Lunedì 21 Maggio 2012
   
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CHE “CESSO” DI BAR !

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Bello fuori pulito dentro. E’ sempre vero? Il risultato della nostra inchiesta.

 

Cercheremo di affrontare con ironia un problema spesso trascurato dalla stampa locale ma molto sentito dai cittadini e dai turisti che frequentano la nostra città : quello dei bagni pubblici e degli esercizi commerciali. L’idea di questa inchiesta (che comincia dai bar del centro ma che si estenderà nei prossimi mesi anche ad altri esercizi commerciali) ci fu suggerita quest’estate da una turista conosciuta per caso.

«A Monopoli è meglio non farsi scappare la pipì!», ci disse. Se poi ti scappa qualcos’altro e se magari hai anche la sventura di essere portatore di handicap (aggiungiamo noi) sei rovinato.

«Papà, mi scappa la pipì», attira la tua attenzione il tuo bambino mentre sei intento nello shopping in centro e cominciano le tue peripezie.

Il tema non è forse di più «alti» di quelli che abbiamo affrontato fino ad oggi, però, oseremmo dire, di triste e perenne attualità.

Diciamolo subito. A Monopoli, città turistica, quello dei bagni pubblici è una nota dolente. Pochi e spesso inagibili; in più occasioni per usufruire di un bagno pubblico occorre munirsi di un coraggio da leoni. Emblematico è il caso dei bagni pubblici di piazza XX settembre. Provare per credere!

Se il problema fino ad oggi non è esploso in tutta la sua gravità è molto probabilmente grazie ai bagni privati messi a disposizione dai locali commerciali (in particolare bar, pizzerie e ristoranti).

Almeno dal nostro punto di vista (ma ci aspettiamo molti pareri contrari) un elemento dove i locali hanno fatto negli ultimi anni grandi passi avanti è quello dei bagni. Sono una parte piccola del locale, ma molto sensibile; molti clienti dicono che un buon locale si vede dal bagno e molti gestori condividono ormai questa attenzione. Il risultato è che i bagni hanno smesso di essere luoghi di puro servizio, con sanitari banali e mantenuti al senso più basso della parola decoro (quando va bene). Oggi, anche a Monopoli, è sempre più facile trovare bagni curati nella scelta dei colori, anche se a volte anche bizzarri. Ci si sbizzarrisce su accessori, salviette di carta o piccoli asciugamani profumati, pout pourri e candele agli olii essenziali, specchi, ecc. A tal proposito c’è un piccolo bar nel centro murattiano di Monopoli, aperto da poco tempo, favoloso nella cura dei dettagli.

Ma è sempre vero?

Purtroppo no! Le immagini che vi mostriamo, scattate nei bagni di alcuni bar di piazza Vittorio Emanuele, dimostrano come il detto “belli fuori, puliti dentro” non valga per tutti. Molti bar della città si presentano all’apparenza accattivanti e curati nei dettagli per poi presentare delle cadute di stile impressionanti quando per disavventura ci si reca in bagno. Nella nostra inchiesta ci è capitato di vedere di tutto. Servizi igienici sporchi e spesso inaccessibili, ambienti degradati e maleodoranti, nella nicchia di neanche un metro quadrato adibita a bagno di un bar del centro ci è capitato di vedere un ventilatore per far arieggiare la stanza.

Accanto all’igiene che manca, il turista, ma non solo, si troverà anche di fronte ad esercenti che vietano l’accesso ai servizi igienici utilizzando scuse a volte bizzarre: «E’ guasto», «Stiamo pulendo», «Non c'è acqua».

La colpa non è solo dei gestori dei bar.

La colpa, oltre di chi non provvede a fornire la città dei necessari servizi e a curarne la manutenzione, è nostra e di un certo nostro incurabile fondo di inciviltà, per cui ci pare lecito insozzare quel che non ci appartiene. Non riguarda soltanto le toilette, ma anche l’arredo urbano, monumenti, panchine, spazi verdi, interi edifici che vediamo ripetutamente, senza posa vandalizzati. Chissà se arriverà mai il giorno del cambiamento.

Di contro il FIPE (Federazione Italiana Pubblici Esercizi) calcola che il numero delle persone che ogni giorno chiede di andare al bagno è incalcolabile e c’è chi è costretto a chiuderli perché troppi sono i turisti che lo utilizzano. Questo soprattutto in occasione delle manifestazioni pubbliche che attirano tanta gente in piazza.

I bar sono obbligati a far utilizzare i propri bagni?

In materia il precedente giudiziario è costituito da una recente sentenza del TAR Toscana. Il TAR della Toscana ha bocciato un provvedimento del Comune di Firenze, che voleva imporre ai bar di far utilizzare la toilette a chiunque ne avesse bisogno, ed ha ribadito che i bagni dei bar sono esclusivamente riservati ai clienti. Ammettono i giudici amministrativi che l’obbligo della toilette aperta a tutti violerebbe i principi di libertà dell’iniziativa economica privata e sarebbe troppo gravoso, soprattutto per i piccoli esercizi del centro storico di Firenze, in assenza di adeguati risarcimenti economici ed in considerazione degli evidenti disagi per i locali. Nell’occasione è stato sconfitto il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, ed hanno esultato il Pdl e la Confcommercio.

LA NORMATIVA VIGENTE

Il bagno per i bar, come per tutte le attività alimentari, costituisce un problema, in quanto può limitare, ridurre o comunque condizionare, le attività alimentari.

Un bar che ha solo un bagno a disposizione sia degli avventori sia dei dipendenti, può solo effettuare la semplice somministrazione di alimenti e bevande. Somministrare significa, semplicemente, servire. Un bar che ha un solo bagno, in fase di apertura, non può essere autorizzato ad effettuare qualsiasi operazione di manipolazione degli alimenti, come ad esempio la semplice preparazione dei panini. In questo caso è raccomandabile attrezzare l’unico bagno per l’utilizzo da parte di disabili o andicappati.

Per essere autorizzati alla manipolazione e trasformazione di alimenti, un bar deve avere anche il bagno per il personale. Occorre fare attenzione, in questo caso, che il bagno sia distinto per sesso; ovvero due bagni: uno per gli uomini ed uno per le donne, oppure un solo bagno per soli uomini o sole donne. Teoricamente nei bar con annesso laboratorio di preparazione alimenti, che ha un solo bagno, possono lavorare o soli uomini o sole donne per turno di lavoro.

Quanto riportato, generalmente può trovare diverse applicazioni nei diverdi distretti territoriali ASL.

Sesso libero nei bagni dei bar

In materia è curiosa una sentenza di un giudice di Como su un caso accaduto in un bagno del bar della città.

«La coppia che consuma sesso nella toilette di un bar non commette atti osceni in luogo pubblico perché il luogo è comunque appartato».

La coppia in questione era stata scoperta dal proprietario recatosi nel bagno dopo venti minuti che erano andati loro.

La vicenda è alquanto singolare perché, durante il processo, il pubblico ministero aveva chiesto 5 anni di reclusione per la donna e solo 6 mesi per l’uomo.

Solita discriminazione maschile?

Commenti 

 
#4 cittadino 2011-02-10 19:14
Per onor di vero bisogna dire che la maggior parte degli utilizzatori uomini (anche qualche donna) la fanno fuori dal vaso.
Un esercente non può stare ogni momento a controllare la pulizia.
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#3 Monopolitana 2011-02-08 07:07
Monopoli...Città Turistica! Grazie!
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#2 u malat di cap 2011-02-07 23:06
Queste foto sono vere, e si conoscono benissimo. Come al solito,chi deve controllare ? I vigili urbani e l'ufficio d'igene di monopoli che cosa fanno ? spetta a loro vigilare
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#1 io in paradiso 2011-02-07 22:54
Per l'uso die bagni a Monopoli siamo proprio nella cacca....
Pubblicate le foto in modo che i gestori possano riconoscerli e in molti casi vergognarsene. Forse qualche cosa potrebbe cambiare.
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