Ci scrivono i docenti della scuola media
annessa al Conservatorio
Tra tante voci che si sono susseguite in queste settimane per spiegare, chiarire, qualche volta urlare, la condizione che vive la scuola media annessa al Conservatorio, è mancata fino ad oggi la nostra, quella dei docenti che in questa scuola lavorano ogni giorno. Ciò che forse ancora manca è il nostro punto di vista nella vicenda che ci vede personalmente coinvolti. Non ci siamo astenuti da spiegazioni, chiarimenti e commenti per inerzia, passività o, peggio, indifferenza e insensibilità. Le ragioni del silenzio vanno ricercate altrove: in un malessere così profondo che ha stentato a lungo prima di trovare voce. Se oggi dalle colonne di un giornale abbiamo scelto di parlare è per spiegare le ragioni del nostro silenzio e del disagio che lo ha accompagnato in questi ultimi mesi, durante i quali siamo stati, nostro malgrado, protagonisti di uno psicodramma a puntate.
Un silenzio fatto di fiducia nelle Istituzioni. Mai, neppure davanti ad evidenti contraddizioni e palesi incoerenze, abbiamo dubitato che la vicenda potesse essere risolta percorrendo la via delle leggi, della normativa, delle delibere condivise. Tale strada abbiamo percorso e la fiducia nelle Istituzioni non è mai stata disgiunta dalla fiducia nelle persone che le rappresentano. Abbiamo parlato più volte attraverso le delibere del nostro Collegio dei docenti e del nostro Consiglio d’Istituto del 29/10/09 e del 28/10/10 e oggi ci offende e ci ferisce chi afferma che quelle delibere non sono legittime o, peggio, che equivalgono ad atti cospirativi da vecchi carbonari.
La nostra proposta di unione al IV Circolo “Carolina Bregante” è esplicita e già abbondantemente nota dallo scorso anno, così come quella della stessa scuola primaria, uniche proposte condivise da entrambi i Collegi e non unilaterali. Il sospetto che l’accusa di complotto sia figlia di un maldestro tentativo di disinformazione, a questo punto, nasce spontaneo. Un silenzio fatto di delusioni. Abbiamo imparato a nostre spese che non è bene dare per scontati il buon senso e la buona volontà. Se ci fossero sempre, non sarebbe necessario spiegare che la nostra proposta di unione al IV Circolo non è contro qualcuno ma a favore di qualcosa. Va nella direzione della formazione musicale, salva l’identità della scuola, amplia l’offerta formativa, rappresenta un progetto nuovo nel quale potrebbero confluire le esperienze fatte in tanti anni. Non si tratta di un tiro mancino ai danni della scuola media A.Volta, perché non saranno certo i nostri pochi alunni a far pendere la bilancia da un lato o dall’altro. Un po’ di numeri: abbiamo oggi 98 alunni che il prossimo scenderanno a 60, metà dei quali pendolari, provenienti dai paesi limitrofi. Nel momento in cui l’annessione al Conservatorio non esisterà più, i pendolari non avranno più ragione di frequentare la scuola media a Monopoli. Rimarranno una trentina di alunni (una classe) e chiunque può concludere che non sarà certo la presenza di una classe in più o in meno a determinare l’autonomia della scuola media A.Volta, tanto meno la chiusura! Solo un’assurda guerra dei poveri, scatenata ad arte, può portarci a combattere usando come arma il pallottoliere. Un silenzio fatto di incredulità e sofferenza. Come si può credere che si arrivi al punto di smarrire così palesemente il senso della misura, del decoro e del buon gusto in nome di idee e opinioni che potrebbero essere benissimo discusse civilmente nelle sedi opportune e seguendo quanto indicato dal Diritto? Siamo indignati perché le persone valgono meno dei numeri, le idee meno delle pianificazioni, gli alunni meno delle classi. Ci sentiamo incoerenti quando parliamo ai nostri alunni di “Benessere a scuola” e poi ogni giorno tocchiamo con mano un “Malessere a scuola” che non abbiamo scelto e che viene costantemente alimentato da minacce di sanzioni disciplinari, quando non addirittura con dal ricorso alle forze armate!
Tutto ciò dimostra, se mai ce ne fosse ancora bisogno, il fallimento della comunicazione civile nel luogo (la Scuola) deputato all’educazione alla “convivenza civile”. Un silenzio che non è fatto di solitudine. Se non abbiamo mai fino ad oggi preso la penna per esternare i nostri pensieri, è perché sempre ci siamo sentiti ampiamente rappresentati dal nostro preside, M° Gianpaolo Schiavo, il quale più volte ha utilizzato i mezzi di informazione per chiarire, per sostenere le proprie posizioni e le proprie idee e, con esse, anche le nostre. In Italia, negli ultimi anni, molte scuole medie annesse ai Conservatori sono state soppresse o associate ad altre scuole perché i Direttori dei vari conservatori non si sono impegnati nell’individuazione di altre soluzioni o di nuovi progetti formativi. Nella maggior parte dei casi hanno accettato il fatto come ineluttabile e tutto sommato neppure tanto sgradito, visto che per la scuola media non percepiscono alcun compenso aggiuntivo.
Il Maestro Schiavo da diversi anni, da quando i primi documenti ufficiali lasciavano presagire la soppressione delle scuole annesse, ha sostenuto la necessità di offrire alla scuola media annessa una nuova prospettiva, un nuovo progetto, in linea con la sua specificità e la sua storica identità. La coerenza e la determinazione hanno fatto il resto, quando di sicuro sarebbe stato molto più comodo seguire una strada già battuta da altri. Un silenzio fatto di trasparenza. Tutto ciò che ci riguarda e che ci ha riguardato fino ad oggi è stato sempre chiaro, evidente, palese e lo sa bene la città alla quale abbiamo fornito negli anni un servizio di formazione ed educazione la cui efficacia traspare nei fatti, non nelle parole. Trasparenti sono sempre state le azioni, chiare le parole che le hanno accompagnate e siccome non chiediamo niente ad altri che già non pretendiamo da noi stessi, ci sentiamo in diritto di chiedere altrettanta chiarezza e onestà intellettuale a chi, più in alto di noi, si trova in questi giorni a prendere decisioni che ci riguardano.
I Docenti della scuola media (ancora per poco) annessa al Conservatorio Nino Rota
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Commenti
P.S.) In sintesi: c' era una volta il "Grande Torino", ora é in serie B.
oppure viene trasferito in altre sedi?
Io personalmente non credo che ci si lamenti solo perchè viene meno un istituto scolastico.