Quello del quartiere in fase di ultimazione in contrada San Francesco da Paola a Monopoli è un giallo sempre più ingarbugliato; degno esempio della cementificazione selvaggia in corso nel nostro paese e del pressappochismo della politica e degli uffici tecnici preposti.
Sino ad oggi nessuno è riuscito a far chiarezza sull’argomento e soprattutto sulle responsabilità del presunto abuso edilizio perpetrato a discapito di molte incolpevoli famiglie che in tali abitazioni sognavano (e sognano ancora) di stabilire il proprio nido d’amore.
Cercheremo di essere il più chiari possibile:
IL PROBLEMA
Pochi giorni prima dell’entrata in vigore del vincolo idrogeologico del PAI, l’Ufficio Tecnico comunale rilascia un permesso di costruzione per la realizzazione di un complesso edilizio in Monopoli alla C.da San Francesco da Paola (nei pressi della piscina comunale, per intenderci).
I lavori di costruzione procedono regolarmente e vengono stipulati i primi compromessi ed atti di vendita degli appartamenti.
A maggio del corrente anno, il Comando della Stazione Forestale sottopone a sequestro 12 palazzine (quelle nelle vicinanze dei torrenti Recchia e Pagano) al fine di tutelare la pubblica incolumità dal momento che i palazzi era stati costruiti in assenza del parere dell’Autorità di Bacino in una zona sottoposta a vincolo idrogeologico dal PA.I.
Le famiglie coinvolte (molte delle quali avevano già preso possesso delle abitazioni) si organizzano nel comitato “Svincoliamoci”.
Nel frattempo il 20 maggio viene ordinato il dissequestro delle palazzine al fine di permettere alle famiglie di rientrare nelle abitazioni, ma nel contempo il P.M. invita il Comune, a fini di autotutela, ad emettere un provvedimento di sospensione delle licenze ai costruttori.
Ad oggi le licenze dei costruttori sono ancora sospese. Conseguentemente le 72 famiglie circa coinvolte sono sospese in una condizione di estrema incertezza in quanto:
A) chi aveva già acquistato gli appartamenti e preso possesso delle abitazioni si trova di fatto proprietaria di un immobile al momento non in regola perché privo di abitabilità, di valore notevolmente inferiore al prezzo d’acquisto ed incedibile a terzi;
B) chi aveva stipulato solo un compromesso anticipando delle somme ai costruttori, non può stipulare atto di acquisto (in quanto nessun notaio potrebbe in queste condizioni rogitare l’atto) e neanche prendere possesso dell’immobile (in quanto ciò di fatto costituirebbe un’accettazione implicita dell’irregolarità dell’acquisendo immobile). In questo modo sono costrette a pagare il fitto altrove.
Chi dovrà rispondere di tali disagi e dei danni alle famiglie coinvolte? I costruttori si scagionano sostenendo di aver agito nel rispetto della legge e con regolari permessi di costruzione e che la situazione non dipende dalla propria volontà.
Quali le responsabilità degli uffici comunali preposti? Sono ipotizzabili collusioni con “politici interessati”?
Le vicende di questi anni a Monopoli hanno messo in luce imbarazzanti legami tra edilizia, finanza e politica. E’ possibile scorgere qualche legame con la vicenda in questione?
LE RASSICURAZIONI IN TV
Il provvedimento di sospensione delle licenze adottato dal Comune avrebbe dovuto essere temporaneo, in attesa di una probabile (ma non scontata!) sanatoria dell’Autorità di Bacino, la quale ha provveduto ad una nuova perimetrazione dell’area a seguito di un incontro con l’Assessore Barletta ed il dirigente dell’Ufficio Tecnico Comunale, D’Onghia avvenuto il 3 agosto.
A seguito di tale incontro il Sindaco in un’intervista alla televisione aveva rassicurato i cittadini sostenendo che il problema era praticamente risolto! L’ennesima prova dell’efficienza e rapidità della macchina amministrativa comunale! FATTO!
IL PROBLEMA AD OGGI NON E’ RISOLTO
La tanto attesa sanatoria dell’Autorità di Bacino necessaria allo svincolo delle palazzine non è ancora giunto.
Sapete perché?
Il 06 agosto sono state presentate dal Comune delle osservazioni al verbale dell’Autorità di Bacino del 03 agosto riguardanti altre zone della Città (tra le quali il Capitolo) che stanno rallentando i tempi.
Gli interessi legittimi di 72 famiglie devono sottostare agli interessi altrettanto legittimi di qualche potentato locale? Lasciamo a voi le conclusioni.
IL VERO PROBLEMA
Abbiamo l’impressione che tutti si siano concentrati sulle questioni amministrative e burocratiche, smarrendosi in un mare di carte bollate, ma perdendo di vista i veri problemi.
Quelle 12 palazzine sono realmente sicure e non presentano rischi per la gente?
In base a quali criteri vengono rilasciate simili licenze edilizie in zone a rischio?
Chi risponderà dei danni subiti dalle 72 famiglie coinvolte?
Crediamo che la vicenda in questione è uno specchio fedele di quello che accade da molti anni nella nostra Città; il partito del cemento (vero padrone incontrastato della politica locale), la speculazione edilizia di pochi a danno di numerose giovani coppie in cerca di casa, la crescita ingiustificata dei prezzi la stanno paralizzando.
In nome della speculazione edilizia qualsiasi vincolo di qualsiasi natura è visto come un male da evitare e spesso non si comprende che chi impone tali vincoli non lo fa perché mosso da intenti punitivi ma per salvaguardare il benessere collettivo.
Le vicende de L’Aquila dovrebbero far riflettere tutti.
Il P.U.G. recentemente approvato non sembra aver segnato un’inversione di tendenza.
Difficilmente le cose cambieranno finchè non si comprenderà che un’edilizia nuova e maggiormente rispettosa dell’ambiente, pur comportando il sacrificio immediato di qualche interesse personale, nel tempo potrebbe rappresentare la vera ricchezza della comunità
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Commenti
In tutto questo l'ufficio edilizia del comune vieta le costruzioni di piccoli proprietari adducendo motivazioni che a confronto sembrano assolutamente irrilevanti (vedi dinieghi relativi a motivazioni collegate al "mutamento dell'assetto urbano" come se una stanzetta costruita su di un terrazzo interno che nemmeno si vede dalla strada possa mutare l'assetto urbanistico).
A S. Francesco da Paola altro che assetto urbanistico lì c'è di mezzo la vita della gente. MA.............basta fare un disegnino e tutto è a posto.
Mi domando...........ma il disegnino si può fare anche per la stanzetta allora.
Conclusione : è tutto un MAGNA MAGNA.
Saluti.