Domenica 05 Febbraio 2012
   
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L'UNIONE DEGLI STUDENTI NON VA IN VACANZA

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Un originale dibattito in piazza Vittorio Emanuele II.


Sono tanti i motivi per cui gli studenti hanno voglia di protestare. I primi a essere danneggiati dalla finanziaria, in discussione in Parlamento, saranno proprio loro, a seguito dei tagli alla scuola. Si taglia sul futuro delle nuove generazioni.

Poi ci sono: la legge bavaglio, il tentativo di privatizzare l’acqua, il nucleare e la destinazione d’uso dei beni confiscati alla mafia.

Protestano d’estate, in un periodo in cui la scuola è chiusa; soprattutto protestano in piazza nel più civile dei modi, improvvisando un mini convegno/dibattito. E’ quello che è accaduto a Monopoli venerdì sera, 9 luglio.

Per la verità il distratto pubblico monopolitano, le mamme impegnate a sorvegliare i propri figli e gli anziani intenti a discutere dell’AC Monopoli hanno dedicato loro poca attenzione. Non importa. Questi giovani dimostrano molta più sensibilità dei propri genitori. In loro è riposta la speranza di un futuro migliore.

Commenti 

 
#27 arturo 2010-07-20 17:06
ihihihih... che banda di scocchiati 'sti commentatori (me compreso)... e dove andiamo co' tutti 'sti "illuminati"?! mmiii c' situazion'... stamm' male combinati!!! buone vacanze, va... e riposatevi, anzi riposiamoci, che a settembre (e speriamo anche prima) ne avremo di carne al fuoco su cui fare commenti, speriamo meno faziosi e sterili!!!
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#26 Ernesto Lacirignola 2010-07-19 17:18
Scusate, avete ragione...ma che stiamo facendo? Stiamo pensando con la nostra testa!?! Stiamo protestando contro qualcosa che ci distruggerà il futuro?! Forse è meglio comportarsi come i "veri studenti" ... ah se solo mi fossi preso un debito quest'anno...
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#25 maria nardelli 2010-07-19 05:57
ma perchè dico io ve la prendete con questi ragazzi che almeno azionano il cervello prendendo coscienza dei gravi problemi che questa società sta creando loro. Qui è in gioco il loro futuro e voi vi permettete di criticarli!!!!! Ma li volete tutti scemi sti figli nostri?
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#24 Alfio 2010-07-19 03:55
Questa lettera si commenta da sola come la manfrina sull'anonimato. Troppo puerile per aggiungerci anche due sole sillabe.
Sui "comizi". lo sa anche la prof, credo che sia inutile chiedere che qualcuno possa farsi avanti: rimarranno, com'è giusto che sia, chiacchiere tra ex liceali. Del resto... figurarsi chi se ne... importa.
Per quel che mi riguarda ho personalmente assistito a tante di quelle bassezze e strumentalizzazioni politiche da parte di colleghi della Leoci (nei confronti di ragazzini neanche maggiorenni) che quando me ne verrà chiesto conto saranno puntualmente rievocate. Fino ad allora rimarranno solo un ricordo dell'inequivocabile indegnità di chi quei comportamenti ha tenuto, da educatore, sul luogo di lavoro.
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#23 Nat 2010-07-19 02:08
Sempre per Lella Leoci. Mi pare chiaro (o no?) che il "parrucconi saccenti e falliti" era riferito a coloro che tramite MonopoliTube volevano deridere chi ha - eroicamente - manifestato in piazza.
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#22 Nat 2010-07-19 02:05
Per Lella Leoci. Non ti dirò mai che dietro il nomignolo Nat ci sono io. Cari saluti. Natale Rizzo.
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#21 lella leoci 2 2010-07-17 22:47
Se poi in quelle occasioni ho fatto delle mie classi dei Comitati elettorali, be' questa é un'accusa assai grave. Ma vorrei mi fosse fatta da qualche mio ex alunno: naturalmente nome e cognome, non accetto Nat, Alfio o Ernestini vari. Vorrei che qualche mio ex alunno mi dicesse che in classe non ho fatto lezione ma comizi, che ho valutato i ragazzi in base alla loro fede politica, che si é sentito discriminato perché di destra.
Dirò di più: poichè non ho mai pensato di avere il vangelo in tasca e ho quotidiane crisi di ignoranza, posso anche aver sbagliato: ma devono essere i miei ex alunni a dirlo, con moltissimi dei quali ho conservato rapporti di stima e di amicizia, indipendentemente dalle scelte politiche. A loro potrò anche chiedere scusa, ma non accetto prediche, nè tanto meno insulti da sconosciuti.
Andando all'incontro da cui é nata la querelle: venti ragazzi (ce n'era qualcuno in più), o dieci o cinque non hanno il sacrosanto diritto di incontrarsi, discutere, protestare? Stavano disturbando la quiete pubblica?
Era un incontro inter nos o inter loro? E allora? Bisogna necessariamente essere masse o folle oceaniche per protestare? Non é questa una strana idea di democrazia?
Per finire, una rassicurazione a chi (sempre con pseudonimo) mi ha definito fallita: lei,gentile anonimo, mi ha fatto davvero sorridere e dovrei anche ringraziarla, per questa ventata di allegria. Io davvero non so se nella mia vita ho realizzato qualcosa, forse Lei é proprio sicuro di aver fatto grandi cose... Io no. Però so che ho un sacco di amici (molti di destra), non sono più tanto giovane, ma continuo ad avere nella mia testa un sacco di progetti per il futuro. Lei é davvero una persona simpatica: ha avuto la facoltà di farmene fare altri, di farmi sognare e sorridere come una ragazzina. La devo ringraziare?
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#20 lella leoci 1 2010-07-17 22:45
Interloquire con chi nonostante dichiari di avere una certa età (e saggezza, par di capire), non ha ancora l'età e il coraggio civile di firmarsi non é proprio il massimo, ma se questo ci passa il convento... Per cui ringrazio innanzitutto i sigg. Ignazio Amodio e Antonio Alba che hanno voluto esprimere le loro idee, che legittimamente non coincidono con le mie, firmandosi,come si fa fra persone civili. Grazie davvero.
Gentile sig. Amodio, Lei fa di me l'emblema della docente di sinistra che strumentalizza i ragazzi. Io, per la verità, mi sono sempre chiesta perché se un docente é di sinistra, é a priori pericoloso e fa politica in classe; se di destra trattasi, sempre a priori, di docente professionalmente corretto. Vorrà essere così gentile da spiegarmelo?
Nella mia esperienza professionale mi sono trovata benissimo con colleghi di destra eo di sinistra: la stima fra di noi non é mai stata misurata in base alle scelte politiche. Poi ,ovviamente, ci sono docenti di sinistra(e di destra, o no?) non proprio raccomandabili: ma, mi creda, qui l'ideologia non c'entra, dipende dalla statura morale delle persone, e la responsabilità é sempre personale. Come per tutte le categorie. Lei mi accusa di essere stata in lista per ben due volte in partiti di sinistra: confesso, é vero. Ma é una colpa così grave? Cosa dovrei fare per mondarmi? Atto di pubblico pentimento?

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#19 Nat 2010-07-14 18:59
Benissimo Tatu. Questi parrucconi saccenti e falliti vi stanno lasciando in eredità solo debiti (non scolastici: peggio!). Però non la smettono di pontificare. Spernacchiateli. Te lo dice uno che è nato nel 1953 e che, come molti suoi coetanei, non ha poi combinato granchè. O, almeno, non quello che avrebbe potuto.
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#18 Tatu 2010-07-14 13:15
Ma io mi chiedo: voi che state criticando in maniera così spietata l'operato di noi giovani, avete assistito all'incontro o sono solo pregiudizi? Personalmente, poi, ritengo sia davvero ingiusto che voi riteniate che siamo degli studenti poco seri. Avere medie scolastiche superiori all'8, che talvolta arrivano anche al 9, è il risultato di un impegno continuo, di ore e ore di studio pomeidiano, durante le quali, magari, i vostri studenti seri, quelli che non sono a protestare inutilmente, ma a recuperare i debiti, se la spassavano su internet o in giro per la città trascurando i loro doveri. Forse allora dovremmo ragionare sulla nuova concezione dello studente da parte della società: uno studente-automa, ovvero uno studente incapace di pensare con la propria testa, incapace di inseguire le proprie idee e i propri sogni, e che soprattutto non dia fastidio agli adulti. Ma forse mi sto sbagliando, d'altronde non sono uno studente serio che studia d'estate per recuperare un debito, ho solo preso una media scolastica dell'8,11 e nonostante la scuola sia finita ogni tanto mi cimento in qualche versione di greco e latino... Aaah gioventù bruciata, mi fossi preso almeno un debito!! :P
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#17 Alfio 2010-07-13 22:41
Arturo anche tu crescerai e avrai modo di capire di cosa alcuni commentatori, incluso me, stanno parlando.
Non va bene tutto purchessia... questa impostazione vetero sessantottina ha fatto gli anni suoi coi risultati di cui tutti siamo testimoni.
Le esperienze vanno fatte e vanno fatte consapevolmente non per gioco, non spinti da cattivi maestri, non tra una sbaciucchiata e l'altra. Questo modo naif d'intendere l'impegno civile non porta da nessuna parte e degrada lo stesso impegno. E soprattutto non dovrebbe essere consigliato alle giovani generazioni che devono ponderare, nei limiti del possibile, le loro scelte e i loro comportamenti. Sveglia!
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#16 Gianni 2010-07-13 17:33
Gli studenti hanno diritto a manifestare! Lasciateli in pace ... non fanno nulla di male! Che democrazia è la vostra?
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#15 arturo 2010-07-13 17:30
Incontrarsi, dibattere, manifestare, pomiciare sono tutti momenti di crescita individuale, durante i quali si possono anche fare degli errori, ma che alla fin fine non possono fare che bene.
In quei momenti, il ruolo degli adulti può essere più o meno positivo (personalmente, gradirei che gli adulti spronassero i più giovani a passare dalla protesta alla proposta, avendo ben chiari problemi e obiettivi), ma in definitiva è secondario: quello che più conta è la passione civile e la partecipazione non passiva, comunque si manifestino.
Ad alcuni commentatori, avendone constatato toni e argomentazioni, non posso fare a meno di dire di piantarla di farsela sotto per ogni voce fuori dal coro e di aggredire chi sostiene idee stravaganti o manifesta il proprio pensiero in maniera inusuale; e soprattutto li inviterei a rilassarsi, magari meditando sul noto aforisma (attribuito, forse erroneamente, a Voltaire, ma comunque condivisibile): "non sono d'accordo con te, ma darei la vita per consentirti di esprimere le tue idee".
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#14 bontà vostra 2010-07-13 15:37
Stella hai inanellato una serie di luoghi comuni e poco più.
Con l'età comincerai a comprendere, per ora cerca di non farti usare. Buona fortuna.
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#13 gimmi 2010-07-13 02:38
A Stella: i problemi degli studenti sono i problemi della maggior parte delle famiglie italiane, che devono lottare per arrivare alla fine del mese e che non vedono prospettive per i loro figli.
E tuttavia c'è chi strumentalizza questi problemi. Per esempio: la professoressa Lella Leoci. Sono decenni che è sempre "dalla parte dei giovani". E che cosa ha cambiato? Nulla. Solo e sempre demagogia sterile contro tutto e tutti. Sicuramente è una buona insegnante, ma politicamente una inconcludente maestrina.
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#12 ERNESTINO 2010-07-13 00:29
la leoci sempre presente
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#11 Stella. 2010-07-12 23:05
PARTE DUE.

Questo lo facciamo noi. O magari ci proviamo. E con noi quei ragazzi che si abbracciavano e si baciavano. Quelli che ridevano. Perchè magari non avranno avuto la piena consapevolezza del problema. Ma presto ce l'avranno. Perchè ognuno può coltivare la propria, personale e autonoma consapevolezza.

Stanno ammazzando il nostro futuro. Suona tanto come uno slogan. Vuoto e privo di fatti. Ma è vero. Ad ucciderlo sono le vostre stesse parole. Il disprezzo e la patina di pena sui vostri occhi quando vi guardate. Ad affossarci sono gli stessi che ci dicono "Noi abbiamo fatto il sessantotto". Gli stessi che furono costretti a sentirsi gettare addosso frasi come "Io ho fatto la resistenza".

Bene. Noi faremo il 2010. Senza rancore.
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#10 Stella. 2010-07-12 23:05
PARTE UNO.

Il vero studente studia. Il vero studente si applica. Il vero studente, secondo alcuni, fa il suo mestiere nel momento in cui "Non pensa". Di certo sarà anche uno studente (se ci riferiamo all'eccezione comunemente diffusa di questi tempi del termine!) ma non è un cittadino. Quello che si è soliti dimenticare è che quella degli studenti non è una classe. Non una massa informe. Ma gli studenti sono una categoria trasversale. Ragazzi di destra. Ragazzi di sinistra. Figli di operai. Figli di dottori. Quello che però gli accomuna è l'essere cittadini. E il dovere di un cittadino socialmente utile è quello di pensare.

Ci si è domandati in questi ultimi mesi (e purtroppo solo in questi ultimi mesi!), in editoriali più o meno tendenziosi, dove siano i giovani. Io dico sicuramente non chiusi nelle loro stanze ad affannarsi sui libri. Quei "giovani" sono vecchi dentro. Il loro solo interesse è quello di prendere un buon voto al diploma, oppure di laurearsi al più presto. La loro speranza è quella di sfuggire alla malattia italiana del nostro secolo: Il precariato. Probabilmente ci riusciranno e troveranno un gran lavoro. Ma dov'è il desiderio di rendersi utili nel sociale? Quelli che voi chiamate veri studenti, responsabili e degni di attenzione, sono quelli che non cambieranno il sistema, che non ambiranno mai ad una società che li rispetti, li rappresenti, li faccia sentire partecipi.
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#9 Alfio 2010-07-12 21:33
Bene l'impegno giovanile ma la presenza della prof.ssa Leoci mi ricorda la parzialità e l'indottrinamento politico con cui molti professori militanti allevavano (e allevano) con cura le nuove generazioni. Ragazzi privi della necessaria maturità per operare scelte di campo a cui men che meno si forniscono gli strumenti culturali e di sapere opportuni per schierarsi in piena consapevolezza.
Solo ora, alla mia età, percepisco appieno il tenore dei comportamenti di chi procaccia elettorato nelle scuole senza troppi scrupoli deontologici.
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#8 siamo seri 2010-07-12 20:36
@ alba e ugo
se gli studenti diligenti sono stati quelli come voi ora si capisce perchè andiamo a rotoli.
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