Lunedì 21 Maggio 2012
   
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MONOPOLITANI : UN POPOLO DI SCOMMETTITORI

SCOMMETTITORI
In città ci sono più centri scommesse che farmacie.

Un fenomeno in crescita.

 

Riapre il centro scommesse Match Point (venerdì scorso) ed è subito preso d’assalto da decine di scommettitori. A sud di Monopoli – zona Porto Rosso – c’è una sola farmacia ma ben quattro centri scommesse; l’ultima si è inaugurata pochi giorni fa.

Monopoli è una delle città del sud barese che ha sofferto maggiormente della crisi economica in corso. La città ha da sempre vissuto di commercio (soprattutto ambulante) e micro-imprese artigiane. Ora che questi settori economici sono in crisi profonda, c’è un settore che ha approfittato dell’impoverimento generale della città: il settore delle scommesse sportive.

Spuntano come funghi centri scommesse, poker room, internet point e sale giochi. Anche le tabaccherie, i bar e le videoteche hanno pensato bene di diversificare l’attività attrezzandosi di slot, lotterie istantanee e gratta e vinci.

Ormai a Monopoli ci sono più centri scommesse che cinema, musei e contenitori culturali. Molti tra l’altro sono i giovani (soprattutto tra le ragazze), che per sbarcare il lunario lavorano presso i centri scommesse, spesso con paghe miserabili.

Ma alla fine, il vero vincitore di questo "mercato selvaggio" è sicuramente lo Stato italiano, che grazie all’alto volume di scommesse e alle percentuali degli operatori in città continua ad incassare con estrema facilità numerosi proventi.

IL PROFILO DELLO SCOMMETTITORE

Il gioco d’azzardo legale in Italia è ormai una realtà ben consolidata. Giocano in tanti, quasi tutti. Lotterie, gratta e vinci, scommesse calcistiche ed ippiche, i servizi del gioco autorizzato sono davvero infiniti ed attirano ogni giorno una clientela sempre più vasta. Se ieri a giocare erano i soliti incalliti, oggi troviamo tranquilli padri di famiglia, casalinghe che più che essere attratte dal focolare domestico, si stanno facendo travolgere dal fuoco del gioco d’azzardo. Il fenomeno, a dir la verità, è un po’ preoccupante, perché quando cresce la febbre del gioco e l’illusione delle vincite, decresce la serenità finanziaria delle famiglie. Gli economisti analizzano il fenomeno legandolo alla ciclicità delle crisi dell’economia. Meno opportunità si hanno per lavorare e guadagnare, più si crede di poter guadagnare giocando. Insomma oggi come oggi, valgono le equazioni: più crisi, più gioco, meno lavoro, meno guadagno, più gioco. Si spera di poter cambiare la propria vita vincendo al gioco, piuttosto che lavorando.

Maschio, commerciante, disoccupato o pensionato, di estrazione culturale medio-bassa la tipologia del giocatore monopolitano. Non disdegnano il gioco anche le casalinghe che gradiscono maggiormente il lotto o il gratta e vinci.

UN MERCATO IN CRESCITA

Sul fronte del potenziale mercato, le statistiche parlano chiaro: in Italia l’industria delle scommesse occupa il quinto posto, dopo le principali realtà aziendali nazionali. Infatti, i recenti dati sulla raccolta dei giochi pubblicati sul sito dell’AAMS ( Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato), rilevano che gli incassi realizzati con i giochi sono di circa 50 miliardi di euro. A Monopoli si tratta di un mercato che fattura 7 milioni di euro circa ed è ad oggi in forte espansione.

DOVE SI GIOCA ?

A Monopoli ci sono circa 200 esercizi commerciali dove poter tentare la fortuna. Un centinaio di sale gioco (slot machines), una trentina di ricevitorie lotto, una cinquantina di rivendite Gratta e Vinci, una trentina di ricevitorie SISAL, una decina di centri scommesse sportive e persino due agenzie ippiche. Si tratta tuttavia di un fenomeno di difficile quantificazione in quanto in continua espansione.

Nei prossimi anni, il numero di centri scommesse sportive è sicuramente destinato ad aumentare, visto che la febbre da gioco è sempre alta, ma soprattutto visti anche i costi di licenza relativamente bassi e i prezzi delle botteghe in città divenuti più convenienti a causa della crisi. Così si assiste ad un autentico turn-over: negozi di vario genere sempre più in difficoltà devono alzare bandiera bianca a favore di nuovi centri scommesse sportive, mentre chi poi tra questi non è capace di arrivare alla fine del mese venderà la propria licenza a favore di operatori più forti e senz'altro più furbi.
I servizi offerti fanno solitamente la differenza, oltre che al solito passaparola.
Infatti, un centro scommesse di tutto rispetto è dotato di almeno tre postazioni con auricolari dove poter effettuare il gioco, di televisori dove poter vedere in diretta risultati ed eventi (spesso messi anche all’esterno), di bacheche piene di quote e classifiche sempre aggiornate, di computer e slot-machines. L’ultima frontiera in città è rappresentata poi dalla presenza di chioschi-bar collegati ai centri scommesse, così tra una scommessa e l’altra, il cliente può consumare un bel caffé. Per non parlare poi di alcuni gestori di campi da calcetto che si sono dotati di piccole salette dove i clienti possono scommettere.

Insomma, questi centri scommesse non si fanno mancare proprio nulla!

LA NOVITA’ : IL POKER ON LINE

Un’ulteriore svolta è rappresentata dal poker on-line. Dopo l’approvazione del decreto Bersani (2007), anche grazie alle martellanti campagne pubblicitarie e alle varie trasmissioni in TV, gli scommettitori più accaniti si sono innamorati di questo gioco, alternando gli eventi sportivi più gettonati (calcio e ippica) a partite di poker. Di questo hanno sicuramente cominciato ad approfittare i centri scommesse dove è obbligatoria la registrazione. In molti centri scommesse, il giocatore deve necessariamente aprire un conto affinché possa giocare. Il vantaggio è rappresentato dal fatto che lo scommettitore può tranquillamente giocare da casa attraverso delle ricariche.

LE VIOLAZIONI DI LEGGE PIU’ FREQUENTI

Tra le violazioni di legge più frequenti che si notano in alcuni centri scommesse, oltre all’assenza delle previste autorizzazioni, va annoverato l’accesso al gioco di minorenni e l’assoluto mancato rispetto del divieto di fumo.

Quello del cosiddetto “minore con i baffi finti” che sfugge al controllo ed alla buona fede dell’esercente è un tema dibattuto, già molto tempo prima del “caso Ruby”.

Non ci sono attenuanti nel caso della violazione del divieto di fumo. Si sa, infatti, che ogni scommettitore incallito ha nel vizio del fumo il proprio segno distintivo!

IL PERICOLO RICICLAGGIO

Ogni settimana la cronaca locale è ricca di blitz delle Forze dell’Ordine che tentano di arginare il fenomeno del narcotraffico e del contrabbando e che ci inducono a ritenere che il fenomeno sia in forte espansione a livello locale. Come vengono riciclati i proventi di queste attività illecite? L’usura fa la parte del leone ma le strategie per ripulire il denaro sporco sono molteplici e spesso raffinate.

Quello delle sale scommesse potrebbe essere non solo il metodo più sicuro per ripulire denaro sporco. Ma anche il più economico. «Il costo del riciclaggio del denaro varia, ma in media si stima intorno al 30%» spiega Donato Masciandaro, ordinario di regolamentazione finanziaria alla Bocconi, in una recente inchiesta condotta da “Il Sole 24ore”.

Riciclare attraverso le scommesse può costare meno della metà della media. Ci sono infatti programmi di software che permettono a chi gioca di quantificare le cifre da scommettere sulle partite di calcio distribuendole tra 1, X e 2, in modo tale da non perdere più del 12% della cifra totale. E se a riciclare fosse lo stesso esercente che gestisce il punto vendita, il costo si ridurrebbe a un decimo di quello medio. «Essendo le quote stabilite dallo stesso gestore, si può tranquillamente fare in modo di vincere tanto quanto si gioca» spiega D'Aloia. A quel punto l'unico costo sarebbe dato dal 3% di tassazione sul volume giocato nelle scommesse singole.

COME APRIRE UN CENTRO SCOMMESSE ?

L’esercizio commerciale aperto al pubblico, con partita iva, iscrizione alla Camera di Commercio, licenza della Questura, che ha valore permanente, cioè non deve essere rinnovata, dovrà richiedere la convenzione ai concessionari delle licenze, diventerà insomma un rivenditore. Non si tratta di un franchising, ma di un accordo per rivendere dei servizi la cui titolarità è del concessionario autorizzato. Si tratta di un metodo per ampliare i guadagni di un’attività commerciale aperta al pubblico, già esistente. In Italia i concessionari più importanti sono: Sisal, Lottomatica, Snai. Sisal è il concessionario che gestisce i concorsi a pronostici, come il recente Win For Life, Gratta e Vinci, Superenalotto. Snai gestisce scommesse sportive come il Totocalcio, Totogol, Tris. Lottomatica, gestisce scommesse sportive e non, giochi di abilità. Snai ha proprio una pagina dedicata a chi vuole aprire un punto gioco con il marchio Snai raggiungibile cliccando in alto a sinistra della home page www.snai.it il menu “Apri un punto Snai”. I software di Snai aiutano il titolare dell’esercizio anche a progettare l’arredo del negozio. Anche Sisal, all’interno del sito presenta una pagina dedicata a chi vuole avviare una ricevitoria.

Commenti 

 
#7 Enrico 2011-09-04 00:38
Giochi e scommesse varie e la pubblicità, sottraggono denaro circolante, in cambio di poco.
I consumi diminuiscono e non di poco, non so esattamente quanto; ma equivale ad una finanziaria...
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#6 siamo seri 2011-02-05 10:25
Nessuna pietà per chi decide di buttare soldi in questo modo.
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#5 io in paradiso 2011-02-05 00:16
riceviamo dal ns governo che si può vivere di escort e scommese e sono questi i valori che tramandiamo ai nostri figli, solo che su quello che paghiamo alle escort lo stato non ci guadagna niente, mentre per quello che spendiamo in scommesse lo stato fa larghi guadagni che poi vengono spesi in escort.
In sintesi la formazione fa in modo che diventiamo giocatori di azzardo e ***moderato***... certamente un buona prospettiva!!!!!
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#4 hurragan 2011-02-02 18:46
Non diamo sempre la colpa al sistema (che già di colpe ne ha tante).

Lo scommettitore tipico è quello che poi si lamenta che non arriva alla fine del mese, che lo stipendio non basta ecc.

Tentare la fortuna con piccole somme può essere divertente, basta non esagerare.

Chi esagera nel gioco lo fa consapevolmente, e si rovine con le sue stesse mani
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#3 piero 2011-02-02 14:36
Se le forze dell'ordine combattessero almeno le scommesse illegali, cioè quelle senza alcuna autorizzazione e super frequentate da minorenni, sarebbe un primo passo. Ma nessuno si muove, quindi ....le regole che esistono a fare?????
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#2 Is 2011-02-02 14:34
C'è chi si vende la moglie o la casa...vedete voi!Adesso c'è anche la possibilità di giocare gli spiccioli al supermercato!Che dire,un "buon sistema" contro il gioco d'azzardo,non c'è che dire! :o
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#1 decibel! 2011-02-02 14:24
il sabato pomeriggio,c'è la fila dei giovani monopolitani nei centri scommesse.
***moderato***
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