Lunedì 21 Maggio 2012
   
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AC MONOPOLI: AMAREZZA ED AMARCORD

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Ieri ero a pranzo in un suggestivo ristorante di Polignano a Mare ed era seduto, al tavolo accanto, tal Vito Laruccia, un uomo vero, un Presidente vero.
Volevo avvicinarmi per dirgli semplicemente: “Don Vito, anche per fare i Presidenti bisogna essere galantuomini”.
Non l‘ho fatto, ho preferito lasciarlo ai suoi giochi con la bionda nipotina. Che coincidenza! Proprio il giorno dell’ennesimo funerale del Monopoli Calcio. Mi sono tornati in un turbine di ricordi le immagini del grande Monopoli, quello vero, quello genuino, improvvisi flash: Angelo Mammì, il gol di Balestrieri con il Martina, lo spareggio di Brindisi, la promozione in C1, Don Giacomo, Ciro Muro, Inter-Monopoli, Roma-Monopoli al Flaminio (pensate ero in Curva Sud all’esordio di Voeller), la storica memorabile salvezza di Campobasso e Catanzaro.

Attimi di nostalgia; Laruccia andò via, era stanco, aveva la sua vita, il suo lavoro, passò la mano, come si fa, come si deve fare. Poi Pasquale Bellomo, l’uomo che ci ha resi ancora più famosi (in TV)  in Italia. Malgrado tutto, ha lottato fino alla fine, fino all’ultima iscrizione, non ce l’ha fatta, ma ci ha provato, anche lui ha amato Monopoli. Cadde col famoso “Braccio in piedi”, e cadde anche lui insieme al Monopoli del 1994 che, col fallimento, salutò il calcio.

Quel 1994, che per me fu così pieno di sconvolgimenti da far passare tutto in secondo piano, la fine del Monopoli destò molta preoccupazione tra i tifosi, ma forse nessuno poteva aspettarsi un “digiuno” di calcio che sarebbe durato 10 anni. La mancanza si sentì lentamente, col passare degli anni, le domeniche vuote, il Veneziani deserto, per dieci, lunghissimi anni.

Poi, all’improvviso i Ladisa. Accade che nel 2003 il paese di Locorotondo perse il suo titolo in Eccellenza. Se ne appropriò la famiglia Ladisa, proprietaria della società, e lo portò a Monopoli. Gli sportivi di Locorotondo rimasero sconcertati, pieni di rabbia e disprezzo per quel gesto.

Corsi e ricorsi storici. Eccoci ai giorni nostri. Floriana Ladisa  appare in TV: “La famiglia Ladisa intende utilizzare gli investimenti destinati alla società calcistica, per accrescere le sue attività industriali. E’ una scelta aziendale”.

La scelta arriva quando nessuno può fare più niente per salvare il titolo: un mix di perfidia e cinismo programmato e preparato a tavolino. Complimenti, bravissimi.

Poche parole, fredde, infide; di chi ha considerato, valutato, ponderato ogni cosa ma non ha avuto la sensibilità, l’umanità di comprendere che la parte tradita non è un’azienda, un ente ma una città intera, con gente che soffre per i propri colori ed è stata illusa dall’ennesima menzogna.

Forse la frase che la Presidentessa avrebbe voluto dire era un'altra : “Io vi ho creato ed io vi distruggo”.

Cara Signora Floriana, Lei non l’ha detta, ma noi l’abbiamo comunque sentita.

Galantuomini si nasce.

Commenti 

 
#9 :::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::: 2010-07-07 19:42
Sette anni sprecati

Mi dispiace ma per quanto mi riguarda la colpa va divisa equamente tra amministrazione e proprietà, perchè secondo me un'imprenditore forestiero investe su una terra diversa dalla sua solo se ha un tornaconto. Cari amministratori, i Ladisa che sono baresi veraci, opportunisti e scaltri, hanno chiesto anni fa di usufruire di un campo per gli allenamenti e di una palestra, ma a quanto pare, dopo migliaia di proclami e di promesse, questi impianti non sono mai stati messi a disposizione della società. Allora questo rapporto si è sempre più inclinato, e voi non avete fatto altro che posticipare queste promesse fatte alla società, quindi vorrei dirvi che chiunque al posto vostro sarebbe stato in grado di interrompere i rapporti con la società. Ora spero solo che la città si accorga dell'incapacità che voi amministratori avete dimostrato nel gestire una situazione così delicata che però poteva poteva, anzi doveva essere risolta per il bene della collettività, e non fatta precipitare per capricci e convinzioni personali
Perchè illustrissimi amministratori, politici si nasce e non si diventa.
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#8 che città! 2010-07-05 23:26
Dissento!
dissento da questo modo di disegnare la politica monopolitana, anzi da elettore di sinistra dico che:
Zaccaria sta promuovendo lo sport dilettantistico e soprattutto giovanile.
Se si vuole il calcio professionistico allora lo si chieda agli imprenditori di mettere la mano nella loro tasca!
Dissento da quanto detto da D'alessandro: la politica ha il dovere di programmare e investire e per decenni molti suoi amici ed anche miei si sono guardati bene da disegnare una monopoli nuova con infrastrutture moderne che abiutuino i cittadini fin dalla giovane età a misurarsi anche sportivamente.
Lo sport non è il calcio ma tante associazioni e società che ogni giorno con i loro sforzi e la loro dirigenza fanno crescere giovani (fisicamente e formativamente) e li portano ad eccellere nelle varie discipline.
A monopoli però lo sport è il calcio, non quello da giocare ma da guardare e ormai da scommettere.
dissento in parte con l'articolista e con Partigiano: in quegli anni gli sforzi di tali imprenditori (non monopolitani) non era solo passione ma anche induzione della politica nostrana che chiedeva ed otteneva.
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#7 Andrea Rizzi 2010-07-05 15:36
Se la colpa è dei politici... ancor di più è nostra che li abbiamo votati!
Se votassimo con coerenza invece di pensare al favore personale.......
... fermo restando che effettivamente la politica col calcio non c'entra niente; l'unica mancanza, appunto, è la mancanza di sensibilizzazione verso gli imprenditori locali.
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#6 Francesco P. 2010-07-05 14:53
Mimmo Ha ragione, però la nostra politica ha le sue colpe.
Avevamo ed abbiamo degli amministratori miopi o....che ci vedono bene per i fatti loro.
Ad esempio Monopoli è diventata la città dell'effimero. Tantissime manifestazioni-spot promosse soprattutto da Alba Munno e Zaccaria che costano un sacco di soldi e che non lasciano nulla di concreto alla città : solo un po' di consumazioni in più ai bar e movimento turistico non di lunga permanenza. Realizzazioni concrete e durature poche,ma tantissimi rivoli (vi ricordate il sostegno di 8000€ per una sconosciuta marcia della pace) che disperdono denaro.
Questa è la città dove tutto muore; tranne gli interessi di pochi e degli amici degli amici.
Lo sport in una città del genere non può che essere visto al servizio di qualcuno e non servito da qualcuno!
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#5 io cero 2010-07-05 13:36
caro mimmo sei proprio sicuro che la politica non c'entri? allora cosa mi dici a proposito di mancanza di strutture in citta'. questa è la citta' dove per costruire un palazzetto dello sport passano 30 anni e non bastano per terminarlo,in questa citta' bisogna arrivare all'ultimo secondo per poter adeguare lo stadio e il risultato conseguenziale è sotto gli occhi di tutti,in questa citta' manca un parco dove possano giocare i nostri bambini (qui si pensa solo a costruire vedi ex sicie) questa è la citta' dove non si fa e poi io ho parlato di opera conservatrice e di come le cose che abbiamo avuto nel passato ce le siamo fatte scappare sotto il naso non ho detto che la politica doveva essere il presidente della squadra di calcio ma la mancanza di programmi seri per le strutture nella nostra città ....e non mi fare aggiungere altro perchè potrei continuare all'infinito e non voglio rovinare la mia giornata pensando a questo....ciao Mimmo penso possa bastare come risposta
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#4 Mimmo DAlessandro 2010-07-04 13:42
Ma che c'entra la politica!La politica può aiutare, ma a fare lo sport servono gli imprenditori e sono loro che "fanno e disfanno" come sembra abbia detto la signora Floriana Ladisa. Purtroppo viviamo in una città in cui gli imprenditori non investono nulla nello sport. Forse è questo l'errore della politica, che dovrebbe sollecitare gli imprenditori ad investire nello sport. Gli imprenditori che ottengono dalla città lavoro per le loro attività devono avere il buon senso di prevedere nei loro budget un investimento pubblicitario nello sport. Per fare questo occorre un impegno serio della politica. Di aziende che non investono nello sport ce ne sono diverse. Gli Oleifici Italiani - la Chemical - la Meridional Meccanica - se continuo rischio di dimenticarne qualcuna. Ma non mi sembra che qualcuna di queste abbia mai dato un euro allo sport locale.
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#3 io cero 2010-07-04 02:10
In questa città grazie alla politica non siamo in grado di conservare nulla di quello che abbiamo e partendo dal passato con le varie perdite avvenute nel corso degli anni non dobbiamo meravigliarci se per la 3 volta è venuto a mancare il calcio a Monopoli e con esso il basket sarebbe bastato avere una politica ed una amministrazione più attenta e consevatrice che appunto nel corso degli anni è stata capace di farsi scippare Savelletri ed Egnazia passate alla provincia di br aver saputo perdere una grande azienda come la Ceramica delle Puglie c'era una piccola Raffineria ,c'era la Cementeria (pero' ci è rimasto l'eco mostro a guardia del porto)c'era la sede Vescovile che ora è a Conversano ecc.ecc. popolo Monopolitano sveglia la politica a Monopoli non è capace di nulla ricordatevi che questa città grazie ai nostri avi si è riscattata coi soldi propri pur di non dipendere da nessuno, cerchiamo di non distruggere più nulla di quello che ci hanno lasciato...che peccato in fondo sarebbe bastato aver saputo custodire le cose che già c'erano... che rabbia mi fa...Spero che almeno il calcio possa veramente tornare anche perchè era un importante veicolo che portava in giro il nome della nostra città. Forse tante mogli saranno contente di questa notizia visto che la Domenica era sempre una guerra con loro, soprattuto quando si andava in trasferta e al nostro ritorno le trovavamo col broncio....che bello in fondo poi c'era la scusa per fare pace....Gabbiano torna a volare nel nostro stadio e riportaci in alto più che puoi. FORZA MONOPOLI FORZA BIANCOVERDI vi aspettiamo ancora. Ladisa peggio di così non potevate comportarvi chissà se il futuro avrà in serbo per voi sorprese come quella che avete fatto a noi
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#2 M67 2010-07-03 20:59
Complimenti è un'articolo bellissimo, un mix di ricordi e di profonde verità.
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#1 Partigiano 2010-07-03 17:37
Ho vissuto quei momenti, se ti avvicinavi a Vito Laruccia con sorriso pacato si sarebbe emozionato, lui si' che è un signore come pochi.
Faranno parte per sempre della nostra vera storia calcistica..Vito Laruccia e Pasquale Bellomo, il dopo minestra solo riscaldata (tanto per restar in argomento).
SIGNORI SI NASCE
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