Attimi di nostalgia; Laruccia andò via, era stanco, aveva la sua vita, il suo lavoro, passò la mano, come si fa, come si deve fare. Poi Pasquale Bellomo, l’uomo che ci ha resi ancora più famosi (in TV) in Italia. Malgrado tutto, ha lottato fino alla fine, fino all’ultima iscrizione, non ce l’ha fatta, ma ci ha provato, anche lui ha amato Monopoli. Cadde col famoso “Braccio in piedi”, e cadde anche lui insieme al Monopoli del 1994 che, col fallimento, salutò il calcio.
Quel 1994, che per me fu così pieno di sconvolgimenti da far passare tutto in secondo piano, la fine del Monopoli destò molta preoccupazione tra i tifosi, ma forse nessuno poteva aspettarsi un “digiuno” di calcio che sarebbe durato 10 anni. La mancanza si sentì lentamente, col passare degli anni, le domeniche vuote, il Veneziani deserto, per dieci, lunghissimi anni.
Poi, all’improvviso i Ladisa. Accade che nel 2003 il paese di Locorotondo perse il suo titolo in Eccellenza. Se ne appropriò la famiglia Ladisa, proprietaria della società, e lo portò a Monopoli. Gli sportivi di Locorotondo rimasero sconcertati, pieni di rabbia e disprezzo per quel gesto.
Corsi e ricorsi storici. Eccoci ai giorni nostri. Floriana Ladisa appare in TV: “La famiglia Ladisa intende utilizzare gli investimenti destinati alla società calcistica, per accrescere le sue attività industriali. E’ una scelta aziendale”.
La scelta arriva quando nessuno può fare più niente per salvare il titolo: un mix di perfidia e cinismo programmato e preparato a tavolino. Complimenti, bravissimi.
Poche parole, fredde, infide; di chi ha considerato, valutato, ponderato ogni cosa ma non ha avuto la sensibilità, l’umanità di comprendere che la parte tradita non è un’azienda, un ente ma una città intera, con gente che soffre per i propri colori ed è stata illusa dall’ennesima menzogna.
Forse la frase che la Presidentessa avrebbe voluto dire era un'altra : “Io vi ho creato ed io vi distruggo”.
Cara Signora Floriana, Lei non l’ha detta, ma noi l’abbiamo comunque sentita.
Galantuomini si nasce.
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Commenti
Mi dispiace ma per quanto mi riguarda la colpa va divisa equamente tra amministrazione e proprietà , perchè secondo me un'imprenditore forestiero investe su una terra diversa dalla sua solo se ha un tornaconto. Cari amministratori, i Ladisa che sono baresi veraci, opportunisti e scaltri, hanno chiesto anni fa di usufruire di un campo per gli allenamenti e di una palestra, ma a quanto pare, dopo migliaia di proclami e di promesse, questi impianti non sono mai stati messi a disposizione della società . Allora questo rapporto si è sempre più inclinato, e voi non avete fatto altro che posticipare queste promesse fatte alla società , quindi vorrei dirvi che chiunque al posto vostro sarebbe stato in grado di interrompere i rapporti con la società . Ora spero solo che la città si accorga dell'incapacità che voi amministratori avete dimostrato nel gestire una situazione così delicata che però poteva poteva, anzi doveva essere risolta per il bene della collettività , e non fatta precipitare per capricci e convinzioni personali
Perchè illustrissimi amministratori, politici si nasce e non si diventa.
dissento da questo modo di disegnare la politica monopolitana, anzi da elettore di sinistra dico che:
Zaccaria sta promuovendo lo sport dilettantistico e soprattutto giovanile.
Se si vuole il calcio professionistico allora lo si chieda agli imprenditori di mettere la mano nella loro tasca!
Dissento da quanto detto da D'alessandro: la politica ha il dovere di programmare e investire e per decenni molti suoi amici ed anche miei si sono guardati bene da disegnare una monopoli nuova con infrastrutture moderne che abiutuino i cittadini fin dalla giovane età a misurarsi anche sportivamente.
Lo sport non è il calcio ma tante associazioni e società che ogni giorno con i loro sforzi e la loro dirigenza fanno crescere giovani (fisicamente e formativamente) e li portano ad eccellere nelle varie discipline.
A monopoli però lo sport è il calcio, non quello da giocare ma da guardare e ormai da scommettere.
dissento in parte con l'articolista e con Partigiano: in quegli anni gli sforzi di tali imprenditori (non monopolitani) non era solo passione ma anche induzione della politica nostrana che chiedeva ed otteneva.
Se votassimo con coerenza invece di pensare al favore personale.......
... fermo restando che effettivamente la politica col calcio non c'entra niente; l'unica mancanza, appunto, è la mancanza di sensibilizzazione verso gli imprenditori locali.
Avevamo ed abbiamo degli amministratori miopi o....che ci vedono bene per i fatti loro.
Ad esempio Monopoli è diventata la città dell'effimero. Tantissime manifestazioni-spot promosse soprattutto da Alba Munno e Zaccaria che costano un sacco di soldi e che non lasciano nulla di concreto alla città : solo un po' di consumazioni in più ai bar e movimento turistico non di lunga permanenza. Realizzazioni concrete e durature poche,ma tantissimi rivoli (vi ricordate il sostegno di 8000€ per una sconosciuta marcia della pace) che disperdono denaro.
Questa è la città dove tutto muore; tranne gli interessi di pochi e degli amici degli amici.
Lo sport in una città del genere non può che essere visto al servizio di qualcuno e non servito da qualcuno!
Faranno parte per sempre della nostra vera storia calcistica..Vito Laruccia e Pasquale Bellomo, il dopo minestra solo riscaldata (tanto per restar in argomento).
SIGNORI SI NASCE