
Gentile Redazione,
forse è una mia fantasticheria, l’esistenza di uno storico incrocio sulla via (del) Procaccia nei pressi di “Copacabana”, basata su particolari osservazioni del territorio e consultando stradari cartacei vecchi e nuovi ed elettronici tipo Google Maps. Azzardo a raccontarvela dopo aver appreso che “doveva esistere un secondo ramo più interno, che da Netium, dopo aver toccato Turi, Torre di Castiglione e Conversano, convergeva alla località costiera di S. Stefano, presso Monopoli, e di qui ad Egnatia, la strada ridiventava praticamente unica” (considerazioni degli autori Herrmann e Semeraro, Viaggiatori in Puglia dalle origini alla fine dell'Ottocento, Fasano, Schena 1991, p. 108).
Trattasi, come avete ben capito, della nostra tanto bistrattata via Traiana, visibile come tale nel tratto emergente sulla via Lepanto, rione peep Piccinato. Circa un mese fa il Presidente della Regione Puglia e il nostro Sindaco hanno sottoscritto un accordo per la realizzazione dei Pirp (Programmi integrati di riqualificazione delle periferie) da attuare nel predetto rione per l’importo di tre milioni di euro. Grazie a questi fondi il Comune potrà avviare una serie di interventi: opere residenziali, alloggi comunali di edilizia sovvenzionata per particolari categorie sociali, lavori di riqualificazione delle palazzine Iacp, urbanizzazioni connesse tipo un asilo nido comunale, spazi e percorsi pedonali, ciclabili e verdi, un ponte ciclo-pedonale sulla lama Don Angelo, un’area di parcheggio, e altre imprecisate attività compresa (speriamo!) la valorizzazione dell’antica strada romana.
Si sa che la via Traiana fu costruita con una larghezza di quattro metri di carreggiata e completamente lastricata con basole e cippi miliari di pietra basaltica intorno all’anno 109 d.C. dall'imperatore Traiano come variante della via Appia e collegava Benevento a Brindisi attraverso Troia, Canosa, Ruvo e Bitonto. Da qui proseguiva con due diversi tracciati: la via Traiana vera e propria lungo la costa che toccava Bari, Polignano (la città di Monopoli non esisteva ancora) ed Egnazia; la via Minucia, interna esistente, che passava per Modugno, Capurso, Rutigliano e Conversano, per poi riunirsi alla costiera nei “pressi” di Egnazia. Lungo il tracciato s'incontravano stazioni di posta che servivano per il cambio dei cavalli, ristoro e alloggio dei viaggiatori. Il tratto emergente oggi a Monopoli presenta soltanto solchi in roccia sui quali non sono stati trovati basole calcaree né cippi miliari e ciò mi fa pensare che forse non si tratti della via Traiana, bensì della più antica e larga via Minucia, altrimenti detta, mulattiera di Strabone, realizzata dai consoli Minucio Rufo e Lepido 330anni prima, precisamente nell’anno
Da Internet apprendo che anche per i due massimi esperti professori dell’Università di Bari, Raffaella Cassano e Giorgio Otranto, il tratto vero della via Traiana è quello che si riversava sul litorale e che a sud della nostra (futura) città dove, probabilmente, si congiungevano le due strade per continuare secondo un unico percorso fino a Brindisi. Dunque, quell’antichissimo tratto emergente della lunghezza di 300metri, che costeggia la strada per il Capitolo asfaltata negli anni cinquanta sul percorso di quella romana, diventa storicamente rilevante proprio perché in quel punto la carreggiata si presenta con una larghezza più che quadruplicata e i solchi in roccia evidenziano non uno ma due sensi di marcia. Ora, scoprire la verità e valorizzare quell’inestimabile patrimonio storico-archeologico dipende solo dal Comune, attraverso la realizzazione del Pirp, con l’auspicio che si possano proseguire quegli scavi ancora per un po’ verso sud (via Procaccia)… alla ricerca dell’incrocio perduto. Nella speranza che sia sciolto definitivamente il dubbio se l’antichissimo procaccia, o postino che dir si voglia, che a dorso del suo mulo doveva consegnare al più presto la sua posta, deve aver fatto molti sforzi di orientamento prima di capire come e dove trovare il crocevia giusto e proseguire speditamente la sua corsa. Allora, mica c’era il navigatore satellitare!
Cordiali saluti,
Franco Muolo
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Commenti
In ogni caso le vie principali romane di veloce comunicazione particolarmente militare avevano una serie di diverticoli che mettevano in comunicazione le città interne e i nuclei abitativi isolati. Probabilmente in questo caso la viabilità è tutta da verificare.
I segni lasciati dai carri deve essere misurata per stabilire la grandezza del carro ed i periodo.
Tratteremo della via Traiana da Benevento a Brindisi nel nostro sito www.stradari.eu per la presentazione di un progetto generale (Via Traiana) e complesso (diverticoli, insediamenti archeologici, luoghi di culto ecc.)
Un cordiale saluto
Ernesto Paleani
Avevo anche io dei dubbi sulla reale appartenenza dei resti a sud di Monopoli.Non mi sembravano e non mi sembrano i resti di una via consolare come ne ho visti parecchi nei miei viaggi.
Prego il Sig. Muolo di diffondere questa stessa lettera "alla ricerca dell'incrocio perduto" anche ai settimanali locali: a che si possa riaprire un franco dibattito di opinioni.Questo, non perchè Monopolitube sia di nicchia; ma per raggiungere una massa di cittadini più grande.
Ciò mi sembra ancora più urgente, proprio perchè in questi giorni si riparla impropriamente di Parco della Via Traiana.
Distinti saluti.
Purtroppo la politica e la necessità di attrarre flussi turistici può portare anche a falsificare la storia. E quindi "quella" è diventata la via Traiana .Anche io penso invece che i resti a sud di Monopoli siano più propriamente la mulattiera di Strabone.
Ma chi glielo va a dire al Sindaco e alla dottoressa Carrieri che deve,in una qualche maniera, giustificare il suo ruolo?
Comunque -concludeva il collega nella lettera a Fax- di resti di strade romane se ne trovano tanti nei vari territori appartenuti all'Impero, ma non hanno le caratteristiche di quelli che vediamo a Monopoli.Daltronde la vera Via Traiana noi la possiamo vedere ad Egnatia; ed è diversissima da quella "monopolitana".
Plaudo perciò al Suo sforzo di riportare le cose a verità .
Saluti.