Qualche settimana fa siamo tornati a parlare di Ital Green e del suo inceneritore che sovrasta la città costituendo il vero biglietto da visita del paese per chi giunge con l’auto da Nord. La nostra attenzione si era soffermata sui cattivi odori che nel periodo che va da dicembre a marzo, allorquando spirano venti propizi, avvolgono la città.
Un anno fa a seguito dell’onda emotiva suscitata dalla nostra inchiesta nei media e nella cittadinanza il management dell’Ital Green aveva assicurato che sarebbero stati adottati correttivi volti ad eliminare il grave inconveniente. Dopo un anno nulla è cambiato.
COSA AVEVA DETTO PARPAIOLA
Cosa brucia in città? – era stata questa la domanda che avevamo posto a Franco Parpaiola, un italiano emigrato in Germania, che all’epoca collaudò la caldaia della nuova centrale a biomasse di Monopoli
«Sansa» - afferma Franco Parpaiola - «è la stagione della sansa, che viene bruciata assieme ad altro materiale. Non è immondizia quella che bruciano, perciò non capisco da dove proviene tutto il materiale che usano come combustibileLa puzza proviene dall’essiccatore della sansa, non dalla fornace. Quel vapore maleodorante che esce dal tamburo girevole dove la sansa viene asciugata è la causa di tutto il problema. Ancora non ho compreso come mai i tecnici dell’Ital Green Energy non hanno provveduto ad alzare il camino di una decina o più metri e sicuramente il problema sparirebbe. Tuttavia se i tecnici dell’Ital Green Energy alzassero il camino potrebbero avere anche bisogno di un ventilatore/estrattore più potente per aumentare la velocità d’uscita altrimenti ci sarebbe il pericolo di condensa e il tutto si farebbe una doccia in acqua sporca e male odorante. Nociva alla salute? Questo non lo so, ma non credo. Infondo non è altro che vapore puzzolente. Tuttavia bisognerebbe fare delle analisi per esserne sicuri. Mandate una prova d’aria alla TÜV Gruppo Nord in Germania, non vi costerebbe molto. Degli istituti locali non mi fiderei. Mi fiderei di più di un serpente a sonagli che, in questi casi, di un istituto d’analisi chimiche italiano. Probabilmente alzando il camino e aumentando la velocità d’uscita i cattivi odori non cadrebbero su Monopoli città ma finirebbero in mare». e tanto meno di cosa sia composto.
LA REPLICA DELL’ITAL GREEN
E’ affidata al Dott. Mario Renna la replica della società del gruppo Marseglia, rilasciata ad un settimanale locale.
«Il nostro impianto è dotato di camini alti 60 m ma l'altezza non incide sulla ricaduta delle polveri. In più è l'unico nel Sud Italia ad essere provvisto di un elettrofiltro ad umido, adatto a trattenere eventuali polveri. Il vapore che noi vediamo uscire, infatti, è bianco e non scuro e dopo pochi metri scompare. A ciò si aggiungono controlli analitici costanti sulle polveri. Cerchiamo di non ammassare la sansa e utilizzarla fresca perché più l'essiccazione è veloce minore è la possibilità che si formino i composti ma il problema di quest'anno è che la sansa arriva già dai frantoi con questi composti.
Ecco cosa brucia in città. Del resto i nostri sono impianti da energie rinnovabili, inserite in un settore economico che va incontro alle esigenze ambientali come a marzo stabilirà il piano energetico che prevede che entro il 2020, il 29% di energia elettrica dovrà derivare da rinnovabili».
Il NUOVO PATTO D’ONORE
«Cercheremo di evitare di far funzionare l'impianto nel fine settimana, compatibilmente con le esigenze produttive ed organizzative, così come abbiamo fatto nei giorni festivi», aveva affermato il consulente e responsabile tecnico dell’Ital Green, dott. Mario Renna.
Correva il 07 gennaio 2011. Lasciamo giudicare ai lettori se la promessa è stata sino ad oggi mantenuta e se lo sarà in futuro.
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Commenti
E perchè in Albania? Non vivono persone anche li?.
Innome della salvaguardia dei posti di lavoro Taranto è la città più cangerogena d'Itlai. Vogliamo fare la stessa fine ? Devono chiudere e smantellare tutto se ne vadano in Albania.
della fabbrica?bene e poi, noi operai?
quel fumo, è soltanto vapore, e sansa che brucia,no materiale chimico.Se dobbiamo
veramente protestare, iniziamo contro i costruttori che costruiscono a ridosso della zona indusriale,mentre ci sarebbero zone molto più accoglienti x costruire case.
ma poi non capisco veramente la distinzione tra gg fesivit e lavorativi per il puzzo! se la citta puzza è una citta di***moderato***
Francamente non vedo come l'innalzamento del Camino dell'essiccatore che non si vede nella foto, possa causare inquinamento sonoro.
Un lavoro del genere costa una Barca piena di d soldi, ha funzionato in tutto il Mondo dove si sono dovuti risolvere problemi di cattivi odori atmosferici dovuti ad attività Industriali, non vedo ragione perché non debba funzionare a Monopoli.
Piuttosto ho l'impressione che i rumori provengano dai Motori Diesel.
L'Essiccatore è un tamburo girevole di circa due metri di diametro per cinque o sei di lunghezza, ( se mi ricordo bene) dove la Sansa usando il calore del vapore nei Tubi, viene essiccata, quello non fa rumore.
Un problema non indifferente naturalmente è anche la perdita del Valore degli Immobili della Zona direi.
Salutönen.
Poi al signor Renna vorrei precisare che il fatto di andare incontro a una energia più pulita significa andare anche incontro a una'aria più pulita.
In edilizia per rispondere ai canoni di ediliza sostenibile (ITACA) devo considerare anche la produzione di CO2 e altro.
Per cui,.
anni fà un frantoio presso cala corvino per la stessa problematica fu chiusa dalle autorità competenti...