Sempre più in difficoltà gli istituti scolastici religiosi nella nostra città
Strano scherzo del destino. Mentre venerdì scorso a Palazzo San Martino la scuola pubblica si riuniva per lanciare il proprio allarme in merito ai tagli praticati dalla Riforma Gelmini, una notizia diffusasi in città mette a nudo le gravi difficoltà che gli istituti scolastici religiosi incontrano a Monopoli.
L’istituto dedicato a Maria Santissima dell’Addolorata sito in via Cappuccini non è riuscito a formare (per la prima volta dopo decenni) la classe prima delle Elementari.
Si potrebbe dire che, se il pubblico piange (per i tagli), il privato non ride (per le mancate iscrizioni). Va ricordato infatti che il caso della scuola dell’Addolorata non è isolato nella nostra città. Già negli anni passati hanno chiuso i battenti scuole storiche come l’Istituto di San Giuseppe (sostituito da un poco estetico palazzone) e quello delle Ancelle del Santuariol’istituto delle Pie Operaie in via Veronese ha chiuso il ciclo della scuola primaria per i medesimi problemi di iscrizione. (altro edificio in procinto di essere venduto ad un costruttore edile della zona).
Proprio mentre la scuola pubblica lamenta il taglio di risorse economiche, il taglio dei programmi, l’ingrandirsi delle classi per docente ed il precarizzarsi dell’offerta formativa, i monopolitani sembrano andare contro tendenza, preferendo proprio la scuola pubblica a quella privata.
Eppure un tempo gli istituti religiosi era di gran moda nella nostra città. Molti adulti monopolitani possono dire di essersi formati negli istituti religiosi di Monopoli.
Di certo non lo si può imputare alla mancanza di sostegno pubblico; sulla base del piano regionale dei diritti alla studio, il Comune di Monopoli già garantisce agli istituti religiosi un contributo annuo proporzionato al numero di studenti iscritti.
Ma le iscrizioni scarseggiano. E' in atto a Monopoli un cambio di tendenza culturale?
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Commenti
Mi scusi ma lei conosce davvero la realtà delle scuole private? Come fa a dire che si riceve qualcosa in meno? La retta non è esorbitante anzi nella scuola sopra menzionata non è elevata, è pari ad una palestra. Io preferisco risparmiare una serata in pizzeria al mese e mandare i miei figli in suddetta scuola dove sia l'ambiente e soprattutto la qualità del servizio offerto sono ottimi. Con la nuona riforma della Gelmini nella statale ci sono classi di 25-28 alunni, bhe stia tranquilla che questi bimbi senza nulla tagliere alla professionalità degli insegnanti non potranno essere seguiti come lo sono i bimbi che frequentano classi di 15-18 alunni.
molte iscrizioni alle elementari private erano dettate dall'opportunità , preclusa nella pubblica, di iniziare prima dei sei anni; viceversa, da alcuni anni (almeno) da questo punto di vista private e pubbliche sono state equiparate, facendo venir meno uno dei principali punti di forza delle une rispetto alle altre
comunque le private richiedono rette crescenti che devono fare i conti con le ristrettezze economiche generali e anche con una considerazione ridimensionata della centralità della scuola nell'educazione e nel futuro dei ragazzi
inoltre, a un arricchimento costante e cospicuo dell'offerta pubblica (anche in termini di orari praticati), non è corrisposto uguale potenziamento nelle private, sia per ragioni di costi sia per incapacità gestionale
infine, la rilevanza dell'elemento religioso nell'educazione è andata decisamente diminuendo
quindi, perchè pagare senza avere nulla di più e anzi, non di rado, ricevendo qualcosa di meno?