La vendita ne permetterebbe la riapertura
La sospensione delle attività della casa di riposo “ Romanelli”, che avverrà a partire dal 18 maggio prossimo, sta provocando apprensione tra i dipendenti e gli anziani ospitati presso la struttura.
Come noto, il consiglio di amministrazione ha decretato la sospensione delle attività a causa dei numerosi ed ingenti debiti gravanti sull’ente.
Tuttavia sembra farsi strada una soluzione: la vendita dell’immobile di via Vasco, meglio noto come “ settimo cielo”. I proventi dell’alienazione sarebbero sufficienti per risanare i debiti e garantire la disponibilità economica necessaria per la ripresa e il prosieguo delle attività.
A spiegare meglio i dettagli dell’operazione, il rag. Pietro Pertosa, consigliere di amministrazione dell’IPRAB:
Il 18 maggio prossimo la casa di riposo “ Romanelli” cesserà le sue attività. Dalla delibera del cda apprendiamo che si tratta di una sospensione cautelare e provvisoria fino a nuova determinazione. Ci sono quindi speranze che la casa di riposo possa riaprire?
Più che una speranza è una certezza. Noi speriamo, compatibilmente con la vendita dell’immobile di via Vasco, di cui ci accingiamo a pubblicare quanto prima il bando, di procedere con la messa a norma e la sistemazione integrale della vecchia struttura. E poi, man mano anche della struttura nuova con tutti gli adempimenti da fare, e quindi riaprire regolarmente. Speriamo di riospitare gli anziani, in modo tale da portare avanti la nostra attività principe, che è quella di ospitare gli anziani.
La sospensione delle attività si è resa necessaria a causa dei pesanti debiti gravanti sull’ente che ammonterebbero a 800 mila euro…
Potrebbero anche essere più di 800 mila euro, perché è molto difficile quantificare l’intero ammontare dei debiti dell’ente. E’ ovvio che stiamo scontando le “ pene” di una gestione, negli anni passati” piuttosto “ semplice e allegra”.
Quali mancanze avete riscontrato nelle gestioni passate e che hanno provocato il dissesto?
Potrebbero essere moltissime… non sta a me accertare quali sono le mancanze di coloro che ci hanno preceduto. Di fatto l’ente versa in una situazione pietosa dal punto di vista finanziario. Oggi l’unica via d’uscita è vendere l’immobile più appetibile, per cercare di ripianare il debito e cercare di rilanciare le attività della casa di riposo.
L’immobile che si vuole vendere è il famoso “ settimo cielo”. In passato si parlava di un vincolo che ne impediva la vendita perché frutto di una donazione. Ci può confermare questa notizia?
Il settimo cielo non è stato donato da nessuno, è stato costruito con fondi propri dell’Iprab. Quell’immobile è nato con l’intenzione di sostenere le attività della casa di riposo con le rendite derivanti dall’affitto dei locali commerciali e dagli appartamenti. Quello è l’unico immobile costruito con i soldi dell’Iprab, se non ricordo male, negli anni ’60.
Molti degli appartamenti del settimo cielo sono occupati da famiglie che vi abitano in regime di affitto. Si procederà con gli sfratti?
Per i morosi abbiamo avviato tutte le procedure di sfratto, ovviamente per morosità. Per coloro che invece pagano regolarmente, abbiamo inteso inviare disdetta alle naturali scadenze dei contratti.
Quindi potrebbero allungarsi i tempi per la vendita dell’immobile…
Assolutamente no! I tempi si sono già allungati perché, quando siamo andati dal notaio per pubblicare l’atto di vendita, abbiamo scoperto che vi erano difformità catastali tra quanto effettivamente è stato rilevato, e quanto riportava il catasto. Quindi abbiamo incaricato un geometra affinchè ripianasse le situazioni che bisognava obbligatoriamente regolarizzate, per permettere poi la vendita dell’immobile.
Sappiamo che a breve sarà pubblicato il nuovo bando di vendita e che si partirà con una base d’asta di sei milioni di euro…
Si, circa sei milioni di euro, che è il valore attribuito dall’agenzia del territorio. Noi auspichiamo che, laddove ci siano persone serie che sappiano apprezzare in maniera opportuna il grado di ubicazione, il gradi di appetibilità dal punto di vista commerciale, l’immobile possa essere venduto ad un importo maggiore.
Procederete con la vendita in blocco o per singoli lotti?
Lo stiamo definendo. Cercheremo la via più breve. Se la via più breve sarà la vendita in blocco, venderemo in blocco. Altrimenti cercheremo con la vendita per lotti.
Ci può fare delle previsioni sui tempi necessari per tutte le operazioni?
Ottimisticamente direi che entro un paio di mesi dovremmo pubblicare il bando di vendita. Io spero anche prima.
Nel frattempo cosa ne sarà della casa di riposo?
La casa resterà chiusa.
E i dipendenti?
I dipendenti, laddove sarà possibile, saranno messi in mobilità ai sensi del d. lgs. n° 165 del 30 marzo 2001.
E per gli anziani ospitati?
Vedremo di muoverci di concerto con l’assessore ai servizi sociali del Comune di Monopoli per cercare di dare loro una sistemazione nell’immediato. Spero che il maggior numero di famiglie possibile possa accogliere nuovamente in famiglia i loro parenti. Mi auguro che accada più questo che non sistemazioni provvisorie, sballottamenti e quant’altro. Purtroppo di fronte a delle problematiche così serie non possiamo proseguire, e necessario fermarci. Anche perché fare manutenzione ad una macchina in corsa, comporta uno sforzo. Fare la manutenzione ad una macchina che si ferma è più semplice.
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Commenti
Il Comune di Monopoli per vendere l'ex carcere ci ha impiegato due anni. Veda cosa sta succedendo a Fasano, dove sono messi molto meglio che da noi.
Del muto da 1.000.000 Euro non viene fatto nessun cenno nell'intervista pubblicata(eppure sarebbe un importo notevole, accertato e non secondario). E pur considerandolo resterebbe dalla vendita del "settimo cielo" una cifra preventivata(più di 4 milioni) ,davvero notevole rispetto alle spese necessarie e immaginabili per mettere in sicurezza la struttura...Sicuramente ,sarebbe stato meglio mettere in vendita solo gli appartamenti occupati dai morosi, e per gli importi necessari al ripianamento dei debiti e al proseguimento dell'attività di ricovero.