Il corpo delle donne
ITALIA, AGOSTO 2011. Dal sito ilcorpodelledonne.com
“Che entrino le bocce di Cristina e Francesca!, E tu, dove glielo metteresti?, Abbiamo le poppe più belle d'Italia, Te la do gratis, Fate l'amore con Sapore, Fatti il Capo, Metti il tuo pacco in buone mani, Tira fuori la bestia, Il vento è cambiato, Lei è più bella che intelligente, Ti piacerebbe averle così?Te le pago io!, Database ve la da, Un uomo non vede altro, Scatenami, Con buona pace di chi crede al fascino dei neuroni...l'occhio pretende la sua parte...!, Nonostante il seno piccolo è riuscita a trovare un ragazzo che le volesse bene, Fai una panoramica sulla calotta polare!, Montala a costo zero...”
Solo poche settimane fa, appariva nelle strade della nostra città il famoso cartellone: E tu, dove glielo metteresti? Oggi la città è letteralmente tappezzata di fondoschiena e donne seminude.
AAA cercasi “talenti” per sexy bar.
“A tua madre lo faresti fare?” domandavo banalmente ad un passante bavoso, “moderno ed aperto” ( per sua stessa definizione) sotto il manifesto.
L’ottimista Gad Lerner nel 2009 prevedeva che i maggiori rappresentanti del mondo della comunicazione avrebbero cominciato a “riflettere sull’immagine dell’universo femminile retrograda e grottesca, monotona e mignottesca senza neppure erotismo”.
Così non è stato. In realtà l’escalation di stimoli sessuali è stata così forte e veloce, da rendere impassibile lo spettatore anche alle immagini più spinte. Quindi l’atto finale, un invito esplicito a “metterglielo”.
Non vi scandalizzate! Detto così potrebbe anche farvi schifo, ma avrà strappato sicuramente un sorriso ed un infiammato commento ai “cervelli” eccelsi dei maschi italiani.
Ma veniamo a noi. L’immagine, probabilmente, è solo la punta dell’iceberg di una cultura nella quale in generale il corpo ha un ruolo centrale e soprattutto, è una merce di scambio ormai a basso costo.
Diciamocelo, un commento ad alta voce, questa non è solo una cultura propria dell’uomo. Anche la donna vive nello stesso grado, o meglio, nello stesso degrado. E c’è chi si “adegua”, con o meno piacere.
Una cultura che arriva al corpo della donna in particolare, ma che la colpisce e la degrada complessivamente.
Vi proponiamo, per una riflessione, un estratto dell'intervista di Bia Sarasini a Gad Lerner, pubblicata sul numero 80 della rivista Legendaria:
Ha radici lontane l'attenzione di Gad Lernerper l'uso del corpo delle donne in politica e in televisione. Il conduttore dell'Infedele, la trasmissione approfondimento di La7, autore dell'autobiografico Scintille, tra i libri più venduti degli ultimi mesi, non ha mezzi termini.
«Era l'epoca di quella che fu chiamatavallettopoli, circa quattro anni fa: ragazze della televisione che si trovarono al centro di inchieste su comportamenti illeciti di uomini politici, allora non di prima linea. Già allora mi ero chiesto pubblicamente, per esempio nella mia rubrica su Vanity Fair, come mai le donne italiane non si ribellassero, come potessero accettare l'umiliazione pubblica delle donne in tv». Le risposte non erano mancate del tutto: «Sì, mi rispose Luisa Muraro. In un articolo scrisse che non si poteva chiedere che fossero le donne a risolvere questi problemi, che per loro sarebbe stata una battaglia arretrata. Dovete essere voi uomini, aveva scritto, a darvi da fare. Una risposta che mi ha lasciato insoddisfatto».
In effetti Gad Lerner si è dato da fare. Per esempio ha denunciato le profferte femminili che ha ricevuto nel breve periodo di quando è stato direttore del Tg1. E ha continuato a denunciare sia l'asservimento delle giovanisoubrette, sia l'assenza di denuncia delle donne, per esempio delle professioniste che lavorano in Rai e a Mediaset. «Deve essere stato per quello scambio un po' brusco che anni dopo, nel 2009, prima esplodesse il caso Noemi, Luisa Muraro mi ha segnalato il documentario di Lorella Zanardo, Il corpo delle donne. Ho capito subito che era una bomba».
Gad Lerner, a cui vorrei ricordare il dileggio che piombò addosso a Lucia Annunziata, quando da presidente della Rai osò denunciare l'uso improprio del corpo delle donne in trasmissioni popolari come l'Eredità, sottolinea con malizia la resistenza della redazione dell'Infedele: «Le mie colleghe sono state piuttosto fredde, parlavano di un linguaggio vetero-femminista. Nulla che già non sappiamo, mi dicevano. A me da subito il documentario nella sua semplicità mi è sembrato di per sé dirompente. Scherzando rinfaccio loro di averne sottovalutato l'impatto. Sul pubblico ciò a cui vi siete abituate come ovvio avrà un effetto esplosivo, argomentavo». È così ad alta voce, la denuncia di Lerner, che incuriosisce.
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Commenti
Il manifesto cui ti riferisci era a bari credo ed evidentemente il sindaco di lì non gradiva a differenza di questo di quì.
Siamo nel XXI Secolo e si parla ancora di donna oggetto? Penso che questi articoli sminuiscano il ruolo della donna che oggi è quanto mai PROTAGONISTA della società moderna. Avrebbero dovuto scrivere sotto il manifesto..."La donna in questione non è stata torturata e fatta oggetto di violenza per effettuare lo scatto del suo fondoschiena!" ... Ma per piacere...
Ma se la stragrande maggioranza delle donne oggi sarebbe disposta a tutto pur di far soldi.
Basta con l'ipocrisia, io in quel locale pubblicizzato ci sono stato; non succede nulla di starno però è frequentato anche da moralisti monopolitani.
Vi racconto un aneddoto capitatomi in gioventù: una bella signorina (sul serio) un giorno mi disse : tanto non te la dò, ed io che probabilmente non avevo capito una cippa di tutto le risposi: " ma chi ti dice che la voglio? e poi anche io non te lo dò". Cosa voglio dire con questo, a prescindere dal fatto che è confermato che è la donna che sceglie, noi uomini crediamo di avere un ruolo (quando diciamo : me la sono fatta a quella, no no no non è proprio così è la donna che ci ha concesso di "farcela", non è così, l'uomo deve avere un pochino di autostima in se stesso, credo che pagare una donna (almeno per me) sia la cosa più umiliante che ci sia.