Martedì 22 Maggio 2012
   
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ANGURIE: LA CRISI DEL SETTORE AGRICOLO

angurie

I produttori di anguria ricorderanno quest’estate 2011. Un ricordo amaro, come i prezzi più bassi degli ultimi 30 anni del prodotto.

I consumatori che acquistano le angurie a prezzi convenientissimi, toccano con mano la crisi che attanaglia il settore. 10 centesimi al chilo non bastano a coprire le spese sostenute per la produzione e la raccolta.

Meglio distruggere il raccolto, fresarlo, piuttosto che sostenere ulteriori spese per la raccolta.

Mola, Conversano, Monopoli e Polignano: qui si produce l’80 per cento dei 500 ettari di angurie della provincia di Bari. La grandinata dell’8 giugno aveva distrutto decine di ettari soprattutto nella zona Polignano, Mola, Conversano, Turi, Sammichele, Casamassima e Adelfiadove, dove un quinto dei terreni è rimasto incolto.

Il prezzo di vendita del produttore è sceso sino al 70 %, passando dai 0,20 € al kg di giugno ai 0,10 € , e addirittura ai 0,04 € al kg delle ultime settimane – come dichiarato dal produttore Dino Lamanna, titolare dell’azienda agricola Annalisa di Polignano a mare, che utilizza oltre 100 ettari di terreno per coltivare la pregiatissima qualità “ mini rossa “. In accordo con quanto dichiarato dal signor Lamanna, è il Dott. Pietro Santamaria  della facoltà di Agraria dell’Università di Bari, che sta sperimentando delle nuove coltivazioni di angurie, e che per dar voce ai produttori ha protestato a Conversano spingendo un carrello da supermercato con all’interno  oltre 30 kg di Angurie di Mola, con un cartello che mostrava in modo eloquente lo stato di crisi dei produttori (0,10 € al kg al produttore,  0,125 € al Kg per la discarica ).

Le angurie, tuttavia, non saranno conferite in discarica ma, fresate, diventeranno fertilizzante per il terreno.

 

Commenti 

 
#6 Tony 2011-08-28 13:56
ma il problema è che gli esportatori che sono quelli che non fanno niente e si fanno i soldi gli offrono la miseria, con o senza concime.
i contadini si spezzano la schiena nei campi quando poi si vedono offrire 4 soldi
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#5 angelo vito lamanna 2011-08-28 11:13
la spiegazione di questa e di altre sciagure che colpiscono il settore agricolo, è complessa quanto dolorosa.
per sintetizzare l'argomento, a mio modo di vedere, a livello comunitario (E.U.) si è deciso di dismettere il settore agricolo.
altrove si è deciso di considerare il primario, settore strategico, alla stregua della difesa, nella comunità europea no, basta informarsi sulla p.a.c., e subito si capisce che la direzione e quella, l'eutanasia delle aziende agricole.
la crisi finanziaria a fatto il resto, lasciando al primario il ruolo di cenerentola dell'economia.
infatti, tutti i settori vengono sostenuti, meno il primario, esso non gode ne di ammortizzatori sociali ne tanto meno di moratorie sul debito o qual si voglia tutela.
arrangiatevi.
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#4 alti i cuori 2011-08-27 22:04
per le angurie non si utilizza il potassio, accelera la sovramaturazione in post raccolta ed a volte lo svuotamento della cavità placentare, soprattutto nelle varietà tipo dumara. Nonostante il rischio di incentivare il marciume apicale il macro elemento fondamentale è il fosforo. È importante, per tutti. In conclusione, è dimostrabile che la sovraproduzine è dipesa maggiormente dai portainnesti che dai fertilizzanti.
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#3 potassio 2011-08-27 11:34
avete mai visto come si coltivano le angurie? in una maniea che di naturale ha pochissimo, è di più il concime di sintesi (creato chimicamente nei petrolchimici) che non la terra o l'acqua. purtroppo devo dire che l'ignoranza dei contadini è la loro causa di rovina, abbandonano sistemi di coltura classici per sistemi moderni che poi gli si rivoltano contro, sono una specie di drogati
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#2 alti i cuori 2011-08-26 23:05
albanese, anzitutto l'andamento climatico dell'estate in europa, per il resto non basta un commento per relazionare sulle problematiche del mercato dell'anguria. Magra e campanilistica consolazione: a Monopoli è limitatissimo l'ettaraggio con a dimora l'anguria.
Saluti
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#1 albanese 2011-08-26 21:54
ma qualcuno sa spiegare il perche di questa crisi? forse una sovraproduzione,o diversi passagi della filiera,secondo me e giusto che i produttori a fronte del loro lavoro traggono del guadagno,ma non e con la distruzione che si risolva il problema,sarebbe piu giusto che produttori commercianti e consumatori trovino una soluzione al problema altrimenti il prossimo anno ci sara lo stesso problema.
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