È un contratto da oltre 20 milioni di euro, quello che il gruppo Mermec di Monopoli ha firmato con il gruppo australiano RailCorp di Sidney. L'accordo prevede la fornitura di due veicoli diagnostici autopropulsi da 130 Km/h modello Roger 800 con relativi sistemi e servizi, ed include la possibilità di esercitare l'opzione di acquisto di un terzo veicolo della stessa tipologia entro la fine del 2011.
«La carta dei valori aziendali di RailCorp - dice Vito Pertosa, presidente di Mermec - è simile alla nostra ed è incentrata sulla sicurezza come priorità assoluta», che è la sintesi di un "modus operandi" molto radicato e sentito in RailCorp da aver reso le specifiche tecniche del bando gara per i nuovi veicoli diagnostici dell'operatore tra le più stringenti e complesse che abbiamo mai ricevuto».
La fornitura di sistemi diagnostici include diversi sistemi di misura optoelettronici non a contatto - geometria del binario e delle linea aerea, profilo della rotaia, marezzatura.
Grazie a queste nuove tecnologie, RailCorp sarà in grado di eseguire un'analisi completa dell'infrastruttura, controllandone sistematicamente il degrado nel tempo ed individuandone eventuali problemi e difetti.
Anche il sistema di supporto alle decisioni Ramsys verrà fornito come strumento di supporto nell'analisi della grande mole di dati che verranno acquisiti dai veicoli diagnostici offrendo ai manutentori della rete la possibilità di correlare i dati, ricercare le cause reali dei difetti e programmare una attenta azione di manutenzione preventiva.
Con l'intesa raggiunta con RailCorp, Mermec Group amplia la base dei suoi clienti, che sono 126 e in 40 paesi nel mondo utilizzano prodotti e servizi del gruppo pugliese, leader mondiale nel settore della diagnostica ferroviaria e siderurgica, al segnalamento e alla gestione ottimizzata degli asset.
fonte sole24ore.it
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Commenti
Diciamo che conosco piuttosto nel dettaglio la realtà universitaria attuale vivendola dall'interno e ti posso garantire che vi succede tutto ed il contrario di tutto; l'unica cosa che non c'è è una reale programmazione del futuro dell'attuale e delle future generazioni di studenti (investimenti NULLI nella vera formazione tecnica di base, incartapecorimento sempre crescente della classe accademica che pensa solo a se stessa beandosi di paroloni che, alla fine dei conti, non producono e non produrrano mai quei laureati di cui questo disgraziatissimo paese ha disperatamente bisogno, e così via).
Parlo di una grande (a parole...) realtà del meridione ma il discorso è applicabile un po' a tutte le altre; ci sarà pure un motivo per cui nessuna università italiana figura nei primi 100 posti della classifica mondiale per qualità di ricerca e didattica!
Sono perfettamente d'accordo con la tua analisi circa il "modus operandi" tipico delle aziende medio-piccole in Italia.
Purtroppo spesso queste aziende attingono a finanziamenti pubblici anche ingenti presentando progetti di ricerca regionali/nazionali nei quali sono quasi sempre coinvolti anche enti universitari; alla fine dei conti però i soldi vengo quasi sempre utilizzati in modo "diverso" e i risultati sono spesso poco più che aria fritta (e una buona revisione dei progetti da parte di chi è titolato a farlo potrebbe mettere in luce almeno quelli più assurdi).
Purtroppo il cambiamento di rotta richiede classi politica, accademica e imprenditoriale completamente diverse da quelle attuali; richiederebbe una visione che andasse oltre il proprio naso, che pensasse agli interessi del paese e non ai propri interessi personali.
Ma anche queste mie parole, forse, son solo aria fritta...
Un caro saluto.
GRAZIE DI CUORE VITO!!!!
FAI TUTTO QUEL CHE PUOI PER RESTARE A MONOPOLI
La vendita di Mermec agli azionisti del Nord è avvenuta 5 anni fa e quindi molto tempo prima della crisi. In quell'occasione Pertosa ha intascato fior di milioni.... a spese di tutti i dipendenti che si sono visti calare dirigenti incapaci e soprattutto molto "costosi". La vendita di Mermec ha quindi causato un tracollo finanziario incredibile. Per il resto tutti quanti sanno (compresi i dipendenti che sono costretti a firmare i resoconti...) che i progetti di ricerca non sono altro che delle coperture di commesse di vendita. A quando i controlli su come sono impiegati i soldi pubblici da parte della Regione Puglia...ops dimenticavo che Vendola e Pertosa.....
All'epoca il Sig. Vito Pertosa in persona dopo il colloquio mi offrì un
"rimborso spese mensile" (sue testuali parole) a fronte di un impegno a tempo pieno nella sua azienda, il che, francamente, lo ritenni una presa in giro a valle di tanti anni passati a sgobbare sui libri oltreché "sul campo" a farmi le ossa (esperienza più che decennale in elettronica ed automazione industriale anche in ambito ferroviario).
Tu avresti accettato? Io non l'ho fatto all'epoca e non lo farei neanche oggi!
Certo io me lo potevo permettere avendo già maturato (ma a mie spese) una discreta esperienza durante gli studi; mi rendo conto invece che la stragrande maggioranza dei neo-ingegneri attuali non si possa permettere di rifiutare neanche offerte di questo tipo data la situazione (disastrata) in cui versa la formazione universitaria, soprattutto a valle dell'introduzione del famigerato 3+2 e del "lavoro flessibile" che sembrano fatti apposta per favorire forme di sfruttamento ai limiti della legalità.
L'argomento è però di tale complessità che una discussione come questa potrebbe andare avanti per mesi senza approdare a nulla; lo stato di cose attuali si potrà risolvere solo se da parte di chi di dovere (Parlamento, Governo, classe accademica) si deciderà di destinare le giuste risorse (anzitutto economiche) alla formazione scolastica e universitaria; tuttavia ho il serio dubbio che ciò non convenga proprio a nessuno...
Saluti.
Imprenditore non vuol dire sfruttare o approfittare di tutto e di tutti ma creare ricchezza per l'azienda nel suo complesso.
I finanziamenti pubblici (ovvero i ns. soldi) vanno usati per la vera ricerca e non per commesse già acquisite. I finanziamenti sono stati ottenuti per ricerca o sviluppo precompetitivo (decine di milioni di euro). E' un reato scaricare le ore di commessa sui progetti finanziati.
Io sono il primo ciccio (commento #4) e, pur non essendo dipendente della MerMec o della galassia di aziende medio/piccole in cui è suddivisa (me ne sono tenuto scientemente a debita distanza dopo averci fatto un colloquio subito dopo la laurea) ho vari riscontri piuttosto negativi da ingegneri che ci lavorano.
Nessun risentimento, quindi; sono poi d'accordo con tutto quanto asserisci nel resto del messaggio, compreso il fatto che il mercato "degli ingegneri" è oggi totalmente "drogato" da un'eccessiva offerta di laureati magari con notevoli conoscenze teoriche ma pur sempre con basse competenze professionali di partenza; ed è proprio di questo che la classe imprenditoriale attuale (non solo Pertosa) profitta a piene mani.
Parola di un addetto ai lavori...
A RAILWAYS (#8), anch'egli direi interno all'azienda e non ingegnere, che sostiene che "tanti ingegneri non conoscono neanche la differenza tra un giravite fisso ed uno a stella", faccio notare che, se anche fosse vero, in primis un ingegnere non deve sapere quella differenza, ma deve avere ben altre conoscenze, quindi che un ingegnere ci impiegherebbe tre secondi a impararla, cosa che di certo non si può prevedere per chi, conoscendo quella differenza, dovesse cercare di acquisire le conoscenze di un ingegnere. Dopodichè, le conoscenze e le esperienze sono tutte utili e necessarie qaundo fanno sistema.
Infine, sulla questione stipendi, che Pertosa sia di braccino corto si sente dire spesso, tuttavia forse anche questo potrebbe rientrare nelle sue prerogative di imprenditore che sfrutta quanto ha intorno, tra cui anche un mercato del lavoro caratterizzato da grande offerta e poca domanda. In altre parole, lo stesso Pertosa, se non potesse fare a meno di una certa persona e quella avesse alternative valide, non potrebbe non "stendersi".
Speriamo che con questa commessa, Pertosa riesca a risollevare il destino della Mermec o, come sembra, a trovare dei compratori, visto che la Mermec è ancora una volta in vendita (o svendita....)
Chi trova che 1200-1300€ al mese sono pochi, anche se ingegnere, può sempre metter su uno studio in proprio e dedicarsi alla libera professione.
Saluti