Emergenza rifiuti per l’ATO BA5.
Ma a pensarci a Monopoli un termovalorizzatore c’è già !
La situazione dello smaltimento dei rifiuti è critica in tutta la provincia ma per i comuni delle A.T.O. BA4 e BA5 (di cui fa parte il comune di Monopoli) si può già parlare di vera e propria emergenza.
L’assessore provinciale, Giovanni Barchetti, ha affermato che nella nostra provincia (ed un po’ in tutta la Puglia) ci si è limitati a realizzare impianti di biostabilizzazione e produzione di CDR nonché di compostaggio ma non ci si è preoccupati di realizzare alcun impianto in grado di produrre energia elettrica a mezzo di incenerimento dei rifiuti, necessario per chiudere il ciclo dei rifiuti.
A tal riguardo nella nostra Provincia sono funzionanti soltanto due impianti di biostabilizzazione (a Conversano ed a Bari) , mentre è stato realizzato soltanto un impianto di produzione di CDR (a Conversano). Tuttavia mentre per quanto concerne l’impianto di biostabilizzazione di Conversano l’operatività pare non essere all’altezza delle aspettative (per dettagli si veda l’articolo “La biostabilizzazione in c.da Martucci. Una truffa?” pubblicato su www.noicattaroweb.it), l’impianto di produzione del CDR non è entrato in esercizio per problemi amministrativi e giudiziari.
A questo va aggiunta la notizia della saturazione della discarica di Conversano; ora l’unica soluzione sarà quella di portare i rifiuti fuori provincia. Dove? E’ un fatto che nella Regione Puglia le discariche sono tutte in fase di esaurimento! E soprattutto chi dovrà pagare il conto salato del trasporto di questa enorme quantità di rifiuti in giro per la regione? I Comuni non sono in grado di sostenere i costi poiché i cittadini già pagano una TARSU elevata.
E’ da anni che si parla di raccolta differenziata. Qualcosa nei comuni dell’ATO BA5 si è fatto ma è ancora una goccia nel mare. Il comune di Monopoli, ad esempio, è ancora fermo al 25% quando per legge avremmo dovuto già raggiungere il 45%. E negli altri comuni dell’ATO la situazione non è migliore. Tutto questo mentre si continuano a spendere soldi in spot volti a sensibilizzare la popolazione che non pare abbiano sortito effetti. Probabilmente occorre rivedere il sistema della raccolta dei rifiuti per costringere (visto che la moral suasion non sortisce effetti) i cittadini a comportamenti virtuosi.
Tuttavia per i comuni dell’ATO BA5 c’è una speranza. La soluzione potrebbe giungere dall’avvio dell’impianto di produzione di CDR, ma a quel punto sorgerebbe i problema dello smaltimento delle balle di CDR dato che in questa provincia non sono stati realizzati termovalorizzatori.
A ben guardare però un termovalorizzatore in zona ci sarebbe. Si tratta dell’impianto di proprietà dell’Ital Gree Energy nella zona industriale di Monopoli. Proprio quell’impianto (qualche mese fa oggetto di un’inchiesta da parte della nostra redazione) che avevamo scoperto aver ottenuto l’autorizzazione a bruciare CDR da parte della provincia di Bari (iter avviato sotto l’assessorato dell’attuale Difensore Civico, Paolo Rotondo) nella totale ignoranza della cittadinanza e del suo stesso primo cittadino, almeno sulla base di quanto Romani ebbe a dichiarare ai nostri microfoni.
Dopo qualche giorno, tuttavia, tornò la memoria ai nostri amministratori e si ricordò come i vertici dell’azienda assunsero un impegno morale (e non un vincolo giuridico, quindi) nei confronti del consiglio comunale a non bruciare CDR o a comunicare in anticipo l’intenzione di farlo.
Francesca Palmitessa, ex assessore all’Ecologia in carica nel 2006, prima di lasciare il proprio mandato, nel 2007, ritenne opportuno inviare una nota nella quale si richiedeva le revoca dell’autorizzazione. «Non mi sono mai fidata dell’impegno morale preso in consiglio comunale», ebbe a confidarci l’assessore.
L’attuale dirigenza evidentemente non la pensò alla stessa maniera.
Qualche mese fa, quando per primi sollevammo la questione dello smaltimento del CDR prodotto dall’impianto di Conversano fummo ignorati dall’amministrazione comunale e dalla quasi totalità della stampa locale.
Continuiamo a ritenere molto probabile che in una situazione di emergenza come quella attuale le balle di CDR finiscano per essere incenerite nel nostro paese, ovvero a pochi passi dalle nostre abitazioni ed in un impianto che incombe su tutta la città.
Vedremo come andrà a finire e soprattutto quale giustificazione si inventeranno questa volta i nostri amministratori.
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Commenti
ma a quale proposito?
bisogna aggiungere alle preoccupazioni della redazione un ulteriore elemento, il p.u.g.
nelle immediate vicinanze di quello che di fatto è un termovalorizzatore, ovvero u impianto già autorizzato alla combustione di c.d.r., il p.u.g. prevede l'insediamento di civili abitazioni, caldeggiato anche da petizioni popolari.
cosa farà , un eventuale commissario per l'emergenza rifiuti, nel caso si configuri una situazione del tipo "campano"? ordinerà o no lo smaltimento all'impianto nella nostra zona industriale unico della provincia?
mi piacerebbe che in questo luogo, unico veramente libero, si aprisse una discussione senza steccati ideologici e senza polemiche, mi piacerebbe anche se l'ing deleonibus desse a essa il contributo della sua chiara competenza.