L’architetto spiega il progetto.
A seguito delle diverse segnalazioni pervenute in redazione in merito alla realizzazione del parco lama belvedere, abbiamo contattato l’arch. Angelo Papio, presidente del comitato promotore dell’opera.
L’architetto dichiara subito di non essere lui il progettista. Il progetto è stato elaborato dall’arch. Giovanni Muolo, in passato anch’egli attivista del comitato. Quando gli fu commissionato il progetto, di comune accordo il comitato e l’architetto Muolo decisero di non collaborare più insieme. Tuttavia, il comitato ha continuato a svolgere il ruolo di interlocutore e a vigilare sulla progettazione.
L’arch. Papio spiega inoltre, come più volte in passato il comitato abbia avanzato le sue perplessità circa l’eccessiva cementificazione dell’opera: “ anche noi – dichiara – abbiamo più volte detto che avremmo preferito più alberi, anche a costo di rendere invisibile lo spazio riservato per le manifestazioni pubbliche, che è l’anfiteatro. Anche perché il nostro clima certamente non è come quello di altri Paesi, come per esempio l’Inghilterra, dove si avverte la necessità di catturare i raggi del sole. Noi abbiamo la necessità opposta, abbiamo cioè il bisogno di ombra per ripararci”.
Tuttavia secondo il presidente del comitato, è ancora presto per esprimere pareri negativi e rassicura sulla bontà finale del progetto: “ bisogna innanzitutto considerare che la zona, se si esclude il crostone che poi si affaccia su viale Aldo Moro, non è una zona di grande pregio naturalistico, in quanto fortemente antropizzata. Inoltre si è dovuto espiantare numerosi alberi esotici che non erano molto attinenti con le piante del posto. Però il progettista non ha tolto quell’ulivo che in qualche modo nasconde un po’ l’anfiteatro e quindi richiama quel concetto di ombra. Detto questo, pur non condividendo l’eccesivo carico di cemento, sono sicuro che quando l’opera sarà completata non sarà così impattante come adesso. Perché la terra sarà riportata all’altezza delle basole, l’erba riuscirà a farsi strada anche tra le vie di fuga delle basole… Poi è chiaro che quando lavori sono in fase di realizzazione e vedi il cemento, vedi tutto sporco, tutto è fortemente impattante. Però sono convinto che a lavori ultimati, non sarà così impattante”.
Il comitato quindi, pur non condividendo l’eccessivo utilizzo del cemento, da garanzie sulla bontà del progetto, e invita tutti ad essere più fiduciosi.
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Commenti
Sarebbe a dire che nascondendo o colorando il cemento possiamo far finta di non aver cementato la lama?
Ma che ragionamento è questo!
E vogliamo parlare del cemento che ha deturpato porto rosso? Disegnamoci dei fiorellini e non sarà "impattante"!
Spero pure che la cementificazione sia limitata a quell'area e che i prossimi interventi siano solo limitati a valorizzare l'aspetto naturale della Lama.
Come il caso del Borgo, deturpato irrimediabilmente da quella illuminazione cimiteriale!
Sarebbe bastato prevedere percorsi in terra battuta senza sradicare il verde che c'era. Io no lo so... ma a Monopoli vedremo mai una cosa fatta bene?
La prossima volta prova a dire tutta la verità su un progetto mai condiviso!
Non sarà impattante? Mah!