E’ in corso un’invasione silenziosa : quella dei negozi cinesi
Dopo il boom dei “compro oro” e dei centri scommesse, è giunto il momento di soffermarsi su un altro fenomeno che potrebbe sconvolgere a breve l’economia cittadina, ovvero l’espansione dei negozi cinesi.
Pagano affitti da migliaia di euro (con pagamento anticipato di molte mensilità) vendendo articoli commerciali da pochi euro. E mentre i negozi storici della città chiudono i battenti, in ogni quartiere di Monopoli continuano ad aprire bazar made in China.
Qualche commerciante monopolitano ci dice che : “A Monopoli i negozi che vendono merce di qualità soffrono la crisi e rischiano di chiudere mentre nuovi negozi cinesi invadono la città con articoli di scarsa qualità”.
Si tratta di un’affermazione vera o è solo invidia da parte dei commercianti locali?
La verità è che ormai spesso anche i prodotti regolarmente importati dalla Cina hanno prezzi tali da non poter essere retti dai produttori italiani.
Le imprese cinesi stanno lentamente ed inesorabilmente prendendo piede in tutto il barese. Ormai non sono più solo i tradizionali ristoranti. Si moltiplicano i bazar, i negozi di abbigliamento e di casalinghi.
Tutte queste attività sono in regola?
Secondo il Comandante della Compagnia della Guardia di Finanza di Monopoli, Dr. Ciro Rutigliano : «finora il fenomeno - seppur studiato, ristudiato, smontato ricostruito e rismontato - appare ancora in chiaro-scuro».
«Molti cinesi giungono in Italia, comprano spesso in contanti le attività commerciali, poi comprano case, ville, tenute, trulli, masserie, muovendo grosse quantità di denaro.
In tutta Italia si sta svolgendo una grossa indagine per capire il fenomeno dell’economia cinese che ogni giorno aggredisce la reale e vitale economia nazionale. Questo sistema provoca concorrenza sleale verso i nostri connazionali che esercitano attività commerciale regolare pagando le tasse allo stato e vendendo prodotti garantiti e tutelati. I cinesi con le loro chincaglierie provocano spesso caos commerciale. Inoltre i loro guadagni vengono veicolati in grosse società finanziare cinesi (il famoso gioco delle “scatole cinesi”, società grosse che contengono altre più piccole) che evadono le tasse nazionali portando i nostri soldi all’estero, in paradisi fiscali o esentasse o regimi fiscali più convenienti dell’estremo oriente».
Tuttavia il Comandante della Compagnia della Guardia di Finanza di Monopoli assicura che non mancheranno i controlli.
« In questo 2011 cercheremo di controllare questo fenomeno e scoprire gli eventuali reati di natura finanziaria ad esso connessi. Ci concentreremo in particolare sulla falsificazione del Made in Italy che produce milioni di euro di danni per le nostre aziende e fa perdere posti di lavoro. In collaborazione con il Commissariato di Polizia vigileremo anche sul fenomeno dell’immigrazione clandestina cinese che sembra essere diffusissimo ma difficile da controllare e reprimere. Per svolgere questa interessante e molto impegnativa operazione d’investigazione serve molto tempo e molta gente; infatti il primo problema è trovare colleghi che conoscano il cinese per comprendere la loro lingua e tradurre le loro scritture al fine di ricostruire i flussi finanziari ed eventualmente reprimere eventuali casi di concorrenza sleale esercitata e violazioni di legge».
La comunità cinese nella nostra città è abbastanza numerosa; si tratta tuttavia di una presenza discreta. Vivono in più persone per appartamento. Sono degli ottimi locatari; pagano caparre consistenti e sono puntualissimi nei pagamenti dei canoni di locazione, spesso più elevati rispetto a quelli di mercato.
Tra le caratteristiche principali della nuova comunità cinese c’è l’importanza della famiglia, con marito e moglie che spesso lavorano insieme in azienda, e i rapporti di guanxì, le reti di sostegno reciproco tra parenti, amici, compaesani che consentono di raccogliere soldi per iniziare attività autonome.
Si tratta tuttavia di una comunità piuttosto chiusa e rigidamente ancorata alle proprie tradizioni, in molti aspetti divergenti rispetto agli usi e costumi locali.
Per il momento il fenomeno è ancora contenuto ma siamo certi che la nuova comunità cittadina non tarderà molto a farsi largo anche nel nostro contesto locale.
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Commenti
E' anche vero che i commercianti italiani spesso vendono la identica merce sulle loro bancarelle il martedi al doppio del prezzo cinese...
Ma rimango con i miei dubbi sulla qualità...ne abbiamo sentite tante, anche per quanto riguarda il mercato cinese interno al loro paese...latte con la colla, vernici tossiche, materiali in europa proibiti e cancerogeni, ecc ecc
Se il ministero della salute garantisse i prodotti cinesi sarei più tranquillo nell'acquistarli....
Ma.....avete visto le scarpe nei Ns negozi quanto costano? 200€ 250€ 300€ e che siamo scemi? dai cinesi costano 15/20/30 € che è il giusto prezzo.
Ah, dimenticavo: un paio di scarpe da donna in un negozio "nostro" costavano 90€ le stesse e identiche dai cinesi costo 30€ (entrambe sotto avevano il made in china), a voi i commenti.............
In nome di un ecumenismo buonista stiamo svendendo la nostra economia ed il nostro paese a questa gente che non hanessun rispetto per le istituzioni altrui.
La competizione è bella quando si parte tutti nelle stesse condizioni: ma in Cina non esiste nessun rispetto per la dignità ed i diritti dei lavoratori.
Non mettere dei forti dazi alle importazioni dai paesi non democratici è stato un grosso errore che pagheremo caro!
Chiedete a coloro che per aver indossato un vestiario cinese si son recati in studi di dermatologi..
Per risparmiare, tra visite e creme, vi hanno rimesso di salute e denaro.
Ben altro discorso è la problematica prezzi, dove piu' di qualche commerciante dovrebbe darsi una regolata evitando pertanto di lamentarsi.
Se una maglia o camicia a bari in corso cavour la pago un prezzo non capisco perchè in piazza vittorio emanuele la stessa maglia o camicia ha il prezzo maggiorato..come per le scarpe in vendita in corso umberto dove a bari sia via sparano che corso cavour le trovi a prezzo inferiore e non parliamo dei saldi dove solo a monopoli (i veri saldi) iniziano sempre l'ultima settimana (compresi negozi franchising).
gli italiani 60.000.000 . Sulla terra per OGNI italiano ci sono 22 e passa cinesi
ma mica i politici (che gia' e' discutibile cio' che fanno) possono farci da balia per ogni sciocchezza!
la concorrenza funziona a 360 gradi, se volete vendere inventatevi un'altra volta. avete finito di sgambettare, adesso che il pubblico ha gli occhi piu' aperti avete paura?? eheh I LOVE CINA
Le soluzione per i miseri mortali a basso reddito è attendere i saldi o con un po' di pazienza recarsi e cercare nei grandi ipermercati, mercati settimanali e outlet.
se poi sono anche ottimi locatari, vuol dire che i soldi da qualche parte li prenderanno.
Boh, forse è perchè sono tutte le attività familiari?
Sarei curioso di sapere se vengono effettuati controlli sui materiali utilizzati in fase di produzione, visto che nei tg nazionali si è detto che producono anche rubinetti cancerogeni...