Lunedì 21 Maggio 2012
   
Text Size

IL TRISTE DESTINO DEGLI ULIVI SECOLARI

fotografieitalia.it_cr

Gentile Direzione,
la zona industriale di Monopoli, “benedetta” recentemente dall’adozione definitiva del Pug da parte di TUTTI i consiglieri comunali presenti in aula, continua inesorabilmente e inspiegabilmente ad espandersi verso la città, distruggendo gli ultimi uliveti secolari posti ai margini della stessa.

Dopo il discusso spianamento (ancora in corso) dell’ex opificio “Ceramica delle Puglie”, l’attigua apertura di un nuovo ipermercato ci mostra in primo piano all’ingresso un gruppo di “patriarchi vegetali” (rinsecchiti del tutto, almeno tre su cinque) pur nelle loro (immagino) legittime autorizzazioni amministrative.

Mentre una gentile commessa mi invita a fornire le mie generalità, per conseguire la fidelity card presso un gazebo allestito all’esterno della struttura, mi appaionoclip_image002 improvvisamente come per chiedere aiuto. Non ho potuto fare a meno di immortalarli con il mio cellulare. Tra lo stabilimento industriale distrutto e il nuovo grandioso fabbricato commerciale, ricordo ci fosse un piccolo torrente che confluiva le sue acque nella sottostante ex cava Spina: che fine abbia fatto, lo possiamo solo immaginare. Quel torrente fu già ridotto in piccole dimensioni negli anni Sessanta con la costruzione dell’opificio. Ora ne rimangono i resti dall’altra parte (a valle) del viale Aldo Moro, mentre a monte la stessa “ceramica” fu costretta a costruire un canale artificiale per convogliare le acque dolci (dell’acquedotto pugliese) residue di raffreddamento delle macchine della sua filiera produttiva nel vicino torrente Spina (zona stradale peraltro sempre allagata quando piove “forte”, a causa della scarsa manutenzione delle cunette laterali). Canale tenuto sempre in perfetta efficienza, per la costante manutenzione riservatagli dai ceramisti, quando la fabbrica funzionava.

Oggi invece la maggiore preoccupazione degli urbanisti sembra sia quella, sì, di conservare i torrenti disegnandoli ed evidenziandoli a colori negli strumenti pianificatori generali. Con una differenza sostanziale. Che non va nella direzione di studiare e approfondire e tutelare come si deve le originarie peculiarità di queste nostre naturali sciabolate territoriali. Ma ci si preoccupa soltanto se continuare a colare cemento un po' dentro, un po' fuori, un po' sotto, un po' sopra o a stabilire a quanti CENTIMETRI di distanza bisognerebbe costruire schiere di moderni edifici abitativi o commerciali e opifici industriali. Così muoiono anche quegli ultimi ulivi secolari trasferiti e sistemati come in campi di concentramento.


                                Cordiali saluti,
Franco Muolo

Commenti 

 
#7 Marcella 2009-08-22 22:40
Dobbiamo imparare a rispettare la natura e a tutelare il nostro patrimonio ambientale così bello e ricco, sperando di consegnare alle generazioni future un ambiente ricco e bello come quello che abbiamo avuto noi la fortuna di ricevere. Gli ulivi del nostro territorio sono dei monumenti naturali che ognuno deve difendere e proteggere!
Segnala all'amministratore
 
 
#6 pino 2009-08-22 20:09
Bravo Totò! Il moralismo non serve alla causa denunciata da Franco Muolo, anzi è deviante: chissà quanti ulivi secolari sono stati venduti al nord ed in Europa. Non basta rimanere abbarbicati a questa nostra meravigliosa terra, se non riusciamo a far cambiare aria a questa città ci saranno sicuramente altri motivi non certo a causa dei "disertori".
Segnala all'amministratore
 
 
#5 Antonio de Curtis 2009-08-22 05:30
che skifo..da un dibattito su un tema bioculturale..si finisce sempre per polemizzare..la verità è che i peggiori sono rimasti in qsta città..ma non potevano andarsene via loro..e far cambiare aria a questa città^?
Segnala all'amministratore
 
 
#4 vittorio 2009-08-22 03:45
caro XX ,non credo che chi ha abbandonato la propria terra in cerca di "meritata" fortuna possa esprimere un parere su quello che succede. I disertori delle battaglie venivano fucilati, per cui chi è fuggito abbia l'accortezza di rimanere in silenzio, perchè senza di tè che sei fuggito noi non siamo riusciti a fare meglio. PENSCI CARO EX concittadiono.
Segnala all'amministratore
 
 
#3 XX 2009-08-21 21:23
vivo a Milano da tempo,ma la mia citta' rimane sempre nel cuore......è un vero peccato quanto poco rispetto per questa terra.....
Segnala all'amministratore
 
 
#2 nino 2009-08-21 18:54
a monopoli abbiamo tesori inestimabili (natura, arte, ecc.)e non sappiamo dar loro il giusto valore.
mi piange il cuore...:sad:
Segnala all'amministratore
 
 
#1 vittorio 2009-08-21 00:41
e pensare che per quei ulivi vi erano tante famiglie disposte ad adottarli e custodirli in lussuosi giardini, garantendo loro benessere e lunga vita. Ma.............
Segnala all'amministratore
 

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI