Giovedì 09 Febbraio 2012
   
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L'EQUIPE GIAPPONESE NELLE CHIESE RUPESTRI

CHIESETTA1

Anche Monopoli nel progetto di salvaguardia.



Qualche settimana fa avevamo scritto: Gli yen giapponesi in aiuto delle nostre chiese rupestri. A qualcuno la notizia era parsa una bufala; e invece ecco le prime conferme. Abbiamo contattato gli studiosi (italiani e giapponesi) incaricati di valutare lo stato di conservazione delle chiese rupestri ed essi ci hanno confermato di essere stati nei giorni scorsi a Gravina in Puglia, per un sopralluogo alle principali chiese ipogee sparse nel territorio. L'quipe di studiosi era formata da Takaraharu Miryashita direttore del centro di ricerca sulle pitture murarie presso l'Universitdi Kanazawa, Cecilia Frosinini direttrice del settore restauro dell'Opificio delle Pietre dure di Firenze, Fabrizio Brandini membro del cento del restauro fiorentino, Alessio Monciatti docente di storia medievale nell'Universitdel Molise.

Takaraharu Miryashita ha spiegato ai componenti dell'Amministrazione comunale di Gravina, con a capo il sindaco Giovanni Divella, che l'iniziativa ha un valore particolarmente elevato ed innovativo, in quanto non esiste una conoscenza organica o di ampio raggio sulla tecnica e sulla tipologia della pittura murale dell'era bizantina medio-orientale. Percilo studio che effettuiamo a Gravina e in altre zone della Puglia costituirun punto di riferimento per acquisizioni future sul pigrande patrimonio di chiese e siti rupestri del bacino Mediterraneo. Infatti verrpreso in esame un grosso campionario di chiese e di siti rupestri, tale da consentire una rappresentazione significativa delle varie tipologie decorative, con particolare riguardo al periodo bizantino alto medievale. Uno studio che richiederà non meno di 4 anni di lavoro e che il governo giapponese ha finanziato con 300 milioni di yen (gidisponibili per l'anno accademico 2010-2011). Per la realizzazione di questo progetto, l'Opificio delle Pietre dure metterà a disposizione i propri settori tecnici e scientifici, come quello del Restauro delle Pietre Murali, i laboratori scientifici (chimico, fisico, microbiologico) e quello fotografico, mentre l'Università di Kanazawa ha costituito un centro di ricerche sulla pittura muraria italiana, unico in tutto l'Oriente, che coordinerla gestione economica e il coinvolgimento delle tecnologie giapponesi. L'ateneo giapponese parteciperà al progetto con i propri tecnici sia per l'aspetto diagnostico sia per l'analisi chimica dell'intonaco. La stessa università nipponica si occuperà della documentazione degli spazi architettonici e delle superfici delle pareti dipinte con la tecnologia dello scanner laser. Per i casi in cui si riterrà necessario, sarà anche studiato un nuovo sistema d'illuminazione. E' la conferma della mappatura e della tutela delle chiese e degli insediamenti rupestri pugliesi, come ci ha confermato la dottoressa Cecilia Frosinini. In tale progetto rientra anche il territorio monopolitano: saranno messe in risalto prima quelle più interessanti e più curiose dal punto di vista storico-artistico, dopo di che sarà effettuato un sopralluogo per valutarne gli aspetti scientifici e tecnici.

Commenti 

 
#3 CAPATOSTA 2010-09-12 21:43
Fatevi un giro nelle campagne,non avete nemmeno idea del tesoro che "C'ERA."
Stanno maciullando tutto con le ruspe per impiantare serre e tendoni da uva, e chi dovrebbe vigilare che fa?? tanto lo stipedio scorre lo stesso. w l'italia.
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#2 NUN VE REGGHE+ 2010-09-03 14:50
ditegli a domenico alba cos'è il turismo..NONSOLOSABBIADORO, OPS NONSOLOMARE..
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#1 Pasquale 2010-09-03 13:02
Dall'estero investono soldi veri per pura cultura. Noi che invece avremmo anche un ritorno economico stiamo solo a guardare.
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