
Le riflessioni di Franco Muolo
Gentile Redazione,
a giudicare dal (malriuscito) incontro per la presentazione al pubblico del Piano Regionale delle Coste, tenutosi nella sala comunale delle Terre Parlanti, sembrerebbe che sul nostro territorio stia per abbattersi un altro cataclisma simile a quello del Pug. Mi preme riportare che con l’approvazione della legge regionale n. 17/2006 sulla tutela e valorizzazione del demanio marittimo, gli 800 km. di costa saranno disciplinati da norme regionali che soddisferanno tre obiettivi: la loro tutela, il libero accesso alle spiagge e l’incremento degli investimenti nelle attività turistico-balneari. Tralascio per ora tutta la problematica tecnico-politica inerente queste ultime attività, soffermandomi a esternare alcune riflessioni sui primi due obiettivi, quello della tutela delle spiagge pubbliche e la conseguente salvaguardia del loro libero accesso, visto che il comune di Monopoli ha proposto recentemente grandi lavori di “ripascimento” della cala Portavecchia accompagnati da scarsi interventi per la riattivazione di alcuni passaggi a mare al Capitolo. Senza pensare che in questo periodo ampie distese di alghe si stanno presentando sulla nostra costa, ma di questo non si preoccupa nessun piano, giacché sarà il naturale andirivieni delle onde marine a fare piazza pulita prima che sopraggiunga la prossima stagione balneare.
A parte il fatto che, da una veloce lettura dell’art. 5.2 delle Norme tecniche di attuazione del citato Piano, si evince, tra l’altro, che non potranno essere oggetto di concessioni i tratti di spiaggia con profondità inferiore a 15,00 metri, da destinarsi esclusivamente a spiaggia libera. Consideriamo ora che quasi tutte le spiagge (libere e non) del nostro bellissimo litorale difficilmente raggiungono tale limite, per cui non si capisce bene se tutte quelle concessioni private, rientranti nel 40% di competenza, potranno conservare i loro titoli. Ma lasciamo perdere! L’assenza del Sindaco, degli assessori all’Urbanistica e ai Lavori pubblici e, specialmente dei loro dirigenti tecnici, mi fa pensare che soluzioni pacifiche non ce ne sarebbero. Perciò ritengo che l’unico ad aver capito il grosso problema, che fra poco si presenterà alla città, sia stato proprio l’assessore alle Attività Marinare Giuseppe Spinosa. Il quale ha fatto capire, sostanzialmente, che non sarà soltanto il Comune a spendere quattrini coi prossimi lavori di ripascimento di spiagge e riattivazione di passaggi, ma che anche i privati concessionari di arenili si dovranno adeguare se, sottinteso, vorranno sopravvivere.
Ciò che a me lascia molto perplesso è che, mentre da una parte il Pug obbliga i privati e le pubbliche amministrazioni alla realizzazione di grandi e costosissime opere a terra difficilmente realizzabili, cosiddette di “mitigazione”, lungo strade e torrenti per combattere le alluvioni temporalesche, pur di far cementificare ulteriormente il territorio nei loro pressi, il Piano delle Coste costringe comuni e concessionari al ripascimento di corte spiagge, pericolosi sfoci a mare di lame e stretti arenili per consentire una balneazione selvaggia. Non mi sento un tecnico all’altezza di dare consigli adeguati per simili lavori, sia in terra che in mare, ma possibile che non ci sia qui a Monopoli o in Regione un ingegnere specializzato in idraulica o in opere marittime che spieghi pubblicamente che se si costruiscono manufatti artificiali inadeguati sia sul terreno che sulle spiagge prima o poi la natura si vendica? Possibile che nessuno ricordi quello che successe nei primi anni Novanta, quando si volle tentare di piazzare una piattaforma sull’isolotto di cala Portavecchia, da raggiungere attraverso un pontile in legno, e che dopo poco tempo una forte mareggiata da Levante scaraventò i suoi resti sulla spiaggia? E perché i piani regolatori dei porti non prendono più in considerazione la realizzazione di idonee dighe di difesa dei porti e della fascia costiera in generale?
Franco Muolo
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Commenti
Mi è sembrato anzi un atto di indelicatezza verso i cittadini da parte di Spinosa a voler convocare prioritariamente una riunione riservata agli operatori del settore : quasi a volerli "rassicurare" che si farà di tutto per affievolire l'effetto della nuova normativa.
Lei poi fa cenno alla scarsezza di passaggi al mare. Anche qui lei sbaglia: gli accessi ci sono, quello che manca è la spiaggia libera su cui sostare.
Poi lei si sorprende della mancata programmazione delle opere a mare; ma se addirittura c'è stato qualcuno che ha costruito intere scogliere abusive senza essere sanzionato! E qualche stabilimento balneare ,proprio al Capitolo ha gettato a mare file di blocchi di cemento!
Il fatto è che abbiamo anche una Capitaneria alquanto inefficente.
E' apprezzabile il suo impegno nel voler sollevare questo problema, ma sicuramente Lei sa...meglio di me...che nessuno e dico nessuno dei nostri politici ha NECESSITA' e tanto meno INTENZIONE di portare a conclusione questi accordi sul piano coste.
Sia sincero, Lei immagina anche lontanamente un Capitolo libero da barriere e con accessi al mare liberi? Lei crede che gli operatori commerciali nel settore balneare si renderanno disponibili a perdere "introiti" a favore della balneazione libera? E poi sulla questione alghe, secondo Lei gli operatori del settore metteranno mani al portafogli per qualcosa sulla quale può intervenire la Regione/Comune?
Suvvia, questo è l'ennesimo esempio di come la Politica prende in giro i cittadini che "creduloni" si affidano al volere e potere di questa gente!
Inoltre volevo precisare che la Natura non si "vendica" ma ristabilisce la normalità delle cose...e se potesse farlo fino in fondo, con la "grazia" che le compete, farebbe una pulizia generosa anche in Consiglio comunale, dove molti consiglieri sono peggio delle alghe, rimangono immobili solo in attesa della prossima mareggiata.
Saluti
Madre Natura