi oltre 500 gruppi satanici tra loro più o meno collegati, di cui 99 al Sud e 33 in Puglia. La nostra regione si colloca al nono posto nazionale. Secondo l’indagine, i cui dati sono ricavati dalle denunce pervenute a “Telefono Antiplagio” in 15 anni di attività, le vittime principali del satanismo sono i minori che vengono coinvolti dagli adulti (per il 9% minori di età compresa tra i 5 ed i 10 anni, per il 31% tra 11 e 14 anni e per il 60% tra 15 e 17 anni). Inoltre quello delle sette sataniche pare essere un fenomeno che non fa distinzione tra titoli di studio posseduti e che coinvolge soprattutto il ceto sociale economicamente medio-alto. sulla dipendenza psico-fisiologica degli adolescenti e dei giovani dalle pratiche magico-sataniche, in collaborazione con
La magistratura barese ha da tempo aperto un fascicolo d’indagine su episodi di satanismo verificatisi nella nostra provincia. Ad occuparsene è il sostituto procuratore Giuseppe Scelsi, lo stesso che indagò sulla scomparsa dei fratellini Ciccio e Tore di Gravina e sul caso Tarantini-D’Addario. Vittima di una setta satanica locale, una donna barese, all’epoca dei fatti studentessa. L’hanno stordita con la droga e convinta a fare da “nutrice”, ovvero da offerta votiva nei riti satanici. Con il pretesto di essere il tramite tra la terra e gl’inferi, hanno ripetutamente abusato di lei. Sulla vicenda ha per molto tempo indagato anche l’Antimafia. Un’indagine resa difficile dallo scetticismo e dalla resistenza a denunciare le violenze subite da parte delle vittime, spesso sotto il controllo psicologico dei propri carnefici.
Sempre a Bari, nel settembre scorso, l’inchiesta coordinata dal pm Francesco Bretone e condotta dagli investigatori della Digos, guidati dal dottor Stanislao Schimera, sui «maestri» della presunta psico-setta «Arkeon» è culminata nel rinvio a giudizio, deciso dal gup Marco Guida, di dieci persone. Gli indagati si facevano chiamare maestri e guidavano i loro allievi lungo un percorso di sviluppo e conoscenza che li avrebbe guariti, a loro dire «dalle sofferenze dello spirito e del corpo».
Due mesi fa è stata profanata la chiesa di San Pio da Pietrelcina a Mesagne. Una mano sacrilega ha rubato il messale. «Non so a cosa possa servire un messale! – ha affermato don Giuseppe Laghezza - Se ne possono pensare tante. Probabilmente può tornare utile per celebrare le messe nere».
Questi sono solo alcuni esempi che dimostrano come quello delle sette sataniche sia un problema che ci riguarda da vicino. Già, ma quanto vicino?
Il mondo dell’occulto ed il satanismo ha ispirato molti artisti, tra i quali anche qualche monopolitano.
“Il sottile fascino del peccato” è il titolo di un film girato di recente dal monopolitano Franco Salvia ed ambientato in Alberobello. La protagonista del film è Giada Gardini, giovane e spregiudicata scrittrice, tornata in Puglia, nel paese natale, in seguito al misterioso suicidio della madre Sara. Una volta sul posto scoprirà una fitta rete di segreti, ordita dalla perfida maga Rachele, cui molta gente in paese si affida per lucrare favori e sortilegi. Verrà coinvolta in intrighi inaspettati e segreti riti satanici, svolti all'ombra del tranquillo paesino.
Avrà come sfondo il mondo dell’occulto e gli intrighi della politica il romanzo d’esordio che la poetessa monopolitana, Chiara Sorino, pubblicherà a breve con una casa editrice nazionale. La vita di un piccolo paesino di provincia viene sconvolta dall’omicidio del sindaco ed una serie di misteriose sparizioni. Le indagini porteranno i protagonisti a scoprire un’agghiacciante verità e comprenderanno che nulla è come appare.
Tuttavia storie di rituali satanici non si affollano solo nelle opere degli artisti. Monopoli è ricca di leggende metropolitane in tema di sette sataniche. Sin da bambino ho sentito parlare di una villa nei pressi della chiesa rupestre dello Spirito Santo dove si riunirebbero persone di alto livello sociale per inscenare messe nere, sacrifici di animali ed orge. Qualcuno in città ha raccontato di misteriose profanazioni di tombe e ritrovamenti di bamboline voodoo e carcasse di animali ad opera del custode del cimitero.
Con ogni probabilità si tratta solo di leggende metropolitane. Per esserne sicuro ho intervistato il custode del cimitero di Monopoli che mi ha confermato di non aver mai fatto ritrovamenti sospetti e non aver mai visto tombe profanate nella nostra città. Tuttavia qualche riscontro c’è. In più occasioni alcune cappelle del cimitero sono state profanate da presunti ladri. In cerca di cosa?
Decido di avventurarmi in una difficile ricerca su Internet e mi introduco in una web-community di satanisti. Qui conosco un tale Ahriman_666 (lo pseudonimo utilizzato parla da sé). Sostiene di essere uno studente diciannovenne nonché un metallaro satanista. Racconta che nel suo paese ci sono molti amici che condividono la sua passione. Gli chiedo quale sia il suo paese e lui risponde di essere monopolitano. «Che fortunata coincidenza!», penso. Il simpatico concittadino mi invita anche a visitare il suo blog, ovviamente satanico!
Tuttavia il fenomeno delle sette sataniche non è circoscritto al mondo giovanile. Molti giovani si approcciano a questo mondo per divertimento. E’ quando ci si addentra nel mondo degli adulti che il “gioco” diventa pesante.
G. M. ha 28 anni ed è una studentessa barese. «Io, prima di allora, non ero mai stata attratta da quella realtà» ha raccontato la ragazza. E’entrata nel giro, senza troppa convinzione. In seguito è stato tutto più difficile; una catena di violenze. La prima volta è avvenuta in un appartamento. Lei era l’unica donna. Gli altri erano uomini, qualcuno molto più grande, gente perbene, insospettabili. La studentessa era la vittima sacrificale; l’oggetto dei riti orgiastici. Veniva costretta ad assumere acidi, sostanze vietate, spesso spacciate tra il popolo della notte. Per questo non era in grado di razionalizzare, di distinguere la realtà dalla finzione. Non poteva reagire, ribellarsi contro quelli che dicevano di essere seguaci di Satana. La stessa cosa è accaduta anche altre volte; ad esempio in un locale pubblico trasformato in punto di ritrovo del gruppo, scelto per celebrare messe nere o riti satanici. Una sera è accaduto anche in riva al mare, su una spiaggia. Era autunno, il litorale era deserto. Le dune e l’oscurità nascondevano la setta. Quel giorno erano dieci uomini e una donna. E lei era stata obbligata ad assumere gli acidi. Il resto è il racconto di una scena di violenza efferata. La studentessa è stata costretta a distendersi sulla sabbia, il suo corpo doveva simboleggiare una croce. A turno gli uomini hanno abusato di lei, inneggiando a Satana, declamando versi in greco e latino. Una storia che è anche al vaglio degli inquirenti.
Nel suo racconto G. M. parla di locali pubblici adibiti a luoghi per celebrare messe sacrileghe. Quale posto sarebbe migliore di una vecchia masseria isolata nelle campagne per organizzare simili convention?
A.L. è l’ex proprietario di una masseria adibita ad agriturismo nel cuore dell’agro monopolitano. Racconta di essere stato avvicinato tempo fa da due distinti e sconosciuti individui. Gli insoliti ospiti domandarono di visionare la masseria, rimanendo colpiti soprattutto dall’ampia sala antistante le stanze da letto. Chiesero al proprietario della masseria di poter prendere in locazione la struttura per qualche giorno, offrendo un ottimo compenso. A.L. ebbe la sensazione che i due volessero utilizzare la struttura per qualcosa di non legale come una bisca clandestina e rifiutò l’offerta.
A questo punto nasce spontaneo porsi una domanda. Come mai, se il fenomeno delle sette occulte è in espansione, non vi è stata mai nessuna retata delle forze dell’ordine e nessun giornalista è mai riuscito nell’impresa di filmare un incontro segreto?
A rispondermi è S.V. (il prezioso informatore di questa inchiesta): «A causa delle misure di sicurezza. Essere scoperto come ospite indesiderato significherebbe avere molte probabilità di non uscirne vivo. Diciamo soltanto che si verificherebbe un incidente d’auto e sarebbe riportato sui giornali come uno sfortunato incidente. Attorno alla tenuta dove si svolgono gli incontri vengono disposti dei guardiani; di solito un vigilante è su un albero dove non lo si può notare, un altro è all’ingresso ed una terza è ferma dietro un albero, mentre le auto passano ed attraversano il cancello d’ingresso. Quindi, se qualcuno non è sulla lista approvata, fermeranno l’auto. Verificato che si tratta di una presenza sgradita, invieranno un segnale in codice che invita il collega nelle retrovie, sull'albero o nascosto a chiamare via radio ed avvertire dell’imprevisto. A quel punto tutti sono addestrati a raccogliere le proprie cose ed andarsene immediatamente in 5 minuti senza lasciare tracce di attività.
Tuttavia la loro vera security è il denaro e l’influenza».
Nonostante tutto resta per molti aspetti incredibile che l’argomento satanismo trovi poco riscontro nella stampa nonostante i tanti indizi disponibili.
«Gli adepti delle sette sataniche» - afferma S.V. - «spesso si vantano che la loro miglior protezione sta nel fatto che nessuno crede a ciò che sta accadendo. La gente, soprattutto nei paesi di provincia, è restia a credere nell’esistenza di sette sataniche. Potresti mostrare ai tuoi compaesani un video preso ad un rituale e diranno che è falso. Potresti mostrare loro siti con pentagrammi, ossa sepolte ed altre prove e diranno che si tratta di bravate di ragazzacci. Potresti mostrare le cicatrici delle vittime e ti diranno che sono autoinflitte. Gli indizi ci sono anche a Monopoli ma, a mio parere, la persona media non vuole sapere ed anche se invitata a riflettere su questi argomenti, guarderà altrove».
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