Martedì 22 Maggio 2012
   
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LETTERA APERTA AGLI OPERATORI BALNEARI

LIDO BELLI_FRESCHI

"Credo sia giunto il momento di placare il vostro lamento!" 

 

 

Cari operatori balneari

credo sia giunto il momento di placare il vostro lamento. Per decenni, voi e le vostre famiglie, avete goduto di un regime di assoluta libertà d’iniziativa economica, su un luogo pubblico per eccellenza quel è il mare e la spiaggia. Avete impiantato stablimenti in ogni luogo utile, che guarda caso era spesso il più bello, avete costruito strutture precarie sempre più stabili nel tempo, avete attenuato le “fastidiose” diversità ambientali d’interi tratti costieri (vedi le meravigliose dune), avete reso le aree limitrofe, parcheggi a pagamento.

Vi sfido oggi a trovarmi un luogo libero dal dazio sul nostro litorale. Se non paghi l’ingresso al mare paghi il parcheggio, oppure li paghi entrambi. E i cittadini, inconsapevoli spettatori di quanto accadeva, si ritrovavano sempre più spesso a vedere ristretti gli spazi di libera fruibilità del mare, il tutto con la complicità delle politica locale che non rendeva agibili le poche calette libere. Vogliamo parlare dei prezzi? Avete deciso in totale libertà anche quelli. Prezzi d’ingresso, sdraio, lettini, ombrelloni, parcheggi. Tutto insomma lasciato alla vostra totale discrezione. Nessuno vi ha chiesto conto dell’impatto intermini di ricadute occupazionali. Persino i prezzi e le norme sui rinnovi delle concessioni demaniali sono ferme a date da almanacco storico.

Oggi leggo che volete perfino ricorrere al Tar contro il piano, con l’avallo del Comune (che spero non dia). Su quale presupposto? Sul fatto che, per la prima volta, si tenta di mettere ordine in un settore lasciato a se stesso? Questa legge semplicemente regolamenta l’utilizzo del tratto costiero pugliese, contemperando gl’interssi vostri e quelli dei bagnanti.  Pone regole. Delega ai comuni la realizzazione dei piani costieri comunali nel rispetto del PRC, giacchè nessuno meglio dei comuni conosce il proprio territorio. Leggere i vostri lamenti rispetto ad un piano costiero regionale che non dice nulla di più che l’interesse pubblico alla fruibilità del mare deve essere garantito, è quanto mai stravagante.

Avrei accettato molto di più una vostra presa di posizione netta sul tema generale delle politiche turistiche. Infatti su questo, pur nelle reciproche diversità, concordo con Domenico Alba che ci disse chiaramente in una puntata del Talk radi Blu, che le politiche del e per il turismo dovrebbero essere il fulcro della politica locale. Questa base di ragionamento è un buon punto di partenza, il resto è strumentale per chi vuole far prevalere l’interesse privato su quello pubblico. L’accesso e la libera fruibilità del mare, dopo l’approvazione della legge regionale, non sono più tema di discussione e/o di trattativa politica. Possiamo discutere d’ora in avanti solo di come attuare e rendere effettivi questi principi. La privatizzazione selvaggia di un fondamentale bene pubblico, deve diventare un ricordo per i cittadini pugliesi e monopolitani.

Francesco Maiellaro

Talk radio Blu

Commenti 

 
#26 Domenico IV 2011-10-28 08:40
Non ci siamo capiti.Quel sito che ho indicato non è altro che il documento elaborato dal Demanio per la applicazione pratica del Piano Coste Regionale della Puglia.
Quelle sono le norme attuative.Non ce nesono altre.
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#25 Alessandro A. 2011-10-28 01:10
Gentile Lia. La mia voleva essere solo una provocazione (poco efficace a questo punto). Volevo denunciare la situazione delle spiagge pubbliche del capitolo.
É vero sono poche, ma quelle poche almeno funzionassero bene.
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#24 cose scontate 2011-10-27 17:42
Mica vero domenico...
Nulla di nuovo e stringente e NESSUNA definizione di "costa balneabile": qui stiamo parlando di questo, non di altro.
Non è che se ci alleghi dei documenti poi non li leggiamo...
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#23 Cose scontate 2011-10-27 15:46
.... *** cerca di rispondere nel merito se ci riesci! Altrimenti torna allo stadio, qui cerchiamo di ragionare non di tifare!
Il mio cruccio nasce proprio perché, quando finalmente qualcuno (che ho votato) fissa con coraggio un principio sacrosanto (60/40) vanifica la previsione legislativa dimenticandosi di normare una definizione imprescindibile. 
Allora mi chiedo: qual era la volontà politica, creare una norma - manifesto o raggiungere l'obiettivo?

P.S. 
Quanto a fanatismo per il leader siete uguali se non peggio dei berlusconiani. 
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#22 Domenico IV 2011-10-27 15:41
Volete dati precisi? Eccovi accontentati.
La deliberazione di giunta regionale di esecutività del Piano Coste Regionale è la 2273 del 13/10/2011 che demanda all'Ufficio demanio marittimo la determinazione dei criteri di attuazione.
Andate sul sito
www.demaniomarittimo.com/doc/strategia%20gestione%20puglia.doc
Vi troverete le norme di attuazione.
E scoprirete che sono molto più restrittive di quanto immaginate!
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#21 scontate davvero 2011-10-27 11:11
a "cose scontate" non importa nulla di spiagge, concessioni, diritti dei cittadini e simili, ma cerca solo di trovare argomenti antivendola: cose scontate (e ridicole) davvero!!!
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#20 negativo/positivo2 2011-10-27 11:06
la definizione fornita da PAOLO #18, mi sembra puntuale e scaturita da qualche norma precisa (paolo stesso potrebbe illuminarci in proposito). quanto alle pie illusioni evocate da COSE SCONTATE #19, la questione è semplice: se l'amminsitrazione sceglierà - se mai lo potrà fare - di non "mettersi di traverso a concessionari pluridecennali", non dovrebbe più prendere i voti di coloro che la pensassero diversamente: a quel punto, ci si conterebbe. peraltro, in presenza di una definizione precisa di costa balneabile, che venisse disattesa dall'amministrazione, l'opposizione o chi per essa potrebbe sempre impuganre gli atti davanti al tar. e anche in questo caso, ci si potrebbe contare in campo avverso.
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#19 cose scontate 2011-10-27 10:28
Ognuno dice la sua (e come potrebbe essere diversamente?), ma la regione che avrebbe potuto, con l'aggiunta di poche e semplici parole, dare indicazioni dettagliate, se n'è ben guardata...
E adesso l'ente comunale dovrebbe prendersi l'onere di mettersi di traverso a concessionari pluridecennali, imponendo un'interpretazione di "costa balneabile" a favore dei cittadini?
Pie illusioni. Vendola ha talento nell'ingenerarle.
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#18 Paolo P. 2011-10-27 09:45
La "costa balneabile" è la costa sabbiosa
avente una profondità minima di 5 metri, che poi è la stessa profondità che gli stabilimenti balneari devono lasciare libera.
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#17 negativo/positivo 2011-10-27 08:46
a proposito dell'osservazione di COSE SCONTATE #15, pur condividendola in pieno, aggiungo che la mancanza di criteri precisi, che appare come elemento negativo, può essere sfruttata in senso positivo, ossia per dare a quel concetto un'interpretazione più funzionale a una scelta di fondo che non può che essere tutta politica, la quale deve rispondere alla domanda: voglio più costa libera oppure voglio più concessioni? stabilito ciò, vado a interpretare l'elemento "costa balneabile", fin dove posso, in senso più o meno restrittivo.
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#16 decibel! 2011-10-27 08:46
concordo con francesco maiellaro!

gli operatori balneari a monopoli hanno sempre fatto quello che volevano.
è arrivato il momento di un loro bagno d'umiltà
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#15 cose scontate 2011-10-27 01:02
Come intendere il termine "costa balneabile"? Che senso ha imporre una distribuzione delle spiagge 60 / 40 in favore del pubblico, se la regione non specifica questa definizione BA-SI-LA-RE per i piani comunali?
Un altro slogan vendoliano?
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#14 pino galanto 2011-10-26 17:22
Prendo spunto da ll'ultima parte della lettera di Maiellaro: "L’accesso e la libera fruibilità del mare, dopo l’approvazione della legge regionale, non sono più tema di discussione e/o di trattativa politica. Possiamo discutere d’ora in avanti solo di come attuare e rendere effettivi questi principi. La privatizzazione selvaggia di un fondamentale bene pubblico, deve diventare un ricordo per i cittadini pugliesi e monopolitani."
Ma avere regole chiare non è un bene per pubblico e privato? Di questo stiamo parlando.
Il pubblico deve rilasciare agli imprenditori concessioni o autorizzazioni nei limiti di legge e nel rispetto delle regole e poi sorvegliare per il rispetto.
Il pubblico deve anche garantire mare libero garantendo i servizi obbligatori per legge (es. salvataggio) e la pulizia, sempre nel rispetto delle regole e poi sorvegliare per il rispetto.
Imprese e cittadini sarebbero così tutelati grazie al rispetto delle regole.
Semplice!
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#13 Lia 2011-10-26 15:45
Si Sig. Antonio, è una norma federale.
Daltronde, se ci fate caso, in tante serie televisive alla "Bay Watch" potete vedere le distese sabbiose libere da stabilimenti balneari.Non è un caso.
Ma anche in tanti altri paesi avanzati del mondo trovate limiti severi alla privatizzazione delle spiagge.
Solo da noi ci si scandalizza.
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#12 Antonio S.M. 2011-10-26 14:44
@ Lia.Ma davvero c'è questo limite del 20%?
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#11 Lia 2011-10-26 08:57
Caro Alessandro A. mi deludi, questa volta hai fatto un intervento superficiale non degno di te.
Non si può giustificare la scandalosa privatizzazione delle spiagge, col fatto che i cittadini siano spesso incivili e vandali.La tutela delle spiagge deve essere garantita dal Comune e dalla Capitaneria. Il fatto che questi enti siano inadempienti è un fatto acquisito che deve essere corretto.
Se generalizzassimo il discorso che tu fai, in Italia non dovrebbero più esistere beni pubblici.
Informo te e gli altri utenti di questo sito che in USA (paese capitalistico per eccellenza) è consentito un massimo del 20% di privatizzazione delle spiagge, senza se e senza ma.
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#10 cose scontate 2011-10-26 08:49
Queste son cose che sappiamo già, nulla di nuovo.
Io vorrei capire quale efficacia avrà la ripartizione pubblico / privato se non c'è una definizione normata di "costa balneabile" da lasciar libera.
Non so, ma mi sa tanto di una furbata stile Vendola (che ho votato).
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#9 Antonio S. M. 2011-10-26 08:25
Gent. Maiellaro, io non la conosco però sono in totale sintonia con quanto scritto. Lei ha descritto esattemente le cose come stanno e quello che bisogna fare.
Situazioni come quella del Capitolo ,dove ci sono delle megaconcessioni, non possono essere più tollerate: sono degne del colonialismo ottocentesco.
Si deve assolutamente ripristinare il rapporto 60/40 previsto per legge, garantendo contemporaneamente stabilità regolatoria ai gestori degli stabilimenti.Io non sono un anticapitalista e dico che
si può e si deve trovare un punto di incontro che tuteli i diritti dei cittadini e la libertà di impresa.
Da ultimo (per rispondere a qualche intervento) non si può giustificare con la pulizia della spiaggia la prevalente privatizzazione della costa.
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#8 Alessandro A. 2011-10-26 08:16
Le spiagge libere al Capitolo ci sono, sono quelle occupate il sabato e la domenica da baresi (e co.) con tendoni, tavolate e alcune volte grigliate di pesce.
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#7 BAH 2011-10-26 06:10
Però vi piace stare in spiagge pulite!?
Affacciatevi alla Portavecchia e guardate qual'è la differenza tra una libera ed una attrezzata!!
Non parlate sempre per partito preso o per il semplice gusto di fare polemica?!
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