Lunedì 21 Maggio 2012
   
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MONOPOLI E LA NUOVA “SINDROME CINESE”

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E’ in corso un’invasione silenziosa : quella dei negozi cinesi

 

Dopo il boom dei “compro oro” e dei centri scommesse, è giunto il momento di soffermarsi su un altro fenomeno che potrebbe sconvolgere a breve l’economia cittadina, ovvero l’espansione dei negozi cinesi.

Pagano affitti da migliaia di euro (con pagamento anticipato di molte mensilità) vendendo articoli commerciali da pochi euro. E mentre i negozi storici della città chiudono i battenti, in ogni quartiere di Monopoli continuano ad aprire bazar made in China.

Qualche commerciante monopolitano ci dice che : “A Monopoli i negozi che vendono merce di qualità soffrono la crisi e rischiano di chiudere mentre nuovi negozi cinesi invadono la città con articoli di scarsa qualità”.

Si tratta di un’affermazione vera o è solo invidia da parte dei commercianti locali?

La verità è che ormai spesso anche i prodotti regolarmente importati dalla Cina hanno prezzi tali da non poter essere retti dai produttori italiani.

Le imprese cinesi stanno lentamente ed inesorabilmente prendendo piede in tutto il barese. Ormai non sono più solo i tradizionali ristoranti. Si moltiplicano i bazar,  i negozi di abbigliamento e di casalinghi.

Tutte queste attività sono in regola?

Secondo il Comandante della Compagnia della Guardia di Finanza di Monopoli, Dr. Ciro Rutigliano : «finora il fenomeno - seppur studiato, ristudiato, smontato ricostruito e rismontato - appare ancora in chiaro-scuro».

«Molti cinesi giungono in Italia, comprano spesso in contanti le attività commerciali, poi comprano case, ville, tenute, trulli, masserie, muovendo grosse quantità di denaro.

In tutta Italia si sta svolgendo una grossa indagine per capire il fenomeno dell’economia cinese che ogni giorno aggredisce la reale e vitale economia nazionale. Questo sistema provoca concorrenza sleale verso i nostri connazionali che esercitano attività commerciale regolare pagando le tasse allo stato e vendendo prodotti garantiti e tutelati. I cinesi con le loro chincaglierie provocano spesso caos commerciale. Inoltre i loro guadagni vengono veicolati in grosse società finanziare cinesi (il famoso gioco delle “scatole cinesi”, società grosse che contengono altre più piccole) che evadono le tasse nazionali portando i nostri soldi all’estero, in paradisi fiscali o esentasse o regimi fiscali più convenienti dell’estremo oriente».

Tuttavia il Comandante della Compagnia della Guardia di Finanza di Monopoli assicura che non mancheranno i controlli.

« In questo 2011 cercheremo di controllare questo fenomeno e scoprire gli eventuali reati di natura finanziaria ad esso connessi. Ci concentreremo in particolare sulla falsificazione del Made in Italy che produce milioni di euro di danni per le nostre aziende e fa perdere posti di lavoro. In collaborazione con il Commissariato di Polizia vigileremo anche sul fenomeno dell’immigrazione clandestina cinese che sembra essere diffusissimo ma difficile da controllare e reprimere. Per svolgere questa interessante e molto impegnativa operazione d’investigazione serve molto tempo e molta gente; infatti il primo problema è trovare colleghi che conoscano il cinese per comprendere la loro lingua e tradurre le loro scritture al fine di ricostruire i flussi finanziari ed eventualmente reprimere eventuali casi di concorrenza sleale esercitata e violazioni di legge».

La comunità cinese nella nostra città è abbastanza numerosa; si tratta tuttavia di una presenza discreta. Vivono in più persone per appartamento. Sono degli ottimi locatari; pagano caparre consistenti e sono puntualissimi nei pagamenti dei canoni di locazione, spesso più elevati rispetto a quelli di mercato.

Tra le caratteristiche principali della nuova comunità cinese c’è l’importanza della famiglia, con marito e moglie che spesso lavorano insieme in azienda, e i rapporti di guanxì, le reti di sostegno reciproco tra parenti, amici, compaesani che consentono di raccogliere soldi per iniziare attività autonome.

Si tratta tuttavia di una comunità piuttosto chiusa e rigidamente ancorata alle proprie tradizioni, in molti aspetti divergenti rispetto agli usi e costumi locali.

Per il momento il fenomeno è ancora contenuto ma siamo certi che la nuova comunità cittadina non tarderà molto a farsi largo anche nel nostro contesto locale.

Commenti 

 
#21 novecento 2011-05-04 18:24
se voi pensate che basti comprare a pochi euro sia un affare e sono uguali a prodotti fatti in italia liberi di farlo ma rimane solo un illusione la qualita' e la serieta del negozio che tratta prodotti ad un certo livello a un costo poi e' vero che ci sono commercianti disonesti e furbi ma questo succede in ogni categoria compresa quella dei politici.
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#20 opinione 2011-05-02 15:10
io proporrei aumento dei salari,con detassazzione degli stessi,un ottimo mix per comprare solo made in itay.ma forse questo era già stato detto...vero?
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#19 Monopolitanostanco 2011-04-29 18:46
Sul prezzo allettante, e purtroppo anche per me l'unico che posso sostenere, dei loro prodotti, non si discute!
E' anche vero che i commercianti italiani spesso vendono la identica merce sulle loro bancarelle il martedi al doppio del prezzo cinese...
Ma rimango con i miei dubbi sulla qualità...ne abbiamo sentite tante, anche per quanto riguarda il mercato cinese interno al loro paese...latte con la colla, vernici tossiche, materiali in europa proibiti e cancerogeni, ecc ecc
Se il ministero della salute garantisse i prodotti cinesi sarei più tranquillo nell'acquistarli....
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#18 a meno che 2011-04-29 14:58
"chi vende merletti e mutande non può rivestire quella carica" sostiene SGAMBETTANTE (#12), a meno che - propongo - non svolga le attività istituzionali indossando mutande con merletti! :lol: :-x
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#17 novello 2011-04-29 14:49
Aggiungo: meno male che sono arrivati i cinesi, almeno si può campare adesso.
Ma.....avete visto le scarpe nei Ns negozi quanto costano? 200€ 250€ 300€ e che siamo scemi? dai cinesi costano 15/20/30 € che è il giusto prezzo.
Ah, dimenticavo: un paio di scarpe da donna in un negozio "nostro" costavano 90€ le stesse e identiche dai cinesi costo 30€ (entrambe sotto avevano il made in china), a voi i commenti.............
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#16 Franco IV 2011-04-29 14:28
I cinesi si approfittano del fatto che noi italiani (ed europei) abbiamo consentito a loro di fare ciò che loro non consentono a noi.Siamo stati degli allocchi.
In nome di un ecumenismo buonista stiamo svendendo la nostra economia ed il nostro paese a questa gente che non hanessun rispetto per le istituzioni altrui.
La competizione è bella quando si parte tutti nelle stesse condizioni: ma in Cina non esiste nessun rispetto per la dignità ed i diritti dei lavoratori.
Non mettere dei forti dazi alle importazioni dai paesi non democratici è stato un grosso errore che pagheremo caro!
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#15 Partigiano 2011-04-29 14:14
Altro che cina .. sempre I LOVE ITALY..altrimenti non ci lamentiamo se c'è disoccupazione se le fabbriche chiudono se il commerciante chiude e tant'altro...
Chiedete a coloro che per aver indossato un vestiario cinese si son recati in studi di dermatologi..
Per risparmiare, tra visite e creme, vi hanno rimesso di salute e denaro.
Ben altro discorso è la problematica prezzi, dove piu' di qualche commerciante dovrebbe darsi una regolata evitando pertanto di lamentarsi.
Se una maglia o camicia a bari in corso cavour la pago un prezzo non capisco perchè in piazza vittorio emanuele la stessa maglia o camicia ha il prezzo maggiorato..come per le scarpe in vendita in corso umberto dove a bari sia via sparano che corso cavour le trovi a prezzo inferiore e non parliamo dei saldi dove solo a monopoli (i veri saldi) iniziano sempre l'ultima settimana (compresi negozi franchising).
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#14 statistico 2011-04-29 11:37
i cinesi sono 1.340.000.000
gli italiani 60.000.000 . Sulla terra per OGNI italiano ci sono 22 e passa cinesi
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#13 ciccio 2011-04-29 11:17
per sgambettante:
ma mica i politici (che gia' e' discutibile cio' che fanno) possono farci da balia per ogni sciocchezza!
la concorrenza funziona a 360 gradi, se volete vendere inventatevi un'altra volta. avete finito di sgambettare, adesso che il pubblico ha gli occhi piu' aperti avete paura?? eheh I LOVE CINA
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#12 sgambettante 2011-04-29 10:32
e l'amministrazione comunale cosa fa? anzi l'assessore al commercio, Albanese, pure lui commerciante cosa fa? Perchè non assume iniziative per favorire il commercio monopolitano...(chi vende merletti e mutande non può rivestire quella carica)!!!!!Basta, sindaco Romani, con la logica dei partiti e le poltrone
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#11 target 2011-04-29 09:44
I cinesi coprono egregiamente il mercato di fascia bassa, si spera nel pieno rispetto di ogni tipo di norma applicabile. Ai commercianti locali non resterebbe che adeguarsi, se operano nella stessa fascia e se ce la fanno; oppure dedicarsi a una fascia più alta, dove i margini dovrebbero essere più elevati, magari a scapito dei volumi, che specialmente in questo periodo non saranno particolarmente consistenti. E' la concorrenza, quella che ai consumatori porta benefici, mentre alla società nel suo insieme può creare qualche problema. Saluti a tutti.
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#10 ciccio 2011-04-29 09:41
evviva la cina. io mi sono sempre trovato bene da quando compro da loro. e anzi... proprio alcuni commercianti di monopoli sono dei veri sciacalli. quel noto negozio di abbigliamento in piazza, dal nome di un frutto lungo e giallo ha da sempre tirato certi bidoni... per non parlare delle commesse una piu' antipatica dell'altra. bah... viva i cinesi che ci fanno pagare poco e sono anche gentili e simpatici.
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#9 bassa 2011-04-29 08:35
Cari amici, io penso che non dobbiamo prendercela con i cinesi,anzi con tanto di cappello.Questo e' uno schiaffo morale alla citta' ed in particolare ai commercianti abituati a lamentarsi.
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#8 WEQ 2011-04-28 22:58
ma perchè gli "sgambttend" di Monopoli stanno sempre a rompere le scatole ai cinesi e poi loro stessi hanno la villa, il mercedes e pure l'assegno per il mantenimento agli studi dei figli..dal comune, dalla provincia o chi che sia?!?invece che prenderci per i fondelli perchè non pagano le tasse come le pago io e tutti i cittadini onesti???vi siete mai chiesti perche a Monopoli ci sono cosi tante banche???semplice.................PERCHE I SOLDI CI SONOOOO!!!
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#7 Partigiano 2011-04-28 22:08
L'affermazione del commerciante è vera...basta entrare in uno di questi negozi e inali area cancerogena..la qualità la paghi ovunque,in italia, come in francia, spagna e germania ma i nostri stipendi sono di gran lunga inferiori.
Le soluzione per i miseri mortali a basso reddito è attendere i saldi o con un po' di pazienza recarsi e cercare nei grandi ipermercati, mercati settimanali e outlet.
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#6 GINOS 2011-04-28 21:15
PRODOTTI CANCEROGENI? E' LA SOLITA BALLA MESSA IN GIRO AD ARTE DA CHI VEDE SCIVOLARSI SEMPRE PIU' IL TAPPETO SOTTO I PIEDI(COMMERCIANTI E PRODUTTORI ITALIANI)... QUESTA GENTE, NELLA PIENA LEGALITA', RIESCE A SODDISFARE LE RICHIESTE DEL 90% DELLA GENTE: PREZZI BASSISSIMI , QUALITA' MEDIA E VASTO ASSORTIMENTO...... PIU' CHE I COMMERCIANTI ITALIANI, DOVREBBERO ESSERE I PRODUTTORI A RIVEDERE I PREZZI DI VENDITA.....NONOSTANTE ORMAI TUTTA LA PRODUZIONE DEL MADE IN ITALY SI E' SPOSTATA NEI PAESI DELL'EST, DOVE OVVIAMENTE GLI STIPENDI E LE SPESE SONO UN DECIMO DELL'ITALIA, NONOSTANTE QUESTO I PREZZI CHE PRATICANO SONO ASSURDI....LA ROVINA NON SONO I COMMERCIANTI ITALIANI, MA I PRODUTTORI, QUELLI CHE SI FANNO FARE LE CAMICIE IN CINA PER 50 CENTESIMI DI MANIFATTURA A CUI BISOGNA AGGIUNGERE ALTRI POCHI EURO PER IL TESSUTO E POI LE RIVENDONO AI NEGOZIANTI A 100 EURO.....NEGOZIANTE CHE POI DEVE METTERCI SU IL SUO RICARICO ED IL GIOCO E' FATTO....LA CAMICIA ARRIVA NELLE VETRINE A QUASI 200 EURO.....ALTRO CHE ROBA CANCEROGENA......
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#5 Alessandro A, 2011-04-28 20:36
Mi spiegate perchè lo stesso articolo che compro da cinesi, al negozio italiano lo trovo a 5€ in più?
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#4 Marilena 2011-04-28 20:07
Siamo costretti a comprare la roba cinese!..guadagnamo stipendi da fame (parlo per me!) e nei negozi che trattano aziende italiane vendono le stesse schifezze a prezzi assurdi! i commercianti italiani continuano a dare una marea di fregature e sono poco gentili..
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#3 novello 2011-04-28 19:17
beh, che dire......io ci vado spesso nei negozi cinesi e......lo scontrino me lo fanno sempre e dell'importo corretto senza che io dica mai nulla, vengo "servito" correttamente e con cortesia, cosa che nei negozi italiani non accade, anzi spesso il commesso o la commessa sono estremamente demotivati, lo scontrino si fà quasi sempre finta di dimenticarlo. i prodotti? costano il giusto e sono almeno per quel che mi riguarda della stessa qualità, (un prodotto italiano (scarpe pagate 100€ mi si sono rotte dopo circa 2 mesi) quelle cinesi sono ancora in ottimo stato. Questo è quello che penso: "i prodotti sono tutti uguali solo che il negoziante italiano ci vuole guadagnare un sacco mentre il cinese il giusto, tutto qui"
se poi sono anche ottimi locatari, vuol dire che i soldi da qualche parte li prenderanno.
Boh, forse è perchè sono tutte le attività familiari?
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#2 Monopolitanostanco 2011-04-28 18:13
Quello che mi preoccupa è la qualità delle loro merci...
Sarei curioso di sapere se vengono effettuati controlli sui materiali utilizzati in fase di produzione, visto che nei tg nazionali si è detto che producono anche rubinetti cancerogeni...
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