Domenica 05 Febbraio 2012
   
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GROTTE NATURALI, CALETTE E CROLLI.

Cala_Verdegiglio_5_cr
Gentile Redazione,

l’Ufficio Circondariale Marittimo, con un’ordinanza del 16 giugno, poneva in evidenza la pericolosità della spiaggia denominata Verdegiglio, a causa della divenuta instabilità di alcuni costoni rocciosi lungo un tratto di mare facilmente accessibile dalla via Ungaretti. Nello stesso provvedimento, emesso per la salvaguardia della pubblica incolumità e teso a fare recintare l’area interessata per impedirne concretamente l’accesso a bagnanti e a chiunque volesse avventurarsi sulla scogliera sia a piedi che con mezzi di trasporto, veniva indicata anche la possibilità che pezzi di roccia potessero staccarsi improvvisamente dalla loro sede naturale e rovinare sull’arenile sottostante.

Non è la prima volta che, su relazione del locale Comando dei Vigili Urbani, viene emessa l’ordinanza in questione, e che la zona sia fatta recintare per scongiurare pericoli a persone, animali e cose. L’ultima che io ricordi risale alla fine degli anni Ottanta, allorquando si verificarono altri crolli simili nella stessa zona demaniale, la quale veniva prontamente recintata con paletti di ferro e rete metallica plastificata. Purtroppo una recinzione siffatta non dura in eterno, a causa delle intemperie e del processo disgregante della salsedine, quindi andrebbe ripristinata periodicamente. Cosa che non è avvenuta, né a cala Verdegiglio, né altrove. Come a cala Porto Rosso: una delle spiagge più popolari della costiera sud urbana, ai cui margini esiste una grotta naturale dalla cui sommità, anche lì in passato, si sono staccati piccoli massi tufacei che, per fortuna, non hanno colpito gli ignari bagnanti che ancora oggi vi s’introducono, sia di giorno che di notte.
Pure un’altra annosa questione credo continui a tenere banco: la proprietà e l’uso della cala Incina, situata all’estremo nord del nostro tenimento e naturalmente incastonata proprio sul confine con il territorio di Polignano. Anche là esistono grotte naturali, localizzate sia sul versante monopolitano che su quello polignanese della cala, dalle cui pareti a sud si sono staccati una ventina d’anni fa alcuni blocchi, rovinati sulla spiaggia a poca distanza dai bagnanti. All’epoca ci fu un’accesa discussione sull’uso di quella spiaggia. C’era addirittura chi sosteneva che, siccome la cala nel suo complesso veniva (e viene tuttora) utilizzata dai monopolitani sporadicamente e dai polignanesi in massima parte, i lavori per la salvaguardia di tutti i suoi frequentatori dovessero ricadere a carico del Comune di Polignano. L’Ufficio, competente sui due ambiti demaniali marittimi, nell’emettere l’ordinanza di pericolo su entrambi i costoni rocciosi, applicò giustamente il divieto di balneazione e l’onere delle recinzioni cautelative in egual misura a carico delle due amministrazioni comunali. In ottemperanza di quell’ordinanza, fu operata la dovuta recinzione metallica sul versante monopolitano, mentre il comune di Polignano non fece assolutamente nulla per impedire l’accesso e tutelare la sicurezza delle persone. Recentemente, attirato sul posto da una gara di pesca subacquea, che non si è più tenuta a causa del maltempo, ho accertato che, anche lì (sul versante monopolitano), la recinzione installata a suo tempo era sparita, notando che proprio sotto quelle grotte pericolose sostavano alcuni bagnanti imprudenti con tavoli, sdraio e frigo portatili. Speriamo che il federalismo demaniale serva almeno a stabilire un più attento e costante controllo delle concessioni balneari e che, prima di tutto, miri alla sicurezza di cittadini e vacanzieri che usufruiscono delle spiagge libere. Tempi e costumi cambiano così velocemente che oggi neanche al pericolo si dà più l’importanza che si dava una volta. Buon Ferragosto a tutti!

Franco Muolo

Commenti 

 
#4 guardiano del faro 2010-08-26 18:45
***moderato*** sono 40 anni che la grotta della caletta perde pezzi, nessuno a mai fatto niente, ora con un escavatore che batte per la costruzione di una palazzina su la grotta cosa si aspettavano? piu tosto perche qualcuno non scava su questa vicenda, come è successo che una concessione ex italcementi sia prima diventata propieta privata, poi edificata e ora abbattuta e riedificata? sapete a che distanza e la battigia? neanche 10 metri, spiegatemi come è successo che per la capitaneria la zona è pericolante e pericolosa anche per la balneazione mentre un illustre ingegnere monopolitano (vito andrea fiume)a firmato delle perizie e un progetto per una pseudo sostituzione di volumi, bisogna dare atto pero' che questa volta l'attuale amministrazione non centra la concessione è stata rilasciata dalla vecchia amministrazione.
avete mai visto di domenica quanta gente si riversA SU QUELLA SPIAGGIA E TRATTO DI SCOGLIERA? NON SAREBBE IL MOMENTO DI FARE QUALCOSA PER METTERLA DEFINITIVAMENTE IN SICUREZZA? vogliamo aspettare che qualcuno rimanga ammmazzato?
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#3 onofrio 2010-08-16 17:07
Cosa vuole che gliene importi!Alba Munno e compagnia pensano ai loro affari.
L'importante è che vengano salvaguardati Sabbiadoro, Torre Cintola etc. etc.
Del Piano coste chi se ne -----|
Avete capito.
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#2 radioattivo 2010-08-14 17:05
si dal 1° settembre fno al 31 maggio
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#1 Marcu 2010-08-14 12:52
E' vero che verrà dato in concessione anche Porto Verde ?
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