Cambia la geografia giudiziaria
Soppressione e riduzione delle sedi distaccate dei tribunali: è quanto previsto dall'emendamento approvato dalla Commissione Bilancio del Senato il 1° settembre 2011.
L’emendamento, in particolare, delega al Governo l'emanazione di uno o più decreti legislativi volti alla riorganizzazione della distribuzione sul territorio degli uffici giudiziari con l'obiettivo di realizzare risparmi di spesa e incremento di efficienza.
I principali criteri da seguire sono i seguenti:
• ridefinire l'assetto territoriale degli uffici giudiziari secondo criteri oggettivi e omogenei che tengano conto dell'estensione del territorio, del numero degli abitanti, dei carichi di lavoro e dell'indice delle sopravvenienze, della specificità territoriale del bacino di utenza e del tasso d'impatto della criminalità organizzata, nonché della necessità di razionalizzare il servizio giustizia nelle grandi aree metropolitane;
• ridefinire l'assetto territoriale degli uffici requirenti non distrettuali;
• procedere alla soppressione, ovvero alla riduzione delle sezioni distaccate di tribunale, anche mediante accorpamento ai tribunali limitrofi;
• prevedere la riduzione degli uffici del giudice di pace dislocati in sede diversa da quella circondariale.
(da altex.com)
Cambia la geografia giudiziaria, ed il nostro tribunale, già al collasso per la carenza di personale amministrativo ( e non solo), potrebbe essere tra le nomination dei “soppressi”. A rischio anche il giudice di pace. Si attende dunque la “tabella” dei nominati che il Governo dovrebbe pubblicare presto.
Intanto non aiuta la situazione del tribunale, già denunciata da Pierfelice Annese, presidente associazione avvocati di Monopoli e Polignano, il quale dichiarava un anno fa, che a queste carenze «suppliscono i dipendenti tuttora in servizio, che non sarebbe esagerato definire eroi», «Tutta la struttura si regge sulla buona volontà di questi dipendenti - che non può essere eterna - e sul lavoro del Magistrato, che sta per trasferirsi».
Il caso del Tribunale monopolitano “al collasso” fu anche oggetto di una interrogazione parlamentare scritta dall’on. Zazzera circa un anno fa, nella quale l’onorevole riportava la testimonianza dell’avvocato unico Valentino Lenoci.
“secondo quanto denunciato dal dottor Lenoci,-scriveva- tutto l'apparato giudiziario risentirebbe fortemente della mancanza di fondi. Con l'ultima finanziaria poi, il Governo avrebbe «penalizzato i giovani magistrati mandati nelle sedi distaccate dei Tribunali con il blocco degli scatti stipendiali e degli aumenti dopo le valutazioni quadriennali di professionalità degli stessi». [...] Se i magistrati si rifiutassero di continuare a supplire alle mancanze delle strutture giudiziarie come i Tribunali - prosegue Lenoci - sarebbe la paralisi del sistema";
senza investimenti, sulle strutture ma anche «sul personale di cancelleria e di magistratura, su elementi utili come i computer, le stampanti, i codici e l'aggiornammo librario, non ci sarà alcun cambiamento della Giustizia».
Attendiamo il responso dal Governo.
Cambia la geografia giudiziaria
Soppressione e riduzione delle sedi distaccate dei tribunali: è quanto previsto dall'emendamento approvato dalla Commissione Bilancio del Senato il 1° settembre 2011.
L’emendamento, in particolare, delega al Governo l'emanazione di uno o più decreti legislativi volti alla riorganizzazione della distribuzione sul territorio degli uffici giudiziari con l'obiettivo di realizzare risparmi di spesa e incremento di efficienza.
I principali criteri da seguire sono i seguenti:
• ridefinire l'assetto territoriale degli uffici giudiziari secondo criteri oggettivi e omogenei che tengano conto dell'estensione del territorio, del numero degli abitanti, dei carichi di lavoro e dell'indice delle sopravvenienze, della specificità territoriale del bacino di utenza e del tasso d'impatto della criminalità organizzata, nonché della necessità di razionalizzare il servizio giustizia nelle grandi aree metropolitane;
• ridefinire l'assetto territoriale degli uffici requirenti non distrettuali;
• procedere alla soppressione, ovvero alla riduzione delle sezioni distaccate di tribunale, anche mediante accorpamento ai tribunali limitrofi;
• prevedere la riduzione degli uffici del giudice di pace dislocati in sede diversa da quella circondariale.
(da altex.com)
Cambia la geografia giudiziaria, ed il nostro tribunale, già al collasso per la carenza di personale amministrativo ( e non solo), potrebbe essere tra le nomination dei “soppressi”. A rischio anche il giudice di pace. Si attende dunque la “tabella” dei nominati che il Governo dovrebbe pubblicare presto.
Una spada di Damocle, la situazione del tribunale monopolitano, già denunciata da Pierfelice Annese, presidente associazione avvocati di Monopoli e Polignano, il quale dichiarava un anno fa, che a queste carenze «suppliscono i dipendenti tuttora in servizio, che non sarebbe esagerato definire eroi», «Tutta la struttura si regge sulla buona volontà di questi dipendenti - che non può essere eterna - e sul lavoro del Magistrato, che sta per trasferirsi».
Il caso del Tribunale monopolitano “al collasso” fu anche oggetto di una interrogazione parlamentare scritta dall’on. Zazzera nel luglio 2010 , nella quale l’onorevole riportava la testimonianza del giudice unico Valentino Lenoci: “secondo quanto denunciato dal dottor Lenoci,-scriveva- tutto l'apparato giudiziario risentirebbe fortemente della mancanza di fondi. Con l'ultima finanziaria poi, il Governo avrebbe «penalizzato i giovani magistrati mandati nelle sedi distaccate dei Tribunali con il blocco degli scatti stipendiali e degli aumenti dopo le valutazioni quadriennali di professionalità degli stessi». [...] Se i magistrati si rifiutassero di continuare a supplire alle mancanze delle strutture giudiziarie come i Tribunali - prosegue Lenoci - sarebbe la paralisi del sistema";
senza investimenti, sulle strutture ma anche «sul personale di cancelleria e di magistratura, su elementi utili come i computer, le stampanti, i codici e l'aggiornammo librario, non ci sarà alcun cambiamento della Giustizia».
Attendiamo il responso dal Governo.
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