Domenica 05 Febbraio 2012
   
Text Size

INCENTIVI REGIONALI ALLE INDUSTRIE

mermec
BARI - Contributi per 164 milioni di euro che dovrebbero sviluppare 727 posti di lavoro. Il programma anticrisi lanciato nel 2008 dalla Regione parla soprattutto barese: tra Pia (Programmi integrati di agevolazione) e contratti di programma, a fare la parte del leone sono le aziende della provincia. Che, tra domande approvate o in corso di istruttoria, hanno assorbito il 53% dei contributi totali.

E la geografia delle iniziative ammesse a finanziamento ricalca sostanzialmente quella delle aree industriali: in testa c’è ovviamente Bari, ma nell’elenco spiccano anche gli agglomerati di Corato (per il settore agroalimentare), Molfetta (informatica, telecomunicazioni) e Monopoli (alte tecnologie). Il meccanismo di incentivazione (si veda la scheda a lato) suddivide le imprese per dimensione. E tra le grandi (che accedono al contratto di programma) ci sono 30 tra le più importanti realtà della zona industriale di Bari e della provincia. A partire dalla Mermec di Monopoli (che appare in lista due volte con due distinte iniziative), per continuare con Magneti Marelli, Getrag, Wind, Nuovo Pignone, Osram, Birra Peroni.

Sul fronte delle grandi imprese locali, da segnalare le iniziative proposte dalla Divella (nuovi impianti di produzione) e della Vetrerie Meridionali di Castellana (ampliamento di un’impianto esistente, già finanziato con il Por 2000-2006). Molto ambiziosi anche i due progetti targati Mermec. Il primo, in consorzio con la Mel System di Modugno, è già arrivato alla firma del contratto di programma: riguarda la realizzazione di un sistema chiamato «Segnalamento 2012» per la sicurezza dei treni ad alta velocità. L’altro progetto del colosso di Monopoli è un consorzio con alcune piccole imprese che avrà sede nella zona industriale di Bari: un progetto di ricerca che si chiama Shira e che punta a utilizzare alcuni satelliti per il monitoraggio ambientale e il controllo delle aree urbane. La Gc Impianti, che potrebbe essere destinataria di circa 11 milioni di contributi e che risulta aver sede a Bari, è una società del gruppo Ciccolella: propone di realizzare due nuovi stabilimenti per la lavorazione dei fiori tra Candela e Molfetta.

Nel settore delle medie imprese le domande sono invece 24. Il contributo più alto è stato richiesto dalla Mazzitelli di Bari per il progetto «Città delle Onde», un centro di produzione multimediale che dovrebbe sorgere nell’area ex Alco Palmera. La stessa Mazzitelli ha già firmato il contratto insieme alla Linkem: in questo caso si tratta di investire sulla diffusione del Wimax. Tra le iniziative che promettono il maggior numero di posti di lavoro quella della Ladisa (ristorazione industriale), che realizzerà un nuovo centro cottura alla zona industriale di Bari, e quello della Gedi di Altamura (costruzioni). Tra i programmi già firmati quello della Masmec, che punta a realizzare un nuovo stabilimento da 4.000 metri quadri in cui produrre robot industriali per l’industria tecno-medicale. Già firmato anche il contratto della Costruzioni Ecologiche di Grumo: è un’azienda che produce attrezzature per la raccolta dei rifiuti solidi urbani e che punta a realizzare nell’area Pip di Mellitto (Grumo) un secondo stabilimento da 3.000 metri quadri in cui saranno assunte 52 unità lavorative.

Il programma regionale, lanciato dall’ex vicepresidente Sandro Frisullo, è ora in capo all’assessore Loredana Capone. E, garantiscono dagli uffici, sta dimostrando la vitalità del tessuto industriale pugliese. «Quando ci siamo resi conto che nonostante la crisi la domanda c’era - dice il direttore dello Sviluppo industriale, Davide Pellegrino - abbiamo cominciato a utilizzare anche le risorse appostate sul secondo triennio della programmazione europea». In materia di incentivi industriali, l’esperienza insegna che la prudenza non è mai troppa: cosa si fa per verificare l’utilizzo dei fondi? «Ci sono due strutture di controllo interne - spiega Pellegrino - oltre alla verifica e al collaudo. Nella precedente programmazione dei fondi europei, i contratti di programma della Puglia hanno avuto una percentuale di realizzazione pari al 93%, contro il circa 15% di quelli del ministero dello Sviluppo economico. Questo grazie a una serie di piccoli accorgimenti: ad esempio, noi stipuliamo il contratto solo quando ci sono tutte le autorizzazioni, e i sal (i pagamenti periodici, n.d.r.) vengono fatti solo dopo controlli in loco. Non è un caso se i nostri contratti sono stati copiati da Campania, Sicilia e Calabria».
WWW.LAGAZZETTADELMEZZOGIORNO.IT

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI