Il progetto del multisala e l’ “ostruzionismo” dell’amministrazione
E’ una vicenda complessa quella legata al “Cinema Visconti”.
Il divorzio tra i Caforio (proprietari dell’immobile) e Petruzzi, (proprietario delle licenze per esercitare l’attività: 550 posti per l’azienda Visconti e 158 per l’Etoile) sarebbe giunta- secondo quanto dichiarato da Petruzzi durante la conferenza stampa promossa dal PD presso il cinema Etoile- per una incompatibilità tra i progetti del conduttore e la disponibilità di Caforio.
A quanto pare, infatti, l’intenzione di realizzare all’interno dell’immobile di via Rattazzi un multisala- promossa da Petruzzi- non ha entusiasmato Caforio, il quale, anzi, ha richiesto un affitto molto più alto per 18 anni.
“I Caforio hanno rifiutato qualsiasi mia proposta dal 2000- ha dichiarato Gianbattista Petruzzi- Avevo valutato anche la possibilità di acquistare l’immobile, ma ci ha chiesto una cifra pari a cinque milioni di euro. Io, con due milioni e mezzo di euro, posso farlo di sana pianta. Nuovo”.
Dalle parole del Petruzzi emerge una realtà ben delineata: Caforio non ha alcuna intenzione di proseguire con l’attività.
“Non mi hanno neppure proposto la vendita dell’attività”, ha fatto notare Petruzzi.
“IL VISCONTI E’ MIO!”- Ed è proprio in merito all’attività Visconti, che arriva il chiarimento fondamentale.
Il titolare delle licenze ha infatti precisato che l’azienda Visconti è di sua proprietà, e che è invece di proprietà del sign. Caforio l'immobile sito in via Rattazzi.
La distinzione tra l’azienda e la struttura è necessaria: come spiegato già da Caforio precedentemente, infatti, per il sito di via Rattazzi il Comune avrebbe predisposto (al momento dei controlli della commissione per lo spettacolo), una procedura per la “riapertura del Visconti”, quindi la riapertura di una attività che in realtà appartiene al sign. Petruzzi. Per questo motivo, l’ex conduttore dell’immobile ha denunciato all’associazione di categoria il sig. Caforio, Armenise ed il Presidente dell’Agis.
“Lì- ha precisato Petruzzi- è necessaria l’apertura di una nuova attività, per la quale è indispensabile richiedere nuove autorizzazioni alla Regione. Autorizzazioni che sappiamo già che saranno negate per effetto della legge regionale, che stabilisce coefficienti territoriali per il rilascio di concessioni”.
IL MULTISALA IN C.DA BAIONE- “Nessun tipo di azione legale è stata intrapresa da parte mia- ha proseguito Petruzzi- se non contro il Comune che mi nega il trasferimento dell’attività in altra sede”.
L’intenzione dell’imprenditore è infatti sempre quella di realizzare un multisala: diversi i progetti presentati sino ad oggi al Comune di Monopoli, compreso un piano redatto durante l’amministrazione Laganà, per la riqualificazione del Radar, che prevedeva la realizzazione di una sala da 350 posti e due da 80. Rigettato.
“Ho acquistato un terreno in c.da Baione, proprio vicino alla Masseria Spina- ha dichiarato Petruzzi- voglio trasferire lì la mia attività, unendo i posti del Visconti e quelli dell’Etoile. Due cinema al centro di Monopoli non servono, la gente vuole la scelta, il multisala. Infatti, i cittadini, anche con la presenza di due cinema in città, tendevano ad uscire fuori paese, alla ricerca del multisala!”.
Ma il Comune di Monopoli, non rilascia le autorizzazioni per il trasferimento. E qui la questione si complica. Stando a quanto dichiarato da Petruzzi, secondo la legge regionale non sarebbero necessarie ulteriori autorizzazioni per il trasferimento dell’attività. Ma il dirigente D’Amico – dato che il multisala non esiste- non considera l’azione come un trasferimento, ma come un “nuovo impianto” per il quale sono necessarie nuove autorizzazioni, negando di fatto lo spostamento dell’attività. Cosa che metterebbe a rischio la licenza per l’azienda Visconti del Petruzzi, in scadenza, ed i 550 posti oggi assegnati a Monopoli (ma secondo i coefficienti regionali comunque in “surplus” rispetto al rapporto posto- cittadino stabilito).
Per questo motivo il Petruzzi ha presentato un ricorso al TAR, il quale avrebbe chiesto al dirigente D’Amico di rivedere il provvedimento. Nelle more D’Amico avrebbe anche chiesto un parere alla Regione, la quale, lavandosi di fatto le mani, ha risposto che la decisione non è di loro competenza.
Il problema, secondo l’imprenditore (che sta preparando un nuovo ricorso al TAR per motivi aggiunti), è politico: “Il sindaco non vuole prendersi la responsabilità di questo trasferimento!”.
Sul problema politico si è espresso Michele Suma, secondo il quale dovrebbe essere la politica, l’amministrazione, ad intervenire per cercare una soluzione comune. Anche l’acquisto dell’immobile di via Rattazzi, secondo il professore, potrebbe essere una soluzione. Intanto i Giovani Democratici, rappresentati da Giacomo Ferrarese, hanno chiesto un tavolo per la discussione delle politiche giovanili e culturali. Di fatto, nessuna proposta alternativa per migliorare l’attuale situazione.
IL “VINCOLO” SUL VISCONTI: Il messaggio che è passato sul “vincolo” posto sull’immobile di via Rattazzi è che in quella sede, con il Pug, si è decretato che sarà possibile ospitare solo un cinema. Ovviamente per quell’immobile è stata confermata una destinazione d’uso, ed ovviamente la destinazione non può essere “per cinema”. La destinazione è “servizi collettivi non computabili come standard”. Caforio non è costretto a fare un cinema, ma una qualsiasi servizio collettivo. Inoltre è possibile chiedere un cambio di destinazione d’uso: Caforio se volesse, potrebbe chiedere anche la destinazione residenziale, conservando quelle volumetrie e quella architettura.
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Commenti
SONO TUTTI DICO TUTTI UGUALI
AIUTO=INTERESSE=POLITICA!!!!!!!!!
tre gradi di giudizio hanno gia' dato torto a Petruzzi! Perche?
E tu perche' non ti firmi? Sei italo-americano??
Petruzzi dice di essere un imprenditore, è evidente che ha fatto male il suo lavoro, se l'avesse fatto bene non si troverebbe in questa situazione. Mi viene da pensare che lui abbia tentato di fare lo sgambetto al Caforio....quando dice di aver acquistato un suolo e aver voluto costruire una multisala, ha pensato di affossare il vecchio cinema...quindi, è giusto che il Caforio si sia difeso è abbia trovato le sue ragioni.
Per partigino in realtà quei 550 posti non appartengonoapparterranno più a Monopoli perchè ci sono state negli gli ultimi 2 anni ci sono state aperture grandi come la multisala di Mola e l'ultimo aperto a bari con queste aperture si è andati anche oltre ai posti consentiti quindi con la scadenza della licenza del visconti in teoria quei 550 posti non sarebbero più assegnabili a nessuno fino a nuove disposizioni o per lo meno cosi dicono i regolamenti ma visto che qui ognuno fa quel che vuole può essere anche che non sia cosi!
Purtroppo Petruzzi e' fuori gioco ma legalmente puo ancora prolugare l'agonia.
La colpa e' della burocrazia e legislatura italiana! In un altro paese civile si sarebbe risolto il tutto in un mese! Ma 'Italia e ' questa signori! Buona agonia a tutti!
Fuori la politica !
La politica? Ma Il sig. SUMA perchè non pensa a fare il suo lavoro di professore/dipendente statale e lascia stare considerazioni, che in base a quello che dice, non fanno "per la sua formazione da ......dipendente statale".