Il Tribunale del Lavoro argentino a tutela
dei lavoratori della conceria
E’ ancora in corso, e senza nessun riscontro, la protesta partita il 23 agosto da parte dei lavoratori della conceria Curtarsa SA davanti all’ambasciata italiana di Buenos Aires, nei confronti di Attilio D’Apolito, il patron dell’Italian Leather Group di Monopoli, per il ritardo nei pagamenti da parte della società.
“I rappresentanti sindacali dei dipendenti dei lavoratori – si legge in un articolo di una testata argentina- che sono stati ricevuti dai diplomatici dell’ambasciata italiana, hanno detto che si accamperanno “a tempo indeterminato” davanti alle porte dell’Ambasciata. Secondo quanto riferito dai lavoratori di Curtarsa in un comunicato, l’azienda mantiene il personale sospeso dal gennaio e salari dovuti dal mese di luglio”.
Ed infatti i lavoratori proseguono nella protesta e nella richiesta di pagamento, che non trova risposte da parte della società.
“Attilio D’Apolito- scrivevano in un comunicato i lavoratori- il miliardario proprietario della ditta, informa che pensa di liberarsi della società ed alla fine del nostro rapporto di lavoro. Questo è il disprezzo dell'uomo d'affari italiano che ignora assolutamente la nostra situazione e intende trattare con i vicini, sostenendo che la chiusura della società ha a che fare con le questioni ambientali.
Data l'incertezza di questa situazione i lavoratori hanno deciso di prendere la fabbrica a garanzia del lavoro e del salario che ci doveva.
La crisi del settore (aumento delle materie prime e delle minori vendite a causa della crisi economica in Europa) non può essere una ragione valida per le 500 famiglie che a corto di sostentamento. Curtarsain anni ha fatto milioni, con costi di produzione in pesos export in euro, e danni che riguardano la nostra salute e causare impatti ambientali.
Sappiamo che si può conciliare la tutela dell'ambiente con la conservazione di un lavoro dignitoso e che non è necessario lasciare 500 lavoratori disoccupati. Chiediamo l'intervento immediato del governo provinciale e il governo municipale per trovare una soluzione a questo conflitto.
Chiediamo la solidarietà del popolo di Lujan nella nostra lotta per l'offerta di lavoro "
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